Salman Rushdie accoltellato prima di una conferenza a New York. L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia condanna fermamente l’aggressione

Salman Rushdie, il 75enne scrittore nato a Bombay nel 1947, naturalizzato britannico, autore di Versi Satanici, è stato colpito più volte anche al collo. Fermato l’aggressore, che portava una maschera nera. Il Governatore di New York: è vivo. Nel 1989 contro di lui la fatwa dell’Ayatollah Khomeini e una taglia di 3,3 milioni di dollari. Il Presidente dell’UCOII-Unione delle Comunità Islamiche d’Italia all’AGI: «Condanniamo fermamente l’aggressione».

Una dimostrazione contro Versi Satanici a Bradford in Inghilterra nel 1989 (Foto Sipa Press/The Guardian).

Salman Rushdie, l’autore di Versi Satanici (1988) più volte minacciato di morte, è stato aggredito, molto probabilmente accoltellato, mentre stava per tenere una conferenza alla Chautauqua Institution, un centro educativo e resort a Chautauqua, New York, riferisce l’Associated Press. È stato aggredito anche il moderatore dell’evento, Henry Reese, che doveva intervistare Rushdie sugli Stati Uniti come rifugio per scrittori e artisti in esilio. Reese, che ha subito un lieve trauma cranico, è co-Fondatore e Presidente di City of Asylum, un’organizzazione non-profit che ospita scrittori in esilio.

Secondo il Governatore dello Stato di New York, Kathy Hochul, lo scrittore è vivo ed è curato in ospedale. “È stato un agente di polizia che si è alzato in piedi e gli ha salvato la vita, ha protetto lui e il moderatore della conferenza”, ha raccontato Hochul. L’aggressore ha tentato di uccidere lo scrittore anche dopo essere stato bloccato dagli agenti. “Neanche in cinque erano in grado di tenerlo immobile – ha raccontato ai media locali una testimone, Linda Abrams – era una furia”.

Un giornalista dell’AP ha visto un uomo scagliarsi contro il palco della Chautauqua Institution e iniziare a prendere a pugni Rushdie o pugnalarlo 10/15 volte mentre veniva presentato. Rushdie è caduto a terra e l’uomo è stato bloccato. La polizia, citata dalla BBC, ha dichiarato che “Rushdie ha apparentemente subito una ferita da taglio al collo”. Lo scrittore è stato trasportato in ospedale a bordo di un elicottero. Testimoni hanno riferito che aveva sangue sulle mani, secondo quanto riporta il Washington Post.

Il libro di Rushdie Versi Satanici, di realismo magico, ambientato ai giorni nostri, include sequenze oniriche che coinvolgono Maometto. Due viaggiatori, Gibreel Farishta e Saladin Chamcha, salvi dopo un terribile incidente aereo, divengono l’ipostasi del Bene e del Male. E, ovviamente, lottano senza esclusione di colpi. Anche qui realtà e trascendenza si intersecano fino a perforare il “muro della terra”. Il libro è vietato in Iran dalla sua pubblicazione nel 1988, poiché molti musulmani lo considerano blasfemo. Nel 1989 il defunto leader supremo della Repubblica islamica, l’Ayatollah Ruhollah Khomeini, aveva emesso una fatwa, mai cancellata, chiedendone la morte. Rushdie ha raccontato che ogni anno nel giorno della promulgazione della sua condanna, il 14 febbraio 1989, riceve un particolare biglietto di San Valentino dall’Iran, con cui gli viene ricordato che la condanna non è ancora venuta meno. Sulla sua testa pende anche una taglia di 3,3 milioni di dollari da parte di una fondazione religiosa iraniana.

Media iraniani riportano attacco “ad autore blasfemo”

L’aggressione a Salman Rushdie è sulle prime pagine dei siti delle principali testate in Iran. La notizia ha fatto irruzione mentre nel Paese l’attenzione è concentrata su quello che sembra essere lo sprint finale per arrivare al ripristino dell’accordo sul nucleare e alla revoca delle sanzioni americane, dopo la presentazione alle parti coinvolte a Vienna la settimana scorsa della proposta finale di documento da parte dell’Unione Europea.

Sull’agenzia ufficiale IRNA l’articolo si intitola: “Attacco a Salman Rushdie autore del libro blasfemo Versi Satanici”. All’interno il pezzo riferisce che “Salman Rushdie, l’autore del libro Versi Satanici, che insultava il Profeta dell’Islam, è stato aggredito venerdì mentre stava per tenere un discorso a New York”.

Piu sintetico il dispaccio dell’agenzia semiufficiale ISNA che anche lei nel pezzo ricorda Rushdie come autore “blasfemo” ma non nel titolo. Il sito della Press tv, che trasmette in inglese e francese, riporta la notizia tra le breaking news e anche questa testata ricorda Rushdie come “autore blasfemo”, ma poi si limita a riportare la cronaca citando i media americani.

Dopo poche ore dall’uscita della notizia, l’agenzia IRNA ha pubblicato un tweet sul suo profilo, in cui ricorda il “primo martire” che provò a uccidere Rushdie, dopo la fatwa di Khomeini: il 21enne di origine libanese Mustafa Mahmoud Mazeh, che rimase ucciso nell’agosto del 1989 in un albergo vicino alla stazione di Paddington a Londra, nell’esplosione anzitempo della bomba destinata allo scrittore. Nel 2005 un giornalista del Times scoprì nel cimitero Behesht Zahra di Teheran – dove sono sepolti migliaia di soldati iraniani uccisi nella guerra con l’Iraq – nella zona dedicata ai “martiri”, una lapide che commemorava Mazeh come “il primo martire a morire in una missione per uccidere Salman Rushdie”.

Presidente UCOII, condanniamo fermamente aggressione

“Esprimiamo la nostra ferma condanna di qualsiasi forma di violenza che vada a ledere la libertà delle persone di esprimere le proprie idee. Quindi senza se e senza ma condanniamo questa aggressione e speriamo possa riprendersi al più presto”. Lo dice all’AGI Yassine Lafram, Presidente dell’UCOII-Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, commentando l’aggressione di cui è rimasto vittima lo scrittore Salman Rushdie a New York. Quanto alle possibili cause del gesto, Lafram ha affermato che “è strano pensare al collegamento con una fatwa di 40 anni fa, ma non è da escludere. Difficile dirlo”.

Capriolo, Igarash, Nygaard e Risvik: la maledizione dei traduttori

Una catena di minacce e sangue si lega nel tempo al nome dello scrittore indiano, naturalizzato inglese, Salman Rushdie, accoltellato oggi a New York. Destinatario di una fatwa da parte dell’Ayatollah Khomeini, nel 1989, per i suoi Versetti satanici, Rushdie il “maledetto”, non ha potuto preservare chi lavorava con lui. Due anni dopo, nel luglio del 1991, il traduttore italiano dei Versetti, Ettore Capriolo, fu picchiato e ferito a coltellate nella sua casa milanese. Capriolo riportò molteplici ferite da taglio, guaribili in alcuni giorni, e la lacerazione di un tendine. L’aggressore voleva conoscere l’indirizzo di Rushdie. Nello stesso mese fece una fine peggiore, morto assassinato, il suo traduttore giapponese, Hitoshi Igarash. Anche l’editore norvegese del libro, William Nygaard e il traduttore Kari Risvik furono minacciati dalla rete anti-Rushdie. Nonostante fossero messi sotto protezione, Nygaard venne ferito a colpi di pistola l’11 ottobre 1993.

Fonte: AGI e National Catholic Register.

Foto di copertina: Salman Rushdie (Foto di Ulf Andersen/Aurimages via AFP).

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