Elezioni 2022. Temi etici e valori cristiani nel progetto politico di FdI

Segue dall’articolo Elezioni 2022. Giorgia Meloni al di là della propaganda del 21 settembre 2022.

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 24.09.2022 – Miguel Cuartero] – Una delle leggende nere riguardanti Giorgia Meloni e la sua proposta politica riguarda i cosiddetti “diritti civili” e (da molti annoverati tra questi) l’aborto e l’eutanasia. La propaganda afferma che se Meloni andrà al governo, gli omosessuali avranno una vita dura venendo privati dei loro diritti e verrà impedito ad ogni cittadino di esercitare la propria libertà e autodeterminazione attraverso l’aborto e l’eutanasia. Un pacato (e non pagato!) ragionamento aiuterebbe a capire, che con Meloni al potere i gay non verranno perseguitati, nessuno sarà obbligato a soffrire per tutta la vita fino alla morte naturale, né le donne saranno obbligate dallo Stato a partorire figli indesiderati.

Sia detto per inciso che, sulla questione femminile, la visione secondo la quale la destra vorrebbe le donne chiuse in casa, sottomesse al marito-padrone ad occuparsi dei figli (quello che la sinistra chiama “ritorno al medioevo” o “patriarcato”) viene automaticamente smentito dal fatto che a guidare la destra è una donna, una donna in carriera, che non fa distinzione ideologica tra sessi imponendo “quote” rosa (ha lamentato di aver dovuto rinunciare ad ottimi candidati a causa delle quote rosa. «Voglio poter scegliere le persone migliori indipendentemente dal genere») ma si basa sul merito e le capacità delle singole persone.

Tornando ai temi etici, mentre la sinistra sbandiera l’aborto, l’eutanasia e le teorie gender come segni del progresso e diritti inviolabili, la posizione di Giorgia Meloni è completamente diversa.

Difende la “famiglia naturale” e chiede più tutele allo Stato per «la forma di unione più solida possibile» in favore dei figli. È questo il primo punto del programma di FdI: “Sostegno alla natalità e alla famiglia“.

Meloni non nega la possibilità di “unioni civili”, ma si oppone fermamente all’adozione da parte di coppie omosessuali, mentre denuncia la pratica dell’utero “in affitto”.

Riguardo all’aborto, pur affermando di “non voler abolire la legge 194”, propone di migliorarla e applicarla nella sua parte positiva. Meloni vuole tutelare il diritto alla vita, prima ancora che il diritto alla morte, e applicare la prima parte della legge (tutela della vita), prima ancora della seconda (diritto di abortire).

“L’unica cosa che vorrei fare è applicare meglio la prima parte della Legge 194 che prevede tutto il tema della prevenzione, cioè vorrei aggiungere un diritto al diritto ad abortire che non viene toccato, e cioè: se una donna ritenesse di dovere abortire perché non ha alternative ma in realtà non vuole farlo, io in realtà credo che debba avere la possibilità di fare una scelta diversa. Non tolgo niente a nessuno: voglio aggiungere un diritto che a volte è mancato. Ci sono state donne che hanno abortito perchè ritenevano di non avere alternative e che poi per questo non sono state felici. Non capisco quale sia il problema della sinistra e di chi fa polemica su una materia del genere”.

Nel 2018 Giorgia Meloni si è battuta a favore della vita di Alfie Evans, bambino inglese condannato a morire, non dalla malattia neurodegenerativa di cui era affetto, ma da medici e giudici che hanno deciso di “staccare la spina” al ventilatore che lo teneva in vita. «Insieme ad Angelino Alfano e a Marco Minniti riuscimmo perfino a conferire la cittadinanza italiana ad Alfie, nella speranza di facilitarne il trasferimento». I giudici però diedero ragione ai medici. «Quanto si sbagliavano. La verità è che ha inciso molto più Alfie in questo mondo nella sua brevissima esistenza, di tanti che arrivano sani alla vecchiaia». «La vita è sacra sempre», scrive ricordando quella triste vicenda. In occasione del dibattito parlamentare sull’eutanasia, il deputato Lucia Albano ha dichiarato: «Per Fratelli d’Italia la sacralità della vita va difesa come valore assoluto in ogni suo istante, dal suo concepimento sino al termine naturale», perché «una nazione che decide scientemente di investire sulla morte e non sulla vita è una nazione che rischia di non avere futuro».

Meloni non si presenta dunque come una paladina pro-life (come a destra e a sinistra si potrebbe erroneamente pensare), non intende abolire una legge iniqua (sì, iniqua per quanto ne pensi Mons. Paglia, Presidente dell’Accademia per la Vita), ma rispetta la vita più della libertà di scelta e riconosce il valore sociale della maternità per il futuro di un Paese in grave crisi demografica.

Una posizione, quella di Meloni, che probabilmente risente della propria esperienza personale. Nella sua autobiografia racconta come sua madre fosse stata «quasi convinta che non valesse la pena mettere al mondo un’altra bambina in quella situazione»: 23 anni, una figlia di un anno e mezzo e un compagno con cui non andava più d’accordo. Un ripensamento mentre si recava ad abortire cambiò la sua storia. Convinta di prendere la decisione giusta, diede alla luce la sua seconda figlia.

Candidati pro-life all’interno di FdI

Per questo nel suo partito c’è spazio per i temi e i candidati pro-life (cosa che sarebbe impossibile nel PD, non troverebbero spazio a meno di dover nascondere le proprie convinzioni). È il caso, a Roma, di Maria Rachele Ruiu, giovane madre di famiglia, protagonista del Family Day e per molti anni militante delle associazioni pro-life Manif pour Tous e Provita-Onlus. È il caso di un altro giovane, Lorenzo Malagola, Segretario Generale della Fondazione De Gasperi e candidato a Milano alla Camera dei Deputati. Entrambi, giovani cattolici impegnati (una neocatecumenale e l’altro ciellino) in difesa della vita e dei valori cristiani, hanno alte probabilità di essere eletti e di contribuire così al dibattito politico dal suo interno.

Entrambi puntano a «creare uno spazio di presenza, di espressione e di battaglia per i cattolici dentro quel largo e plurale “partito conservatore” che Giorgia Meloni progetta di costruire a partire da FdI» (Tempi.it). A questo progetto si è unita anche Federica Picchi, economista e manager ligure impegnata nella diffusione di libri e film dal contenuto etico (ha fondato dieci anni fa la “Dominus Production”). Picchi si batterà, anche lei nelle file di FdI, per la sacralità della vita, la dignità del lavoro e la libertà nella scelta educativa.

C’è spazio per loro e per queste battaglie, che sono anche le nostre. Possiamo dargli una opportunità?

Questo articolo è stato pubblicato oggi dall’autore sul suo blog Testa del Serpente [QUI].

Foto di copertina: Family Day al Circo Massimo.

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