Cardinal Becciu: “Sono un prete e perdono chi mi ha fatto del male”

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.01.2023 – Ivo Pincara] – Segue un dialogo molto sincero, che testimonia lo spirito autenticamente cristiano del Cardinale Giovanni Angelo Becciu. Ripreso da Antonino Monteleone, è trasmesso questa sera nel programma Le Iene su Italia Uno. Riportiamo la trascrizione diffuso dall’Ufficio stampa Mediaset, perché aiuta a capire chi sia davvero questo cardinale ingiustamente accusato e condannato per mezzo stampa. Un messaggio bello e evangelico, a differenza della valanga di odio che viene dispensa da chi lo vuole male e fare del male, già da troppo tempo.

Antonino Monteleone: Eminenza buonasera, mi chiamo Antonino Monteleone. Sono un giornalista di un programma che si chiama “Le Iene”. Come sta? Bene?
Cardinale Giovanni Angelo Becciu: Bene, bene, però siete “Le Iene”.

Lei è il primo cardinale nella storia della Chiesa processato dalla giustizia vaticana, non si era mai visto.
No, no, no.

Perché proprio lei?
No, io non intendo fare interviste.

Lei sente di avere responsabilità sull’acquisto del palazzo di Sloane avenue?
Ma che… Dico che già nel processo viene tutto fuori.

Quando l’hanno accusata di aver approfittato dei soldi finiti ai familiari del Cardinale Becciu, cosa ha provato?
No, no, questo è falso, è falso. È falso. Io non ho mai usato i danari per i miei familiari, anzi. E poi, se volete andate lì e intervistate il vescovo e lui vi dirà come quei soldi sono e saranno utilizzati… in una casa che devono costruire per la carità, ma ai familiari no. Anzi, ho fatto un prestito dei miei soldi personali e ne ho lasciato metà a loro. Ho dato centomila euro per l’opera, che stanno facendo per gli emigranti, per i disoccupati, per ragazze con problemi sociali. Quindi è falso.

Senta, lei è stato accusato per i soldi del pagamento di un riscatto sui quali qualcuno ci avrebbe messo in mezzo degli interessi personali. La dottoressa Marogna è accusata. Lei ne era al corrente?
Allora, quello è un argomento che ho già trattato nel processo, ed è un argomento molto delicato. E quello non lo voglio toccare per niente. Lì c’è una materia di segreto e non doveva essere per niente toccato.

Una cosa che ha colpito tutti è stato sapere che lei aveva registrato il Santo Padre e uno si chiede ma era l’unico modo per avere traccia del pensiero del Papa, di quello che lui le aveva chiesto di fare?
Allora, ho già ha dato spiegazioni al Papa. Il Papa mi ha capito e tutto finisce lì.

Ha scritto in una chat “Papa Francesco mi vuole morto”.
Cardinale Becciu: No, no.

Ma in senso figurato o veramente?
Ma no. Anzitutto queste chat perché sono state tolte dal loro contesto ma soprattutto perché sono state pubblicate? Queste erano delle chat di famiglia, private.

Che sono finite in un’inchiesta della Guardia di Finanza in Sardegna.
Si ma queste non hanno nessuna rilevanza penale. Questa è stata una brutalità enorme, una violenza della privacy enorme. E non capisco perché in Italia succedono queste cose.

Secondo lei perché erano utili nel processo in Vaticano sono state fatte circolare?
Servivano solo a mettere in cattiva luce me e la mia famiglia. E questo è stato un gesto davvero incomprensibile e che condanno.

E lei cosa voleva dire quando dice “Ho paura che Papa Francesco mi voglia morto”?
No, questo ve lo dico, per noi c’è una prova, è sempre una morte. Ma per poter resuscitare. Il Papa alla fine mi vuole bene. Abbiamo un rapporto speciale. Di tanto in tanto vado, parliamo, e… con la morte di Papa Benedetto. Ecco, adesso abbiamo un Papa e questo è il Papa della Chiesa e noi dobbiamo amare questo Papa. Non possiamo sognare un Papa del futuro o rimpiangere chi c’era prima. Per dire che il rapporto con il Papa è bello.

C’è stato un momento in cui lei ha pensato di avere perso definitivamente la fiducia del Papa?
Beh, è chiaro. Non è facile sentirsi dire dal Papa ci sono queste accuse nei tuoi confronti. Però io l’ho presa come un figlio che si vede non capito dal proprio padre e viene mandato via dalla propria casa ma che non perde la speranza che il padre prima o poi capisca che ci sono state delle accuse false e che lo riabbracci.

Li ha sentiti gli audio di Perlasca?
Ma no, ma che audio, sono… non c’è niente di vero.

È stato usato Perlasca secondo lei?
Eh beh, l’ha detto lui, l’ha ammesso lui.

Lei quando ha saputo che dietro le accuse, parte delle accuse, che le vengono mosse ci fosse anche Francesca Chaouqui, che cosa ha pensato?
Lei tocca un tasto doloroso. Guardi, sto venendo proprio ora dalla chiesa, ero lì a confessare. Dobbiamo avere sempre un cuore misericordioso, io di questa signora, io ho pietà di lei. Misericordia.

La signora Chaouqui è infuriatissima con lei. Ma perché?
Mah… quando successe la pubblicazione di documenti riservati e furono accusati di questo reato sia la signora come un prete, la signora è stata processata, è stata condannata. Se poi ha cambiato vita, se tutto gli è crollato, non è colpa mia. Eh, se la prenda con i giudici. Ma mi dispiace che lei l’abbia presa così e abbia fatto tutte queste cose contro di me.

Lei sa cos’ha detto? “Grazie a me Becciu non diventerà Papa”.
Ma chi ci pensa a diventare Papa? Solo un irresponsabile, ma chi desidera diventare Papa? Grazie.

Lei potrà mai dimenticare tutto questo tritacarne dove è finito?
Certo che una sofferenza, però alla fine perdoniamo per dimenticare. Non è che sempre si può vivere con questo peso. E soprattutto sono prete e come prete dobbiamo dimenticare e perdonare.

Glielo chiedo come consiglio per un giovane, tutto quello che ci portiamo dentro dove lo buttiamo?
Ti sto dicendo che sto venendo da confessare. Ci si confessa se hai fatto del male. Se poi gli altri ti hanno fatto del male, li perdoni, questo è. Gesù Cristo ci ha dato questa bella lezione ed è una bella libertà, credimi. Ed è il bello di fare il prete.

Indice – Caso 60SA [QUI]

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