Il Papa è stato ingannato. Chi e come ha potuto indurre il Papa nel baratro del dubbio, fino alla «crocifissione cautelare” del Cardinal Becciu?

Dopo i due articoli rispettivamente di ieri Cardinal Becciu a margine di una Messa a Golfo Aranci: “Sarò reintegrato nelle mie funzioni di cardinale”. “Il Papa mi ha invitato al Concistoro” [QUI] e di oggi Terminata la “crocifissione cautelare” del Cardinal Becciu [QUI], presentiamo di seguito una riflessione dello Staff del Blog dell’Editore.

Il punto è che il Papa è stato ingannato. Il problema principale è che qualcuno ha usato la buona fede di Francesco contro un cardinale di Santa Romana Chiesa, contro il pontificato, contro la Chiesa Cattolica Romana.

Questo attacco ben pianificato, ha perseguito più obiettivi:
– attaccare il Pontefice per compiere poi un attacco di più ampio spettro;
– attaccare il Pontificato, riducendo ai minimi termini il governo centrale della Chiesa Universale.

Per compiere tale attacco, delle menti raffinatissime hanno usato manovalanza di bassa lega. Manovalanza che ha introdotto nella Domus Sanctae Marthae una rivista (inedita al tempo dei fatti), rivista che poi si è rivelata carta straccia, buona solo da mettere alla base della gabbia dei canarini per raccoglierne gli escrementi.

Tale attacco alla Chiesa può essere considerato unico nel suo genere, perché non ha precedenti, in quanto proviene non dall’esterno, ma da suo interno. La matrice di questo attacco si trova dall’interno delle Istituzioni della Chiesa Cattolica Romana.

La verità è che, dietro a tutto questo, ci sono delle menti raffinatissime, che hanno pianificato questo vile attacco.

Le menti raffinatissime hanno in primis tracciato il profilo psicologico di un pontefice come Francesco. Ne hanno colto i punti deboli e su queste debolezze hanno fondato il loro losco piano.

Innanzitutto hanno instillato il dubbio nella fiducia che Francesco riponeva in Becciu. Questo è il ruolo della carta straccia. Il famoso “nero su bianco” al quale nemmeno un Papa può sottrarsi. E quindi il dubbio. Un dubbio atroce. Un dubbio che fa compiere anche ad un Papa una scelta avventata. Ma chi ha studiato il profilo psicologico di Francesco ha studiato tutto nei minimi dettagli.

Alla lettura di quelle pagine vili, Francesco ha subito un vortice di sentimenti contrastanti. Del quale egli stesso è stato vittima. La stima crollata, la fiducia tradita, la rabbia che brucia dentro e prende il sopravvento nella parte umana di un Papa, travolto dal sentimento amarissimo e furioso del paventato tradimento subìto: la lucidità e saggezza vengono abilmente annebbiate grazie all’uso premeditato di inchiostro diffamatorio.

Francesco non è un pontefice come gli altri. Lui è un uomo che nella testa ha cervello e viscere, le quali spesso prevalgono e lo inducono con il loro subbuglio a seguire l’istinto. E chi ha preordinato la sua reazione alla lettura del noto articolo diffamatorio, ha anche previsto – con scienza e cattiva coscienza – nei minimi dettagli il risultato finale. Una reazione pontificia simile ad un vulcano in eruzione impossibile da contenere. Risultato: Becciu KO e fuori dal prossimo Conclave. Il resto è la storia degli ultimi due anni, che abbiamo seguito passo dopo passo su questo Blog dell’Editore.

Dopo due anni di menzogna meschina, tenuta in piedi con le puntine da disegno, oggi non dobbiamo farci distrarre dal punto centrale – «il fumo di Satana» lo definì Paolo VI confidandosi con Jean Guitton – inseguendo quesiti da bar (soprattutto provenienti dal mondo dei vaticanisti, da Glendale a Milano, che – riportando pedissequamente la voce dei loro padroni che “dicono ciò che sperano”, non quello che il Papa dice testualmente – parlano di “una tantum”).

Oggi domandiamoci tutti perché il Papa è stato oggetto di un attacco di tale portata.

È imperativo categorico non scostarci dalla domanda decisiva: chi e come ha potuto spingere il Papa in un simile baratro del dubbio.

Chiediamo anzitutto a noi stessi di restare concentrati su questo punto. Perché da oggi le menti raffinatissime cercheranno di trascinare l’opinione pubblica su altri temi. È già partito il depistaggio teso a farci perdere la memoria di quanto accaduto alle ore 18.25 del 24 settembre 2020 al Domus Sanctae Marthae, quando il Vicario di Cristo in terra decretò ed eseguì di persona la prima «crocefissione cautelare» (copyright Alberto Melloni) della storia della Chiesa, come ha ricordato Renato Farina oggi su Libero. Guai se questo lavoro di spostamento del focus passasse.

A questo punto è doveroso ricordare, che la decisione del Papa fu assunta per le accuse dell’Espresso sui bonifici alla Caritas diocesana di Ozieri – totalmente rintracciabili – e non per l’investimento nel palazzo al numero 60 di Sloane Avenue a Londra, come invece continuano a scrivere i principali giornali italiani, siti di vaticanisti e molti mass media. Tutti inquinati alla fonte, per nascondere il nocciolo della questione.

Il Papa è stato attaccato, il pontificato è stato attaccato, la Chiesa Cattolica Romana è stata attaccata. Ogni battezzato deve sentirsi personalmente attaccato da chi ha montato un piano di tale portata.

Fino a che non avremo le risposte ai quesiti cruciali, guardiamoci dai falsi amici e soprattutto dai falsi amici del Papa. Perché esistono. Esistono: il demonio esiste in Vaticano. E sappiamo bene che il primo obiettivo del demonio è far credere a tutti che egli non esiste.

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