I Presidenti del Cammino sinodale tedesco rispondono alla Dichiarazione della Santa Sede e si lamentano del non-dialogo delle autorità romane

Nel primo pomeriggio di ieri, 21 luglio 2022 la Sala Stampa della Santa Sede è intervenuto sul Cammino sinodale tedesco con una Nota dal titolo Dichiarazione della Santa Sede (non firmata, vuol dire direttamente attribuibile a Papa Francesco, che l’ha voluto), che abbiamo riportato [QUI]. La Nota precisava che l’iniziativa in corso nella Chiesa in Germania “non ha facoltà di obbligare i vescovi ed i fedeli” a “nuovi modi di governo e nuove impostazioni di dottrina e di morale”. L’invito è a confluire nel percorso sinodale della Chiesa universale. La risposta da parte tedesca, attore in causa, non si è fatta attendere, affidata ad una Dichiarazione del Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (DBK) e del Presidente del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK), lamentandosi che la Santa Sede (cioè il Papa) non dialoga con loro [QUI].

«Quindi le cose si stanno scaldando. Pericoli gravissimi minacciano l’unità della Chiesa Cattolica — e di tutti i Cristiani tra loro — nel nostro mondo “globalizzante”. Come mai? Perché molti leader politici, economici, intellettuali e dei media sembrano intenzionati a lasciarsi alle spalle la fede cristiana e a creare una cultura mondiale pienamente “post-cristiana” (persino “anticristiana”). Roma è consapevole e preoccupata di questo pericolo. A riprova di questa preoccupazione è giunta ieri una “Dichiarazione” cautelativa, non firmata, della Santa Sede ai responsabili del “Cammino sinodale” della Chiesa in Germania, pubblicata inaspettatamente a mezzogiorno del 21 luglio dalla Sala Stampa della Santa Sede. In sostanza, la Santa Sede in questa “Dichiarazione” chiede pubblicamente ai cattolici tedeschi di “rallentare per un momento” e di non considerare “definitiva” o “da attuare” nessuna delle loro recenti proposte o decisioni del “Cammino sinodale” in Germania fino a quando il Sinodo sulla sinodalità si riunirà tra un anno e tre mesi, nell’ottobre del 2023, e considererà queste questioni» (Robert Moynihan, 22 luglio 2022. Nostra traduzione italiana dall’inglese).

Dichiarazione dei Presidenti del Cammino sinodale sulla Dichiarazione della Santa Sede
(Nostra traduzione italiana dal tedesco)

Intervento dei Presidenti del Cammino sinodale, Dr. Irme Stetter-Karp, Presidente del Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK) e il Vescovo Dr. Georg Bätzing, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, sulla dichiarazione di oggi (21 luglio 2022) della Santa Sede sul Cammino sinodale:

«Accogliamo con favore che la Santa Sede sottolinei ancora una volta ciò a cui ci siamo impegnati negli Statuti e nel Regolamento interno prima dell’inizio del Cammino sinodale nel 2019:
“Le deliberazioni dell’assemblea sinodale non hanno effetti giuridici di propria iniziativa. L’autorità della Conferenza Episcopale e dei singoli vescovi diocesani di emanare norme giuridiche nell’ambito delle rispettive competenze e di esercitare il proprio ufficio di insegnamento rimane impregiudicato dalle risoluzioni”.
“Le deliberazioni i cui argomenti sono riservati ad un regolamento della Chiesa universale saranno trasmesse alla Sede Apostolica come espressione del Cammino sinodale» (artt. 11 e 12).
Non ci stancheremo mai di sottolineare che la Chiesa in Germania non percorrerà una “via speciale tedesca”. Tuttavia, riteniamo nostro dovere indicare chiaramente dove riteniamo siano necessari cambiamenti. Sentiamo già che i problemi e le domande che abbiamo individuato sono simili in tutto il mondo.
Ricordiamo inoltre che il Cammino sinodale è la conseguenza dello studio “Abusi sessuali sui minori da parte di sacerdoti, diaconi e religiosi cattolici nell’area della Conferenza Episcopale Tedesca” (studio MHG) e siamo grati che i vescovi e lo ZdK possano percorrere insieme questo cammino ed essere certi del sostegno e della cooperazione attiva del popolo di Dio pellegrino.
Nel 2021 Papa Francesco ha aperto un processo sinodale globale. Naturalmente, come previsto – e anche la dichiarazione odierna ci incoraggia a farlo – contribuiremo al processo sinodale della Chiesa universale con le esperienze e i risultati del Cammino sinodale. Abbiamo sempre sottolineato che vogliamo plasmare attivamente questo processo attraverso il nostro lavoro. Perché siamo convinti che questo porti ad un “arricchimento reciproco” (Dichiarazione della Santa Sede).
Nel Regolamento interno e negli Statuti del Cammino sinodale formuliamo la comunicazione con la Sede Apostolica che riteniamo necessaria e che vogliamo. Il Nunzio Apostolico in Germania è invitato alla partecipazione al Cammino sinodale come osservativa permanente. Fin dall’inizio del Cammino sinodale, il Presidio ha cercato di trovare canali diretti di comunicazione con le autorità romane. Riteniamo che questa sarebbe la sede per tali chiarimenti. Purtroppo il Presidio sinodale non è stato invitato ancora a una discussione. Siamo irritati e ci rammarichiamo che questa comunicazione diretta non sia avvenuta finora. Secondo la nostra comprensione, una Chiesa sinodale funziona in modo diverso! Questo vale anche per il tipo di comunicazione di oggi, che ci stupisce. Non è una buona comunicazione all’interno della Chiesa pubblicare dichiarazioni che non siano firmate per nome.
La prossima Assemblea sinodale sarà il luogo per raccogliere e discutere le preoccupazioni della Santa Sede. Come Presidenti del Cammino sinodale, sottolineiamo ancora una volta che siamo desiderosi di tenere il prima possibile colloqui con quanti più organismi possibili all’interno della Curia romana».