I gesuiti incontrano il Papa e pregano per padre Dall’Oglio

Oggi, 31 luglio, festa di S. Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, Papa Francesco concelebra la messa insieme ai confratelli gesuiti, nella Chiesa del Gesù, al Padre Generale, ai suoi Assistenti e ai gesuiti delle case di Roma, mentre si stanno vivendo ore di apprensione per padre Paolo Dall’Oglio, rapito (ma la notizia ancora non è stata confermata) da un gruppo di combattenti legati ad al Qaeda, attivi a Raqqa, una città della Siria orientale controllata dai ribelli.

Secondo le prime ricostruzioni, non confermate né dalla Santa Sede, né dalla Farnesina, il religioso stava camminando per le strade della cittadina quando è stato sequestrato da miliziani. La settimana scorsa, secondo la ricostruzione fatta da un diplomatico occidentale alla Reuters, padre Dall’Oglio ha attraversato la frontiera turca, ignorando le preoccupazioni dei membri del suo entourage che lo sconsigliavano di recarsi a Raqqa, cittadina nella quale più personalità occidentali sono state rapite. Inoltre domenica scorsa aveva tenuto un appassionato discorso alla cittadinanza nel corso del quale aveva denunciato le violenze cui sono soggette le popolazioni curde.

Infatti uno dei voti dei Gesuiti è quello di totale obbedienza al Papa e nella lettera all’indomani della sua elezione, padre Adolfo Nicolàs aveva espresso “disponibilità per essere inviati alla vigna del Signore in conformità con lo spirito del nostro voto speciale di obbedienza che ci unisce al Santo Padre in maniera così specifica”, papa Francesco aveva risposto: “La ringrazio di cuore per questo segno di stima e vicinanza, che ricambio con piacere, chiedendo al Signore che illumini e accompagni tutti i Gesuiti affinché, fedeli al carisma ricevuto e sulle orme dei santi del nostro amato Ordine, possano essere, con l’azione pastorale ma soprattutto con la testimonianza di una vita interamente consacrata al servizio della Chiesa, Sposa di Cristo, lievito evangelico nel mondo, alla ricerca incessante della gloria di Dio e del bene delle anime”.

Ma quanti sono i Gesuiti? Al 1° gennaio 2013 i gesuiti nel mondo erano 17.287 (di cui 12.298 sacerdoti, 1.400 fratelli, 2.878 scolastici e 711 novizi). La diminuzione rispetto all’anno precedente è di 337 membri (17.637). In 40 anni, dal 1974 al 2013, i componenti della Compagnia di Gesù sono scesi da 29.436 a 17.287. L’unico continente in cui, nel 2013, si registra un incremento di gesuiti è l’Africa (+16 membri), mentre la regione con la diminuzione maggiore in valore assoluto è l’Europa meridionale (-89 membri), l’ ‘assistenza’ di cui fa parte l’Italia. Considerando tuttavia i soli novizi, l’Europa meridionale e gli Stati Uniti fanno segnare un incremento dal 2012 al 2013. Infine, l’Asia meridionale (in particolare l’India) è la zona con il numero più alto di gesuiti (4.016). Le nuove statistiche confermano la tendenza della Compagnia di Gesù a essere sempre meno eurocentrica e sempre più internazionale e, in particolare, asiatica.

Se infatti dall’Europa proviene ancora il 31% dei gesuiti (9% dall’Europa occidentale, 12% da quella meridionale, 10% da quella centro-orientale), il 32% proviene dall’Asia (23% dell’Asia meridionale, il 9% dall’Asia del Pacifico). La parte restante proviene da Africa (9%), Usa (14%), America latina (14%). In prospettiva, il baricentro della Compagnia è destinato a spostarsi ulteriormente verso i Paesi del Sud del mondo. Il 46% dei novizi è infatti asiatico e il 18% africano. Contro il 14% europeo, il 7% statunitense e il 15% latinoamericano. Percentuali che si riscontrano anche nei gesuiti scolastici: 48% asiatici, 18% africani, 15% europei, 12% latinoamericani e 7% statunitensi. Dei 12.526 gesuiti sacerdoti, il 34% proviene dall’Europa, il 29% dall’Asia, il 17% dagli Stati Uniti, il 14% dall’America latina e solo il 6% dall’Africa. Dei 1.470 gesuiti non sacerdoti il 33% proviene dall’Europa, il 22% dall’Asia, il 18% dall’America latina, il 9% dagli Usa e l’8% dall’Africa. Attualmente la Compagnia di Gesù è suddivisa in 84 Province, 5 Regioni indipendenti e 10 regioni dipendenti.

Uno studio del Cara, un centro di ricerca della Georgetown University di Washington, fondata dai gesuiti stessi nella capitale Usa, fa il punto sulle trasformazioni della Compagnia di Gesù a livello globale. I maggiori cali si sono verificati in Europa e negli Stati Uniti, mentre più contenuti sono stati quelli in America Latina e Asia orientale. Aumenti si sono registrati in Asia meridionale (soprattutto India) e nell’Africa sub-sahariana. La conseguenza è una modifica degli equilibri numerici: trent’anni fa i gesuiti in Africa e in Asia meridionale erano il 16,4% del totale, mentre quelli in Europa e Usa erano il 62,9%. Dopo quasi trent’anni, i primi sono il 30%, i secondi il 42,6%. A partire dal 2005 la maggioranza dei gesuiti vive al di fuori dei Paesi occidentali. Nel corso di un trentennio, perciò, si è quasi ribaltata la proporzione tra chi è nato nei Paesi industrializzati e chi proviene dal Sud del mondo.

Il numero complessivo di chi entra ogni anno nella Compagnia di Gesù è progressivamente calato, (circa 600 agli inizi degli anni Ottanta, 470 nel 2010). Ma è significativa la distribuzione di questi nuovi ingressi: nel 2010 il 29% da India e Sri Lanka, mentre solo il 17% veniva da un Paese europeo. Anche l’età media rivela differenze tra Nord e del Sud del mondo, sotto i 50 anni in Africa e Asia meridionale, circa 65 in Europa e Usa.

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