I difensori del Cardinal Becciu annunciano azioni legali contro il libro del falsario seriale: «Ora basta»

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 12.09.2022 – Vik van Brantegem] – Nel “caso Becciu” – che su questo Blog dell’Editore stiamo seguendo assiduamente e con costanza dal principio – eravamo rimasto al saluto affettuoso del Santo Padre Francesco all’Eminentissimo Signor Cardinale Giovanni Angelo Becciu, al termine della cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo I in Piazza San Pietro, domenica 4 settembre 2022. Oggi ci ritorniamo con l’articolo apparso su L’Unione Sarda a firma di Paolo Matta, che riporta delle dichiarazioni del collegio difensivo del porporato ancora sotto processo nello Stato della Città del Vaticano, in riferimento alla presentazione al festival di Florinas dell’ultimo libro del falsario seriale, edito da Piemme, con la prefazione di Marco Damilano.

Il processo 60SA al Tribunale vaticano sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, comunque è ancora in corso e la sua conclusione di primo grado non è ancora in vista. Fatto è, che fino ad oggi non è stato presentato ancora uno straccio di prova per sostenere i reati di cui i Promotori di giustizia vaticano accusano il porporato.

«A fine messa il Papa stringe la mano al Cardinale Becciu concelebrante. Ecco il Papa che a fine messa stamane in piazza San Pietro stringe la mano al Cardinale Angelo Becciu, che era tra i concelebranti per la Beatificazione di Giovanni Paolo I. Dunque la presenza di Becciu al Concistoro del 27 agosto (e alle successive giornate della Riunione dei cardinali con il Papa) non era una tantum [come abbiamo sempre detto, a differenza di qualche vaticanista sapientone. VvB] e d’ora in poi lo dovremmo rivedere ordinariamente ogni volta che in eventi vaticani o romani ci saranno cardinali intorno al Papa» (Luigi Accattoli, 4 settembre 2022). Questo lo scrive un vaticanista di lungo corso, d’altri tempi… andati.

«Finalmente la verità sta venendo alla luce. E il Cardinal Becciu risulta perfettamente innocente. È stato corretto e fedelissimo al Papa e ha detto sempre la verità. Don Angelino è uno che il Vangelo lo vive per davvero. Dopo quasi due anni di “via crucis”, la completa innocenza del Cardinal Becciu, emersa limpidamente anche dal processo, sta per essere finalmente ufficialmente riconosciuta? Lo speriamo ardentemente. Nonostante una ferocissima campagna di diffamazione a mezzo stampa senza precedenti nella storia umana – altrimenti detta macchina del fango, killeraggio mediatico, mascariamento o character assassination – la fedeltà di Becciu al Papa è stata impeccabile ed eroica» (Andrea Paganini, 4 settembre 2022). Questo lo scrive una persona, che ha seguito il “caso Becciu” dal principio e continua ad aggiornare quotidianamente una Rassegna Stampa sul Caso Becciu [QUI].

Anche se il Papa regnante non ha mai tolto la porpora che aveva conferito al Cardinal Becciu, ecco espresso cosa ne pensa la vulgata: «Sembra alquanto strano questo togliere e mettere la porpora… Forse era meglio attendere un definitivo verdetto. Così si genera solo confusione, soprattutto nei fedeli» (Alessio Sabatini Sciarroni). «Il voler generare confusione in tutto è la missione primaria di questo pontificato» (Amilcare Cerratini). «In realtà non è mai stata tolta la porpora al Card. Becciu, che sempre cardinale è rimasto. Il Papa gli aveva chiesto di rinunciare alle sue cariche e alle prerogative connesse con il cardinalato. La sentenza bisognerà aspettarla. Ma 1) immagino che abbiano informato il Papa che al processo non s’è vista nemmeno l’ombra di una prova contro Becciu e 2) immagino che abbia capito di essere stato ingannato due anni fa, vittima come Becciu di un colossale complotto. PS: l’errore era stato commesso due anni fa, con la punizione di una persona cui non si riconosceva nemmeno la presunzione d’innocenza. Ora sta emergendo che era perfettamente innocente» (Andrea Paganini). «E allora, prima di defenestrarlo in quel modo plateale, sarebbe occorsa maggiore prudenza. E diplomazia, che da sempre contraddistingue la Santa Sede… Ma si sa, in America Latina si usavano e si usano altri metodi. Per quanto riguarda la sentenza, a meno che non sia stata già “decisa”, vedremo… Resta tuttavia la vicenda nel suo complesso, che è e resterà comunque poco chiara e veramente squallida, che non fa onore a nessuno» (Alessio Sabatini Sciarroni).

Su questo Blog dell’Editore abbiamo seguito il “processo 60SA” in Vaticano e il “caso Becciu” dal principio e pubblicato innumerevoli articoli [QUI], con cui nel suo complesso la vicenda è emerso molto chiara, già da tempo. E questo a prescindere di quanto si crea di confusione. Una deprecabile confusione che subiamo da nove anni. È sempre stato la tattica del Papa argentino fin dall’inizio. «Si nasconde, facendosi scudo come per un ostaggio, dietro il malcapitato di turno. Vi ricordate all’inizio come era ossessivo con il concetto di “misericordia” (finta)? Poi ha smesso di sentire l’esigenza di parlare di misericordia e infatti tutti lo vedono per quel che è» (Cit.). Ma, come abbiamo avuto occasione di dimostrare, non è un “despota umorale”, ma semplicemente prigioniero del retaggio peronista e giustizialista della sua cultura di origine [“Al amigo, todo; al enemigo, ni justicia”. Altroché scatti umorali. Retaggio del peronismo – 9 settembre 2022].

In conclusione: il Cardinal Becciu è vittima di «una congiura di palazzo sfociata malauguratamente in calunnie e nell’assurdo processo per la compravendita del palazzo di Londra» (Faro di Roma), per tenerlo fuori dal prossimo Conclave. Continuiamo a ripeterlo dal principio.

I difensori di Becciu: «Ma quale inchiesta, quel libro è solo un bluff»
Annunciate azioni legali contro una pubblicazione di Massimiliano Coccia, presentata anche al festival di Florinas
I presunti “segreti” del Vaticano
Il cardinale di Pattada: «Ora basta»
di Paolo Matta
L’Unione Sarda, 12 settembre 2022


«Millantata e strombazzata come una delle inchieste più avvincenti degli ultimi tempi, racconto appassionante e documentatissimo sulla missione riformatrice di Papa Francesco, addirittura come inchiesta “del secolo” (sic!), la lettura di “Amen”, sedicente viaggio di Massimiliano Coccia tra i presunti segreti del Vaticano, rivela invece e conferma la sostanza delle anticipazioni e, soprattutto, delle precedenti pubblicazioni del suo autore: un autentico bluff». Dal collegio di difesa del cardinale Angelo Becciu una stroncatura senza rimedio di un libro presentato anche in Sardegna, a Florinas, nel corso di un Festival letterario (“Florinas in giallo”) con la partecipazione dello stesso autore, estensore dei primi articoli pubblicati su “L’Espresso” e costati a “don Angelino” la sua rinuncia alle funzioni cardinalizie, oggi in parte rientrata.
«Basta scorrere l’inizio del volume per cogliere al volo il livello di qualità e accuratezza del lavoro. Il protagonista è Angelo Maria Becciu. Nel libro il cardinale è chiamato sempre così, non può essere una svista. Quando invece il suo nome esatto, letto e riletto in centinaia di cronache, è Giovanni Angelo Becciu. Siamo all’abc del giornalismo».

«Nessun riscontro»

Per il resto la costante è quella della sistematica, ossessiva calunnia. «Che lascia dapprima sorpresi, poi delusi, infine sconcertati e increduli. Perché, a fronte di fatti e affermazioni, tesi e illazioni, non c’è mai una conferma documentale, riscontro o controprova. I pochi documenti citati risultano estemporanei, incoerenti, soltanto incidentali», si legge ancora nella nota del collegio di difesa del cardinale di Pattata. «Un libro, altro elemento sconcertante, che ignora ogni risultato che sta emergendo dal dibattito in corso nelle aule di giustizia vaticane. Un processo che, per Coccia, è come non esistesse, al massimo un dettaglio irrilevante e non invece il più autentico sforzo per accertare la verità nel contraddittorio tra le parti».

Il palazzo di Londra

«L’esempio emblematico, il più incisivo, è quello del palazzo di Londra: sulla compravendita controversa e disastrosa per il Vaticano in Sloane Avenue il cardinal Becciu non c’entra nulla, senza più alcuna ombra di dubbio. Ma, nonostante i ripetuti riscontri messi in risalto nel dibattimento, l’autore del libro (mai iscritto in uno degli albi dell’Ordine dei giornalisti ma al quale L’Espresso affidò una delle inchieste più scottanti della sua storia) li ignora e ripete come l’ex sostituto alla Segreteria di Stato «è stato il diabolico artefice di quegli oscuri traffici finanziari e immobiliari». L’inchiesta giornalistica, secondo gli avvocati di monsignor Becciu, si mostra subito per quello che è: «farlocca». «Fa impressione l’incredibile, continuo e sistematico ricorso ad anonimi informatori per suffragare o confermare i contenuti più assurdi. È l’apoteosi dell’anti-giornalismo: per suffragare informazioni clamorose, sedicenti scoop e rivelazioni, si citano fonti senza possibilità di nominarle». Non bastasse la «sfacciata incuranza dello svolgimento processuale, in coerenza con il metodo adottato», l’autore ben si guarda dal chiedere commenti o conferme al Cardinale Becciu delle proprie inverosimili argomentazioni. «Anche questo, lo sanno tutti, fa parte delle basi della professione giornalistica». Il libro, insomma, rischia di avere conseguenze legali gravi per l’autore, non di poco conto. Gli avvocati del cardinale lo hanno già valutato e analizzato sotto ogni profilo critico. Sullo sfondo restano, ancora senza risposte, le domande formulate “a caldo” all’indomani di quel 24 settembre di due anni fa: come è possibile che L’Espresso, quasi otto ore prima di quella drammatica udienza, annunciasse le “dimissioni” di Becciu? Che alle ore 15.44 dello stesso 24 settembre pubblicasse sul suo sito una pagina con il titolo “Ecco perché il cardinale Becciu si è dimesso”?

“Lezioni non richieste”

«La presenza dell’autore di quegli articoli a Florinas rientra – secondo i legali di Becciu – nel tipico e antico vizio dei “continentali” di sbarcare nell’Isola e dare lezioni ai sardi su quanto accade a Roma e dintorni. In questo caso, consegnarci una filippica sugli intrighi nazionali, internazionali, perfino quelli della Santa Sede. Meglio di Dan Brown. Non ci sono dubbi».

* * *

Postscriptum

Alla presentazione del libro nell’ambito del festival “Florinas in giallo” è intervenuto dal pubblico l’Avv. Ivano Iai, che conosce bene i temi trattati: «Come difensore della Diocesi di Ozieri, sono intervenuto alla fine dell’intervista per sottolineare che sebbene il libro sia stato edito nel giugno 2022, a distanza quindi di ben due anni dalla prima inchiesta giornalistica e del processo Vaticano, non dà alcun conto delle difese spiegate dal Cardinale per mezzo delle quali le ipotesi di accusa sono state pressoché ormai interamente smentite. Come risposta mi è stato detto dall’autore che non era suo compito quello di dare conto delle difese perché sarà il processo ad accertare la verità con la sentenza. Una logica che però dovrebbe valere anche per le accuse». L’Avv. Iai si è soffermato proprio su questo aspetto della complessa vicenda: «Capisco all’inizio, ma dopo due anni c’è ed esiste anche la difesa. Perché non darne conto? Forse perché non fa clamore, però crea dolore, e questo lo voglio ribadire. La Diocesi che rappresento come legale, con il suo vescovo, soffre per le tante maldicenze del tutto infondate».

Postilla

La “confusione” e la speculazione dei falsari cesserà quando il Cardinal Becciu tornerà nuovamente ad essere ufficialmente “elettore”. Fino a quel momento è inutile scrivere altro perché abbiamo scritto tutto quanto umanamente è stato possibile scrivere. Francesco dispone pienamente dello strumento per far cessare le colate di fango su un suo fedele e leale collaboratore. La sua stretta di mano, il Papa regnante la deve rendere nero su bianco, facendo entrare nuovamente il Cardinale Bcciu nell’elenco degli elettori in un prossimo conclave, con un documento formale, che azzitta tutti. Noi siamo convinto che sia solo questione di tempo, ma che ci arriveremo.

Lo Staff del Blog dell’Editore

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