Papa Francesco ai giovani: imitate Carlo Acutis

Ieri papa Francesco ha incontrato i giovani dell’ ‘Alpha Camp’, accompagnati da mons. Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro, e dal sindaco di Macchia d’Isernia, ringraziandoli per la visita, ponendo loro alcune domande:

“Siete giovani italiani e di altri Paesi europei. Siete nati in un contesto che si definisce ‘secolarizzato’, cioè dove la cultura non è dominata dalla dimensione del sacro, ma dalle realtà del mondo. Tuttavia, nel cuore umano non viene mai meno la sete di infinito, anche dentro di voi, cresciuti con l’informatica, emergono le grandi domande di ogni tempo:

da dove veniamo? Che cosa c’è all’origine di tutto? Che senso ha la mia esistenza? E poi, perché c’è tanta sofferenza? Perché colpisce anche i piccoli e gli indifesi?… Sappiate che Dio ama le domande, ama molto le domande; e in un certo senso, le ama più delle risposte. Perché?”

Ed ha spiegato il motivo per cui Dio ama le domande: “Ma è chiaro: perché le risposte sono chiuse, le domande sono aperte. Una persona che soltanto vive di risposte è una persona che è abituata a chiudere, chiudere, chiudere. Una persona che vive di domande è una persona abituata ad aprire, aprire, aprire.

E Dio ama le domande. Infatti Gesù, ai primi due che lo seguirono un giorno, sulle rive del Giordano, si rivolse con queste parole: ‘Che cosa cercate?’: una domanda. Prima di dare risposte, Gesù insegna a farsi una domanda essenziale: che cosa cerco?”.

A loro ha raccontato il viaggio canadese: “La settimana scorsa sono stato in Canada, e ho incontrato le popolazioni indigene, i cui antenati abitavano quelle terre prima della colonizzazione. Loro sono custodi di valori e tradizioni ancestrali, ma vivono in un Paese molto moderno, molto secolarizzato. Adesso, guardando voi, pensavo ai giovani di quei popoli indigeni”.

Ed ha sottolineato che anche loro hanno un desiderio: “Così diversi da voi, eppure così simili, anzi direi di più: così uguali. Uguali nel senso dell’umanità, di ciò che qualifica il nostro essere umani, cioè la relazione con Dio, con gli altri, con il creato e con sé stessi nella libertà, nella gratuità, nel dono di sé.

Questa relazione esprime una ‘incompiutezza’, un desiderio di pienezza, pienezza di vita, di gioia, di significato. Ecco, Gesù Cristo è la pienezza: noi siamo tutti incompiuti, siamo in strada, in cammino. E dobbiamo avere questa consapevolezza”.

Attraverso l’esortazione apostolica ‘Christus vivit’ il papa ha sottolineato che Gesù ‘chiama’ tutti con il racconto della sua esperienza: “Questo valeva per Andrea e Giovanni, per Simone e Giacomo, che diventarono discepoli e apostoli di Gesù. E questo vale per me, che ho sentito la chiamata un certo giorno quando avevo diciassette anni.

E questo vale per te, per te, per ognuno di noi, per voi, ragazzi e ragazze dell’epoca di internet. Gesù rimane sempre il principio e il fine, l’alfa e l’omega. Ma aperti, in cammino, sempre. Non chiusi”.

‘Alpha’ è sinonimo di nascita: “Così, con Cristo, questo microcosmo che è l’essere umano può essere salvato dalla voragine della morte e del negativo e può entrare nell’attrazione di Dio, del Dio della vita, del Dio dell’amore. Unito a Gesù, ognuno di noi diventa un seme destinato a germogliare, a crescere, a portare frutto. Ma bisogna seguire Lui! Dire no all’egoismo, dire no all’egocentrismo, dire no all’apparire più di quello che siamo. No. Saper dire di no a ogni chiusura. Essere sé stessi e non gonfiarsi, nemmeno abbattersi, riconoscersi per quello che si è, questa è la vera umiltà”.

Ed ha presentato loro Carlo Acutis: “Questo ci dà pace, ci dà sicurezza: siamo con Lui, che ci conosce e ci ama più di noi stessi, e vuole per ognuno di noi una pienezza originale, una pienezza unica per ciascuno. Dio non vuole fotocopie, ma solo originali.

Sapete chi amava dire così? Un giovane, il Beato Carlo Acutis. Un ragazzo italiano, nato in Inghilterra e cresciuto a Milano, uno come voi, figlio di questo tempo, appassionato di computer, soprattutto innamorato di Gesù, dell’Eucaristia, che chiamava ‘l’autostrada per il Cielo’. La vita terrena di Carlo è stata breve, molto breve, ma è stata piena.

E’ stata come una corsa, una rincorsa verso il Cielo. Ha preso la rincorsa dal giorno della sua prima Comunione, quando ha incontrato Gesù nel suo Corpo e Sangue. Sì, perché Gesù non è un’idea o una regola morale, no, Gesù è una persona, un amico, un compagno di strada”.

Ringraziando il papa per l’accoglienza il vescovo di Isernia-Venafro ha presentato l’associazione: “Crediamo che tutti nella vita dovrebbero avere la possibilità di esplorare la fede, fare domande e condividere il proprio punto di vista. Alpha offre la possibilità di esplorare la fede cristiana, in un clima rilassato, divertente e libero.

Ogni argomento tratta una domanda sulla fede ed è pensato per stimolare delle conversazioni interessanti tra i partecipanti. Alpha è offerto in tutto il mondo ed è aperto a tutti. Può essere organizzato online, in bar, chiese, università, case… praticamente ovunque! Ogni sessione Alpha prevede tre momenti: connessione, video e piccolo gruppo”.

(Foto: Santa Sede)

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