Mons. Delpini invita i cattolici a vivere l’amen di Maria

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, celebrando in Duomo la messa pontificale per la solennità della Natività della beata Vergine Maria, ha chiuso le polemiche seguite al suo saluto rivolto la scorsa settimana al neo-cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como:

“Sono anzitutto contento per la nomina di Oscar; ho molta stima di lui, lo conosco da tempo e penso possa dare buoni consigli al papa. In secondo luogo, vorrei dire che io non desidero diventare cardinale, non mi sentirei proprio a mio agio.

La Chiesa di Milano, però, non deve sentirsi diminuita nel suo prestigio e nella sua bellezza se il vescovo, o almeno questo vescovo, non è cardinale. E l’ultima cosa che voglio dire è che io sono del tutto d’accordo con il Papa che non procede per inerzia nella scelta dei cardinali, ma prende decisioni con criteri che lui ritiene opportuni”.

Nell’omelia l’arcivescovo ha sottolineato il significato dell’amen nella storia biblica attraverso le generazioni: “Quale strada volete percorrere, per quale via entrerete nel ministero dell’alleanza?

Entreremo per Cristo, ‘sì, amen!’, per la porta stretta della sequela. Come potrete sostenere le prove che vi aspettano, i momenti della prova, l’aridità della missione? Noi senza Gesù non possiamo fare niente, ma egli è sempre con noi. ‘Sì, amen!’ cammineremo con Cristo. Dove abiterete, in quale condizione vi troverete e quale sarà l’esito della vostra vita? Noi non sappiamo nulla del presente e del futuro, ma crediamo che per dono dello Spirito noi siamo figli nel Figlio, sì, amen! Per Cristo, con Cristo, in Cristo, sì, amen!”

E’ stato un invito ad uscire ed a frequentare la città: “Volete decidervi a uscire dalle vostre timidezze e complicazioni perché la speranza offerta dalla promessa di Dio salvi dalla disperazione, guarisca dalla corruzione, si liberi dalla stupidità, dalla banalità, volete impegnarvi a essere segno del Regno di Dio nelle responsabilità sociali, politiche, economiche? E tutto il popolo dica: sì, amen!”

L’arcivescovo ha chiarito la missione all’impegno civile dei cattolici: “Vogliamo essere cittadini responsabili, attivi, pensosi, intraprendenti per il bene comune. Sì, amen! La nostra fede, la nostra comunione ecclesiale non ci rende presenza insipida per timore di dare fastidio, ma piuttosto lievito potente perché ogni situazione, ogni vicenda sia compresa nella gloria di Dio: ogni onore e gloria, per i secoli dei secoli, amen!

Saremo presenti nei partiti politici, nelle amministrazioni comunali, nelle responsabilità economiche non come gente che cerca potere e vantaggi di parte, ma come gente che vuole servire il bene comune e ascoltare il gemito dei poveri, sì! Amen!”

E’ stato quindi un invito a percorrere la strada percorsa dai santi: “Non potremo perderci d’animo nelle difficoltà, non siamo autorizzati a lasciarci abbattere dalle frustrazioni, la stanchezza non potrà fermarci: noi camminiamo sulla strada dei santi di questa nostra terra, la beata Armida Barelli, il beato Mario Ciceri intercedono per noi; i missionari martiri ci aiutano a ridimensionare le nostre difficoltà;

le suore uccise in missione come sr Luisa in Haiti e ieri sr Maria in Mozambico e tutti i preti, le suore, i laici rapiti, uccisi per contrastare la loro missione continuano a testimoniarci che vale la pena fare della vita un dono, che le sofferenze presenti non sono paragonabili alla gloria futura, e ci incoraggiano a rinnovare la nostra decisione: sì, amen!”

Ed è proprio l’eucarestia è la ‘spinta’ per affermare l’amen in grado di portare speranza in ogni ambito: “Forse l’insistenza sulla celebrazione dell’Eucaristia e sulla preghiera è intesa come una sorta di rassegnazione all’insignificanza, ma noi ci raduniamo a celebrare la Pasqua di Gesù per rinnovare la nostra adesione: sì, amen! Noi vogliamo servire il Signore.

Sì, Amen! Noi vogliamo fare della nostra vita un servizio. Sì, Amen! Noi accogliamo l’invito ad essere sale, luce, lievito per la speranza del mondo, perché siamo uniti a Gesù, condividiamo i suoi sentimenti, siamo in cammino con lui per annunciare il Regno che viene, regno di pace e di giustizia, regno di amore e di pace. Sì, amen!”

Al termine della celebrazione mons. Delpini ha salutato i tre missionari ‘fidei donum’ ambrosiani che nelle prossime settimane partiranno per il Brasile e ha espresso la riconoscenza della Chiesa ambrosiana nei confronti di mons. Paolo Martinelli, già vicario episcopale per la Vita consacrata e per la Pastorale scolastica, dallo scorso maggio nominato dal Papa vicario dell’Arabia meridionale.

(Foto: arcidiocesi di Milano)

89.31.72.207