Il papa agli scienziati: scongiurate una guerra nucleare

Sabato scorso, nel Palazzo Apostolico Vaticano, papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, che hanno discusso il’ tema ‘Scienza di base per lo sviluppo umano, la pace e la salute planetaria’, che è “una prospettiva che tiene presenti le questioni-chiave che l’umanità affronta in questo momento della storia”.

Però prima di tutto il papa ha chiarito il motivo per cui i papi, fin dal 1603, hanno voluto l’Accademia delle Scienze, citando san Tommaso d’Aquino: “Nessun’altra istituzione religiosa che io conosca possiede un’Accademia di questo tipo, e molti leader religiosi si sono interessati per crearne una simile.

Lasciando ad altri le ricostruzioni storiche, mi piace interpretare oggi questa scelta nell’orizzonte dell’amore e della cura per la casa comune in cui Dio ci ha posto a vivere… Dunque, alla base c’è quest’attitudine contemplativa; e, complementare ad essa, c’è il compito di custodire il creato”.

Ed ha ricordato gli ‘impegni’ della Pontificia Accademia delle Scienze per far fronte alle emergenze mondiali: “Importante è stato anche l’impegno per aiutare a ricostruire quartieri poveri in modo sostenibile applicando la bioeconomia; come pure l’azione orientata all’equità per affrontare i problemi di salute causati dalla pandemia di Covid.

Non meno rilevante è il lavoro per l’istituzione di standard internazionali sulla donazione e il trapianto di organi nella lotta alla tratta di esseri umani; e anche per la promozione di una nuova scienza della riabilitazione medica a favore degli anziani e dei poveri”.

Ed ha sottolineato che la ‘scienza di base’ è necessaria: “Mi congratulo perché mantenete l’obiettivo di collegare la scienza di base con la risoluzione delle sfide attuali; collegare l’astronomia, la fisica, la matematica, la biochimica, le scienze del clima con la filosofia, al servizio dello sviluppo umano, della pace e della salute del pianeta.

Questo approccio connettivo è molto importante perché, man mano che le conquiste delle scienze accrescono il nostro stupore per la bellezza e la complessità della natura, si avverte sempre più la necessità di studi interdisciplinari, legati alla riflessione filosofica, che portino a nuove sintesi. Questa visione interdisciplinare, se tiene conto anche della Rivelazione e della teologia, può contribuire a dare risposte alle domande ultime dell’umanità, che vengono poste anche dalle nuove generazioni, a volte disorientate”.

Però la scienza deve essere a servizio di tutti: “In effetti, le conquiste scientifiche di questo secolo devono essere sempre orientate dalle esigenze della fraternità, della giustizia e della pace, contribuendo a risolvere le grandi sfide che l’umanità e il suo habitat si trovano ad affrontare.

Anche in questo senso la Pontificia Accademia delle Scienze è unica nella sua struttura, nella sua composizione e nei suoi obiettivi, sempre volti a partecipare i benefici della scienza e della tecnologia al maggior numero di persone, soprattutto ai più bisognosi e svantaggiati; e così essa mira anche alla liberazione da diverse forme di schiavitù, come il lavoro forzato, la prostituzione e il traffico di organi.

Questi crimini contro l’umanità, che vanno di pari passo con la povertà, si verificano anche nei Paesi sviluppati, nelle nostre città. Il corpo umano non può essere mai, né in parte né nella sua interezza, oggetto di commercio!”

Ed ha chiesto ai membri dell’Accademia di costruire la ‘conoscenza’ della pace contro i nazionalismi: “Dopo le due tragiche guerre mondiali, sembrava che il mondo avesse imparato a incamminarsi progressivamente verso il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e delle varie forme di cooperazione.

Ma purtroppo la storia mostra segni di regressione. Non solo si intensificano conflitti anacronistici, ma riemergono nazionalismi chiusi, esasperati e aggressivi, ed anche nuove guerre di dominio, che colpiscono civili, anziani, bambini e malati, e provocano distruzione ovunque”.

Quindi si comprende la preoccupazione del papa per questa ‘terza guerra mondiale’ in corso: “I numerosi conflitti armati che sono in corso preoccupano seriamente. Ho detto che era una terza guerra mondiale ‘a pezzi’; oggi forse possiamo dire ‘totale’, e i rischi per le persone e per il pianeta sono sempre maggiori.

San Giovanni Paolo II ringraziò Dio perché, per intercessione di Maria, il mondo era stato preservato dalla guerra atomica. Purtroppo dobbiamo continuare a pregare per questo pericolo, che già da tempo avrebbe dovuto essere scongiurato”.

Ed ha chiesto una mobilitazione delle coscienze: “E’ necessario mobilitare tutte le conoscenze basate sulla scienza e sull’esperienza per superare la miseria, la povertà, le nuove schiavitù, e per evitare le guerre. Rifiutando alcune ricerche, inevitabilmente destinate, in circostanze storiche concrete, a fini di morte, gli scienziati di tutto il mondo possono unirsi in una comune disponibilità a disarmare la scienza e formare una forza per la pace”.

E’ una richiesta di testimonianza di fraternità: “Nel nome di Dio, che ha creato tutti gli esseri umani per un comune destino di felicità, siamo chiamati oggi a testimoniare la nostra essenza fraterna di libertà, giustizia, dialogo, incontro reciproco, amore e pace, evitando di alimentare odio, risentimento, divisione, violenza e guerra. Nel nome di Dio che ci ha donato il pianeta per salvaguardarlo e svilupparlo, oggi siamo chiamati alla conversione ecologica per salvare la casa comune e la nostra vita insieme a quella delle generazioni future, invece di aumentare le disuguaglianze, lo sfruttamento e la distruzione”.   

(Foto: Santa Sede)