Una storia mandata a carte quarantotto [IT, ES]

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.11.2022 – Franco Angeli] – Continua, in un miscuglio confusissimo, la storia infinita che riguarda Angelo Becciu, di professione cardinale.

Le notizie che la stampa accavalla in modo vertiginoso spaziano da colloqui privatissimi con i familiari a news dei soliti processi Vaticani e non, in cui i capi di imputazione, al di là delle altisonanti formule, stentano a chiarirsi.

E soprattutto, si embricano sistemi giudiziari e codici di due Stati diversi, per fatti che riguardano una gestione ad altissimi livelli di questioni di Stato, che da sempre hanno conciliato la aderenza a codici giuridici e alla ragion di Stato che spesso si nutre di spregiudicato cinismo.

Tanto è vero che la ricostruzione dei fatti data da Mons. Alberto Perlasca fa costante riferimento a una catena di comando in cui compare si Becciu, ma certamente non finisce con lui ma prosegue più in alto. Tal che potrebbe dire il Cardinale Giovanni Angelo Becciu, come Perlasca: tutte le firme che ho messo erano su ordine dei miei superiori. E si sa se il Sostituto per gli Affari generali della Prima Sezione della Segreteria di Stato è il numero 3, poi ci sono al di sopra i numeri 2 e 1.

E anche la famosa telefonata al Papa sofferente, da parte di un altro sofferente (!), non era forse tesa alla ricostruzione di questa catena di comando?

È chiaro che le questioni hanno il sentore di essere strumentali a un teorema più ampio che si protrae ormai da molto e che come nella storia infinita berlusconiana sottintende uno schema politico.

Mi vuole morto… avrebbe detto il nostro Angelo. Direi si morto, ma politicamente.

Ai cardinali e ai vescovi, rinchiusi talora in un egocentrismo narcisistico, sfugge che talora sono non protagonisti, ma semplici pedine in mano alla Provvidenza che ha per loro e non solo per loro un progetto.

Quale sarebbe nella fattispecie la “colpa” imperdonabile del Cardinal Becciu? Beh, quella dei vari Müller, Sarah, Burke… essere legati alla gestione Ratzinger, ovvero a una dimensione del cristianesimo non solo intimistica, ma politica. La dimensione neotomista ribadita da Giovanni Paolo II. È questa “lettura” che deve morire. Assolutamente. Il Cristianesimo deve essere sradicato dalla sua dimensione Cattolica. Per divenire fatto particolare… e non universale. Ovvero le questioni politiche devono essere valutate in una contingenza particolare, al di fuori della grande Visione di Dio. E soprattutto del Dio di Nicea.

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