Lo scandalo dato dal vescovo filo massone Soddu

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 05.10.2022 – Vik van Brantegem] – A seguito della pubblicazione di alcuni articoli di stampa – tra cui anche su questo Blog dell’Editore [Il Vescovo di Terni co-inaugura il nuovo ingresso della Casa Massonica ternana, assieme al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia e altri “venerabili”. Nun ce se crede – 3 ottobre 2022] – sulla partecipazione del Vescovo Francesco Antonio Soddu all’evento massonico a Terni del 27 settembre scorso, è arrivata una replica dalla Diocesi di Terni Narni Amelia, per mezzo di un comunicato (chiamarlo imbarazzante è un understatement), pubblicato sul sito diocesano [QUI], che riportiamo.

«Precisazione sulla presenza del vescovo all’apertura del nuovo ingresso della sede del Goi a Terni

In merito all’apertura del nuovo ingresso della sede del GOI a Terni, desta stupore, sconcerto e amarezza la lettura strumentale, volutamente equivocata e fraintesa, della presenza del Vescovo Soddu a tale circostanza.
La lettura dei fatti, che non ha neanche tenuto conto dei contenuti di quanto il Vescovo ha detto, travisa totalmente il senso della sua presenza che, non identificandosi con un pensiero differente dalla dottrina Cristiana, ha invece ha avuto l’unico scopo di testimoniare la fedeltà al Vangelo e alla Chiesa, soprattutto in questo tempo del percorso Sinodale che la caratterizza».

Remake dello storico film L’Incompreso, con la straordinaria partecipazione del Vescovo di Terni

Come già anticipato nell’articolo del 2 ottobre 2022 su Isola di Patmos [QUI], Padre Ariel S. Levi di Gualdo aveva già previsto che sarebbe giunto puntuale il comunicato per chiarire che «… il Vescovo è stato frainteso».

«E come anticipato così è accaduto: il Vescovo di Terni filmato mentre regge il nastro durante il taglio per l’inaugurazione della nuova Loggia Massonica è stato proprio frainteso. Non è stato un imprudente in bilico tra l’improvvido e l’idiota, ma è stato frainteso, come recita il comunicato di rito della Diocesi.
Colgo l’occasione per informare il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e il Prefetto del Dicastero per i Vescovi alla prossima edizione del Festival Erotico potranno vedermi in mezzo a due pornostar maggiorate con le tette al vento intento a reggere il nastro per il taglio inaugurale, esattamente come ha fatto il Vescovo di Terni frainteso e incompreso. E sia chiaro: che nessuno osi fraintendermi. Anche perché è molto meglio e di gran lunga meno dannoso un prete in mezzo a due pornostar che non un vescovo palesemente imprudente che regge il nastro inaugurale ai massoni, salvo poi dichiararsi frainteso e incompreso».

Ariel S. Levi di Gualdo
Isola di Patmos, 3 ottobre 2022

Alle assurde affermazioni della Curia di Terni-Narni-Amelia, oggi, 5 ottobre 2022, ha replicato il sito Silere non possum: «E con la chiarezza che ha sempre contraddistinto Joseph Ratzinger, giunge anche a spiegare a questi ordinari che “non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito”. Ora, considerato che quanto abbiamo visto sino ad ora è valido e non vi è stata alcuna altra pronuncia successiva, è possibile che un vescovo di una diocesi che si presta, addirittura ad inaugurare una realtà di questo tipo, resti ancora lì? Assolutamente no. Soddu deve dimettersi immediatamente dalla guida di quella diocesi e ritirarsi a vita privata. Il Sommo Pontefice e il Dicastero per i Vescovi devono sollevare Soddu dal suo incarico».

Riportiamo di seguito dal documentato articolo sulla questione, siglato R.I., di Silere non possum gli stralci significativi.

Nel titolo non abbiamo usato la parola “scandalo” nel senso dei giornaletti scandalistici, ma pensando a quanto afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica al riguardo:

Il rispetto dell’anima altrui: lo scandalo
2284 Lo scandalo è l’atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo. Attenta alla virtù e alla rettitudine; può trascinare il proprio fratello alla morte spirituale. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza.
2285 Lo scandalo assume una gravità particolare a motivo dell’autorità di coloro che lo causano o della debolezza di coloro che lo subiscono. Ha ispirato a nostro Signore questa maledizione: «Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli, […] sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» (Mt 18,6). Lo scandalo è grave quando a provocarlo sono coloro che, per natura o per funzione, sono tenuti ad insegnare e ad educare gli altri. Gesù lo rimprovera agli scribi e ai farisei: li paragona a lupi rapaci in veste di pecore.


Abbiamo riportato questi due articoli del Catechismo all’attenzione del vescovo filo massone Soddu e siamo sicuro che gli attenti lettori della Curia di Terni-Narni-Amelia le porteranno a conoscenza del loro superiore. E nel contempo sono pregati di ricordargli (visto che è ha conseguito una licenza in teologia pastorale, potrebbe essere che non ha molta famigliarità con il diritto canonico), che la suprema lex è sempre la salus animarum, il principio dell’ordinamento canonico della Chiesa, come il Legislatore ha affermando nel suo ultimo canone 1752.

La Chiesa fu fondata da Gesù Cristo per la salvezza delle anime, che è la ragion d’essere di un sacerdote. E ricordiamo al Vescovo Francesco Antonio Soddu che è primo di qualsiasi altra cosa (non solo un confratello), un sacerdote. Siamo noi laici qui a ricordargli che il 24 aprile 1985 è stato ordinato sacerdote, non in un tempio massone, ma nella cattedrale di San Nicola a Sassari.

Il suo posto non è in un’officina del Maligno, ma nel tempio del Signore in cui si trova la sua cattedra e che perciò si chiama cattedrale, la chiesa-madre della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. È dedicata a Santa Maria Assunta, la Madre del Signore, della Chiesa e nostra (che fu oltraggiata dall’affresco dell’argentino Ricardo Cinalli, obbrobrio artistico e teologico, eseguito per volere di uno dei suoi predecessori, Vincenzo Paglia).

Il Duomo di Santa Maria Assunta in Terni.

Francesco deve dimettere il vescovo filo massone Soddu
Silere non possum, 5 ottobre 2022


Il 27 settembre 2022, a Terni, la Casa Massonica del Grande Oriente d’Italia ha inaugurato l’ingresso della propria sede. (…)

Atti gravissimi

La partecipazione del Vescovo della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, S.E.R. Mons. Francesco Antonio Soddu è un atto gravissimo che non può passare inosservata. Non è una novità che vi siano diversi prelati che partecipano a logge massoniche, tanto meno stupisce la partecipazione del Vescovo di Terni-Narni-Amelia. Non dimentichiamo che i predecessori di Soddu hanno felici rapporti con la massoneria e non solo, e ora li teniamo addirittura a capo di importanti istituzioni vaticane. Ciò non toglie che nel momento in cui la Santa Sede ne viene a conoscenza deve assolutamente intervenire. (…) questo atto del novello vescovo di Terni è uno di quelli che, non solo crea scandalo ma non fa altro che instillare nei fedeli uno smarrimento che in questi anni sta aumentando a dismisura.

Chiesa e massoneria

Il 26 novembre 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede (…) pubblicò la dichiarazione sulle associazioni massoniche [QUI] (…) a firma del Cardinale Joseph Ratzinger (…).

Ancora qualcuno si chiede come mai Ratzinger era così odiato dai potenti?
Ecco la risposta.

Dopo solo un anno dalla pubblicazione di questo documento, il quale veniva emanato proprio perché la Chiesa era consapevole della partecipazione di ecclesiastici e cattolici a queste realtà luciferine, la Congregazione spiegò: “Da quando la Chiesa ha iniziato a pronunciarsi nei riguardi della massoneria il suo giudizio negativo è stato ispirato da molteplici ragioni, pratiche e dottrinali. Essa non ha giudicato la massoneria responsabile soltanto di attività sovversiva nei suoi confronti, ma fin dai primi documenti pontifici in materia e in particolare nella Enciclica Humanum genus di Leone XIII (20 aprile 1884) [QUI], il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica. Per Leone XIII esse si riconducevano essenzialmente a un naturalismo razionalista, ispiratore dei suoi piani e delle sue attività contro la Chiesa. Nella sua Lettera al Popolo Italiano Custodi di quella fede (8 dicembre 1892) [QUI] egli scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra».

Ora ci si chiede: come è possibile che un ordinario partecipi ad un evento di una realtà che viene così definita dal Magistero?

Risposte imbarazzanti

A seguito della pubblicazione di alcuni articoli di stampa, la diocesi di Terni Narni Amelia ha pensato bene di rispondere con questo comunicato [QUI] [vedi il testo sopra].

A queste assurde affermazioni risponde lo stesso Card. Joseph Ratzinger quando spiega perché è stato necessario pubblicare la dichiarazione: “Non si poteva pertanto tralasciare di prendere in considerazione le posizioni della Massoneria dal punto di vista dottrinale, quando negli anni 1970‑1980 la S. Congregazione era in corrispondenza con alcune Conferenze Episcopali particolarmente interessate a questo problema, a motivo del dialogo intrapreso da parte di personalità cattoliche con rappresentanti di alcune logge che si dichiaravano non ostili o perfino favorevoli alla Chiesa”. E continua: “Prescindendo pertanto dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa, la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, con la sua dichiarazione del 26.11.83, ha inteso collocarsi al livello più profondo e d’altra parte essenziale del problema: sul piano cioè dell’inconciliabilità dei principi, il che significa sul piano della fede e delle sue esigenze morali” [QUI].

Come dimostra l’intervista [QUI] de La Nuova Bussola Quotidiana al Gran Maestro, questa realtà è fortemente ipocrita e parla di coesione quando in realtà ha avuto, nel corso della storia ed oggi ancora, tutt’altro scopo. Ratzinger chiariva, appunto, che: “La massoneria costituirebbe un elemento di coesione per tutti coloro che credono nell’Architetto dell’Universo e si sentono impegnati nei confronti di quegli orientamenti morali fondamentali che sono definiti ad esempio nel Decalogo; essa non allontanerebbe nessuno dalla sua religione, ma al contrario costituirebbe un incentivo ad aderirvi maggiormente.

In questa sede non possono essere discussi i molteplici problemi storici e filosofici che si nascondono in tali affermazioni. Che anche la Chiesa cattolica spinga nel senso di una collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, non è certamente necessario sottolinearlo dopo il Concilio Vaticano II. L’associarsi nella massoneria va tuttavia decisamente oltre questa legittima collaborazione e ha un significato ben più rilevante e determinante di questo”.

Anche il loro sistema di segretezza è emblematico. L’evento del 27 settembre, infatti, era straordinario. “Questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote”, continua Ratzinger.

Ancora una volta emerge la completa ignoranza, in questi vescovi di nuova nomina, di questioni fondamentali della fede cattolica. In gioco c’è quella Verità fondamentale che è Cristo stesso.

Il Vescovo Soddu, il quale ama questi ambienti forte anche della sua esperienza in Caritas e ricordiamo che dove girano soldi girano questi soggetti, ha scambiato il sinodo per un momento di libertà assoluta dove tutto è possibile. Già nell’84 Ratzinger chiariva che “la tentazione ad andare in questa direzione è oggi tanto più forte, in quanto essa corrisponde pienamente a certe convinzioni prevalenti nella mentalità contemporanea. L’opinione che la verità non possa essere conosciuta è caratteristica tipica della nostra epoca e, nello stesso tempo, elemento essenziale della sua crisi generale”. Ecco perchè questi vescovi odiano tanto Benedetto XVI. Soddu come Bätzing [QUI].

E con la chiarezza che ha sempre contraddistinto Joseph Ratzinger, giunge anche a spiegare a questi ordinari che “non compete alle autorità ecclesiastiche locali di pronunciarsi sulla natura delle associazioni massoniche, con un giudizio che implichi deroga a quanto sopra stabilito”.

Ora, considerato che quanto abbiamo visto sino ad ora è valido e non vi è stata alcuna altra pronuncia successiva, è possibile che un vescovo di una diocesi che si presta, addirittura ad inaugurare una realtà di questo tipo, resti ancora lì? Assolutamente no. Soddu deve dimettersi immediatamente dalla guida di quella diocesi e ritirarsi a vita privata.

Il Sommo Pontefice e il Dicastero per i Vescovi devono sollevare Soddu dal suo incarico. Altrimenti, quelle parole pronunciate da Jorge Mario Bergoglio il 13 marzo 2013 al mondo intero, assumeranno un significato ben diverso da quello che è stato dato sino ad ora: “Fratelli e sorelle buonasera. […] E adesso incominciamo questo cammino, Vescovo e popolo, questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità a tutte le chiese. Un cammino di fratellanza, di amore e di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza”.

Una sola certezza resta a noi che guardiamo attoniti una Chiesa spaesata: in nome di questo Sinodo sta avvenendo di tutto.

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