Il Duca di Calabria ha portato un’ambulanza in Ucraina

Apprendiamo da un articolo di María José Fuenteálamo per il quotidiano spagnolo ABC [QUI], che il Capo della Real Casa della Due Sicilie e Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta ha personalmente portato un’ambulanza attrezzato in Ucraina.

Questa spedizione umanitaria è stata organizzata dalla Fondazione dell’Ordine Costantiniano in Spagna con la preziosa collaborazione dei Cavalieri Costantiniani del Regno Unito, attraverso il suo Presidente, Francesco Moncada Di Paterno, che ha collaborato direttamente a questo progetto finanziandone il 50%.

“Quando siamo arrivati a Yasinya i nostri cuori sono sprofondati. Hanno quello che chiamano un ospedale, ma è ben lungi dall’essere tale per gli occhi occidentali”, ha detto ad ABC il Duca di Linares, Álvaro Zuleta de Reales Ansaldo, Presidente della Real Commissione per la Spagna dell’Ordine Costantiniano, uno dei tre conducenti insieme a Don Pedro.

Nel caldo pomeriggio del 20 luglio 2022, appena cinque mesi dopo che la Russia iniziò la guerra in Ucraina, tre gentiluomini – e non è un modo di dire – da un momento all’altro salgono a Madrid su una Renault Master con targa spagnola. All’esterno porta scritti in ucraino. All’interno è attrezzato fino ai denti: defibrillatore, respiratore… Si tratta di un’ambulanza e la sua destinazione è Yasinya, una cittadina turistica di 8.000 abitanti nei Carpazi ucraini, a 250 km da Lviv e a 85 km dal confine con la Romania. Yasinia fu il sito della Repubblica Hutsul dopo la Prima Guerra Mondiale e il luogo di nascita di numerosi eminenti Ucraini che dichiararono l’indipendenza dal Regno d’Ungheria.

Gli occupanti dell’ambulanza, che si alterneranno alla guida percorrendo i 3.500 chilometri e le oltre 30 ore di viaggio, si fanno il segno della croce e controllano di avere con sé tutta la documentazione. Ne hanno bisogno per passare inosservati, racconta María José Fuenteálamo. Iniziano il viaggio con una condizione, ha rivelato Álvaro Zuleta: “Non viene inviata una sola foto prima della fine della missione”.

Perché tanta segretezza? Il viaggio in Ucraina è una missione civile e privata, però uno degli occupanti porta un cognome reale: Don Pedro, cugino del Re Felipe VI. La Fondazione dell’Ordine Costantiniano ha gestito la donazione dell’ambulanza, che il Duca di Calabria vuole consegnare di persona in Ucraina. Ha sentito dire che gli aiuti umanitari a volte «non raggiungono le zone rurali più svantaggiate e lontane dal confine». Come Yasinya. Lo spiega ad ABC il Duca di Linares.

Il terzo uomo si chiama Alejandro Ferrer Dalmau ed è il nipote del famoso pittore di battaglie. I tre sono Cavalieri dell’Ordine Costantiniano, istituzione religiosa militare dalle radici medievali, che anche nel giorno di oggi combatte le proprie battaglie. Naturalmente, senza armatura o scudi.

In Spagna l’Ordine Costantiniano aiuta i seminari e gli svantaggiati insieme alla Caritas e all’Aiuto alla Chiesa che Soffre. Fuori, dalla Siria al Mali, passando per Libano, Romania e Ucraina, sostiene le comunità cristiane perseguitate e sostiene le missioni umanitarie.

Il Sindaco di Yasinya con il Duca di Calabria (Foto di ABC).

«Attraverso diversi cooperatori umanitari abbiamo appreso della situazione a Yasinya», ricorda il Duca di Linares. Grazie a loro, il sindaco di questo paese ha scritto all’Ordine: «Un’ambulanza, per favore». Fu cercata, acquistata e finanziata dai Cavalieri e Dame delle Delegazioni dell’Ordine Costantiniano in Spagna e nel Regno Unito. In totale, più di 40.000 euro.

Durante il viaggio è sorta una grande varietà di difficoltà esterne che hanno aggiunto ore e ore di viaggio ai membri della spedizione. Chiusure stradali a causa degli incendi, in particolare ad Ateca (Saragozza), grandi ingorghi sulle tangenziali delle città europee, errori di navigazione, guasti ai veicoli di supporto in Romania e Ucraina, persino un colpo a un volatile che ha provocato danni all’ambulanza ed è stato completamente riparato per poter consegnare, come è stato fatto, un’ambulanza in perfette condizioni.

Il passaggio di confine era ciò che più preoccupava i Cavalieri. «Per evitare problemi ci siamo coordinati con le ambasciate», ricorda il Duca di Linares. Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Ungheria e Romania: nella documentazione non comparivano i loro nomi, ma quello della Fondazione dell’Ordine Costantiniano.

Diverse ore e “paesaggi spettacolari” separano Yasinya dal check point con la Romania. L’ambulanza li ha coperti insieme a due operatori umanitari della zona, Juan Reynols e Antonio Bârlea.

Fino ad allora, i conducenti nobili non avevano portato un’auto di supporto. «Forse era un po’ rischioso», confessa ora Álvaro Zuleta, come se non lo fosse entrare in un Paese in guerra. Paura? «Sia Don Pedro che io abbiamo prestato servizio militare. Ma sì, i controlli danno molto da pensare. Non so se siamo degli incoscienti, ma non si può dire che qualcosa va fatto e non farlo: si comincia», risponde il nobile.

«Quando siamo arrivati a Yasinya, i nostri cuori sono sprofondati. Hanno quello che chiamano un ospedale, ma è ben lungi dall’essere uno per gli occhi occidentali come i nostri. Quello che c’era non era vecchio, era antico», dice il Duca di Linares. L’ambulanza, data la sua attrezzatura, è stata una manna dal cielo.

I tre Cavalieri Costantiniani accanto all’ambulanza e ai medici di Yansinya (Foto di ABC).

«Da Yansinya dipendono quattro città più piccole», spiega Álvaro Zuleta. L’ambulanza è progettata per fornire assistenza, ma data la sua attrezzatura potrebbe operare in una zona di conflitto. Anche se Yasinya, probabilmente a causa della sua povertà, non ha alcun interesse militare, osserva María José Fuenteálamo. «Non ci sono stati bombardamenti lì. Sì, più a ovest, ma l’atmosfera di guerra si respira appena si attraversa il confine», spiega Álvaro Zuleta.

Sulla via del ritorno, dovevano attraversarlo di nuovo. La missione non è finita quando lo hanno fatto. In Romania hanno visitato il cappuccino Frà Eugen Giurgica che li ha portati il 24 luglio in una baraccopoli a Sighetu Marmației. Si tratta di un’opera per «togliere dalla miseria e dalla marginalità» i bambini del territorio.

Hanno incontrato anche con Suor Adriana, una suora greco-cattolica che accoglie le donne ucraine e i loro bambini. Suor Adriana spiegò le urgenti necessità alimentari e immediatamente l’Ordine Costantiniano organizzò l’arrivo di un carico di viveri per il giorno successivo.

L’Ordine Costantiniano continuerà a collaborare con entrambi i progetti.

Suor Adriana (Foto di ABC).

All’atterraggio a Madrid, le domande: Perché tu? Che bisogno c’è? La risposta dei Cavalieri Costantiniani è sicuramente lontana da quella che vorrebbero sentire le loro famiglie, conclude María José Fuenteálamo: «Quello che abbiamo fatto è una toppa su un dramma umano di dimensioni superlative. Quando sei andato una volta, sai più precisamente come lo faresti meglio la prossima volta, perché non ti soddisfa quanto fatto, devi fare di più». E così, a differenza del suo viaggio, le sue intenzioni non sembrano troppo segrete.

La missione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio a Yansinya non è stata l’unica del suo genere. Infatti, a cura di Don Luis Comas y Martínez de Tejada, promotore dell’iniziativa e del Marchese di Ciutadilla, Don Joaquín Sagnier de Sentmenat y Taramona, erano state consegnate in Ucraina già altre due ambulanze completamente attrezzate, oltre a varie forniture mediche, al Policlinico e alla clinica per la maternità nella città ucraina di Uzhgorod. All’iniziativa hanno partecipato il Real Club de Polo di Barcelona, il Grupo Hospitalario Quirón, Gruppo Volkswagen e un folto gruppo di aziende e privati di Barcellona. L’accoglienza in Ucraina è stata supportata dal gruppo Volkswagen attraverso la sua filiale locale.

La spedizione composta dalle due ambulanze e da tre auto di supporto ha lasciato Barcellona il 13 maggio 2022 alle ore 06.30 del mattino. Il Marchese di Ciutadilla tenne costantemente informato l’Ordine Costantiniano delle vicissitudini dei spedizione, dell’attraversamento dei confini e delle difficoltà che dovettero superare per superare finalmente gli oltre 5.000 chilometri che si concludevano nelle prime ore di lunedì 16 maggio 2022, quando finalmente hanno potuto consegnare le due ambulanze, i fondi economici e 4,5 tonnellate di materiale.

Anche in Italia, all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina, l’Ordine Costantiniano si è attivato con azioni di solidarietà per il popolo ucraino. Ricordiamo che i Cavalieri Costantiniani della Delegazione Toscana del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, raccogliendo l’appello della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e di Siena-Montalcino-Colle Val d’Elsa, hanno da subito aderiti alle iniziative di solidarietà in favore della popolazione ucraina.

Grazie alla sensibilità e alla generosità di Dame, Cavalieri e Postulanti toscani della Sacra Milizia Costantiniana è stato possibile:

  • Effettuare 4 distinte consegne di generi alimentari e di prima necessità sia presso la Basilica di Santa Sofia in Roma, sia presso la parrocchia Nostra Signora della Neve in La Spezia, da dove alimenti a lunga conservazione, medicinali, materiale per la sanificazione e l’igiene personale, indumenti, calzature, coperte e trapunte, sono stati inviati in Ucraina, in Polonia e Romania, dove si sono concentrati il maggior numero di profughi provenienti dalle zone di guerra.
  • Organizzare, grazie ad un mezzo allestito a cura dei confratelli Damiano Landi e Antonio Cerrai del coordinamento per la Toscana Centrale – Città di Pisa, la consegna diretta di generi di prima necessità in territorio ucraino.
  • Aderire, con un importante donativo, all’iniziativa benefica dell’Arcidiocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, che ha attivato un conto corrente dedicato a far giungere i contributi alle Caritas delle diocesi confinanti con l’Ucraina e aperto all’accoglienza di chi è costretto a fuggire.
  • Inviare un ulteriore sostanzioso donativo all’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino, che ha avviato una raccolta di fondi: a favore delle missioni dell’Opera Don Orione in Ucraina. In particolare per il centro coordinato dalle Suore di Don Orione a Korotycz, vicino a Charkiv, dove vengono accolte 40 mamme e bambini, che non sono riusciti a spostarsi e vivono con loro questo momento di grande tensione; per il monastero Don Orione di Lviv, dove i religiosi orionini hanno realizzato un centro di accoglienza per i rifugiati che stanno arrivando da tutto il Paese.

Le iniziative della Delegazione della Toscana hanno ricevuto i ringraziamenti dell’Arcivescovo metropolita di Siena, il Cardinale Augusto Paolo Lojudice; del Vescovo di Arezzo, l’Arcivescovo Riccardo Fontana; di Padre Marco Semehen, Rettore della Basilica di Santa Sofia; e, per loro tramite, la riconoscenza ed il ringraziamento di quanti, anche grazie ai Cavalieri toscani, hanno potuto alleviare le proprie sofferenze e ricevere un segno di speranza per il futuro.

Nel condividere le espressioni di apprezzamento con le Dame, i Cavalieri e i Postulanti che hanno aderito all’iniziativa di solidarietà, il Pro Delegato ad Interim, Cav. Rag. Carlo Testi ha ringraziato il Pro Delegato, Cav. Dott. Massimo Planera, che si è fatto promotore ed organizzatore delle attività di solidarietà pro-Ucraina; il Cav. Dott. Damiano Landi e il Cav. Antonio Cerrai del Coordinamento per la Toscana Centrale-Città di Pisa, il Coordinatore per la Toscana Occidentale, Cav. Massimo Illiano; il Coordinatore per la Toscana Orientale, Cav. Roberto Bianchini; i Cavalieri Salvatore Mazzeo, Enrico Moccia, Daniele Piermaria, Nicola Luongo e Giuseppe Rossi, e le Postulanti Luana Ghiandai ed Ersilia Ferrini, che si sono rese protagoniste di una sostanziosa raccolta di generi alimentari nella Città di Arezzo, garantendo l’approvvigionamento di prodotti per la sanificazione personale.

Foto di copertina: Alejandro Ferrer Dalmau, Álvaro Zuleta de Reales Ansaldo e Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, che hanno portato un’ambulanza attrezzata in Ucraina (Foto di ABC).

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