Coerenza eucaristica. Lo scandalo Pelosi papale alla luce di salus animarum suprema lex

Condividiamo di seguito due interventi sullo scandalo Pelosi papale, che spiccano per la chiarezza come una boccata d’aria fresca, ricordando il principio salus animarum suprema lex, l’affermazione che chiude il Codice di Diritto Canonico e che trova la sua fonte nella Prima Lettera di San Pietro laddove si legge: «Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la meta della vostra fede: la salvezza delle anime» (1Pt 1,3). Trattano del problema e rispettosamente lo pongono in modo pubblico, come pubblicamente è stato presentato.

  • Come lo scandalo Pelosi papale colpisce i sacerdoti di Jerry Pokorsky su Catholic Culture del 5 luglio 2022. Un intervento del Co-fondatore di CREDO e di Adoremus, due organizzazioni profondamente impegnate in un autentico rinnovamento liturgico, sacerdote della Diocesi di Arlington che scrive regolarmente per numerosi siti web e riviste cattoliche: «Papa Francesco, dacci una mano secondo il tuo sublime ministero di successore di San Pietro. Pelosi, Biden e altri parti dello scandalo (James Martin, SI, la maggior parte dei vescovi tedeschi, il Cardinale Hollerich, ecc.) ti abbandoneranno senza preavviso in un attimo. Di’ la verità con carità e chiarezza, e noi ti seguiremo. Ti stanno usando. Abbiamo bisogno di te».
  • Il Papa darebbe l’Eucarestia ai nazisti, o a chi spara sui migranti? di Renzo Puccetti su Facebook il 5 luglio 2022.Un intervento del Socio fondatore dell’Associazione Scienza & Vita e uno dei promotori della Marcia per la Vita nel 2013: «Sosterebbe Papa Francesco che si sarebbe dovuto dare la Comunione ai sostenitori delle leggi anti-ebraiche naziste perché non farlo avrebbe causato un “problema politico”? Darebbe oggi la Comunione ad Hitler che di sua mano non si conosce abbia torto neppure un capello ad un ebreo, “limitandosi”, si fa per dire, a creare le condizioni legali perché i sicari potessero infierire? Direbbe oggi di dare l’Eucaristia ad un politico che si presentasse alla Comunione rivendicando il diritto di prendere a cannonate i barconi dei migranti lasciandoli tutti annegare in mare, che lo rivendicasse sulla piazza come “una conquista di civiltà” e “un diritto dei popoli all’autodeterminazione”, facendone uno dei punti programmatici del partito?».

Come lo scandalo Pelosi papale colpisce i sacerdoti
di Jerry Pokorsky
Catholic Culture, 5 luglio 2022

«Lo scandalo è l’atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo. Attenta alla virtù e alla rettitudine; può trascinare il proprio fratello alla morte spirituale. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza» (Catechismo della Chiesa Cattolica, N. 2284).

Lo scandalo riguarda tutti noi. La ricezione della Santa Comunione da parte dei politici favorevoli all’aborto è un esempio cronico e stancante.

I cattolici formati con una comprensione ortodossa dei sacramenti e della grazia sanno che non dovremmo mai avvicinarci alla Comunione nello stato di peccato mortale. È necessario confessarsi prima di ricevere la Comunione. Anche i politici prominenti non sono esenti dall’insegnamento cattolico. Anche se non possiamo mai giudicare un’anima, dobbiamo giudicare accuratamente il comportamento peccaminoso. La promozione dell’aborto da parte di politici auto-identificati cattolici scandalizza i fedeli.

Quando l’Arcivescovo metropolita di San Francisco, Salvatore Cordileone ha decretato il rifiuto della Santa Comunione alla speaker Nancy Pelosi “cattolica devota”, è stato un atto di carità a più livelli. Da un lato, ha avvertito Pelosi che rischia la dannazione promuovendo un comportamento intrinsecamente malvagio. Non c’è bisogno di ripetere tutti gli argomenti (ormai) noti che il buon arcivescovo ha usato quando ha emesso il suo decreto. Avvertendo Nancy Pelosi, l’arcivescovo ci ha anche tacitamente avvertito di astenerci dalla comunione se siamo consapevoli di un grave peccato non confessato.

I sacerdoti sono i ministri di quattro o cinque dei sette Sacramenti. I vescovi ordinano sacerdoti (e vescovi) e amministrano la Cresima. I sacerdoti sono anche i ministri della Cresima in circostanze particolari (Veglia pasquale o pericolo di morte). Gli sposi sono i ministri del Sacramento del Matrimonio. I sacerdoti si impegnano regolarmente con due dei Sacramenti: celebrare la Messa quotidiana e ascoltare le Confessioni. Il rapporto tra Messa e Confessione non è irrilevante. Le Confessioni sono drammatiche in senso spirituale, ma raramente sono incontri melodrammatici. Una buona confessione può richiedere solo un paio di minuti, eseguita correttamente. Potrebbe essere necessario più tempo, ovviamente, quando le circostanze lo richiedono.

La confessione è come il Whac-a-Mole. Il Whac-a-Mole (colpire una talpa) è un gioco arcade in cui i giocatori usano una mazza per colpire talpe giocattolo che appaiono casualmente, ricacciandole nei loro buchi. Il penitente presenta i suoi peccati e il sacerdote li ascolta. Sia il sacerdote che il penitente, in un certo senso, con la grazia di Dio, abbattono i peccati nell’oblio spirituale, rimuovendo la colpa (sebbene rimanga il dovere della riparazione). Il penitente esce dalla Confessione con il perdono dei peccati e le grazie del Sacramento. Riceve una nuova prospettiva nella vita spirituale mentre rinnova gli sforzi per realizzare la sua vocazione cristiana.

Non c’è niente di eccitante per un sacerdote quando ascolta le Confessioni, né dovrebbe esserci. Il penitente di solito evita i dettagli e confessa la natura e il numero dei peccati, specialmente i peccati mortali se applicabile, al meglio delle sue capacità. La Confessione non è una terapia psicologica, sebbene possa avere profondi effetti psicologici di consolazione e pace dell’anima. Ascoltare le Confessioni è spesso un duro lavoro per il sacerdote, soprattutto con lunghe file confessionali (Succhialo, padre. Ecco perché sei stato ordinato).

Un sacerdote sostiene il suo zelo ricordando a se stesso che la sua opera ha conseguenze eterne. Il confessionale è il luogo in cui il sacerdote è partecipe della trasformazione della cultura, un penitente alla volta. Il confessionale offre un raro contesto culturale che spinge a dire davanti a Dio: “Ho sbagliato e mi dispiace”. Il lavoro del sacerdote è essenziale.

Quando l’Arcivescovo di San Francisco ha messo in guardia Nancy Pelosi, ha sollevato gli animi dei sacerdoti laboriosi nel confessionale. Affermava implicitamente che quando un sacerdote perdona il peccato mortale, fornisce un servizio essenziale alle persone e alla cultura. Il decreto arcivescovile ha ribadito che lo zelo per la salvezza delle anime è la componente centrale del ministero sacerdotale. Ha ispirato sacerdoti premurosi alla grande dignità del ministero sacerdotale nel confessionale.

Quando Nancy Pelosi si è recata di recente a Roma per incontrare il Santo Padre, ha successivamente ricevuto la Santa Comunione per mano di un sacerdote anonimo durante una Messa papale. Le autorità vaticane non potevano perdersi la trovata pubblicitaria. Eppure il silenzio vaticano era assordante. Fu uno schiaffo in faccia all’Arcivescovo Cordileone e scandalizzò i fedeli, a molti livelli.

Lo scandalo di minare l’autorità pastorale dell’Arcivescovo Cordileone è solo un pezzo del puzzle. Il livello più alto della Chiesa – con i fatti e con il silenzio – presume di recidere il legame tra lo stato della nostra anima e la nostra dignità di ricevere la Santa Comunione. L’azione avvisa tutti che il diritto canonico e l’ammonimento di San Paolo sono irrilevanti nella pratica pastorale. “Perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna” (1 Cor 11,29).

Lo scandalo Pelosi papale spinge i sacerdoti a mettere in discussione il loro ministero. Perché preoccuparsi di ascoltare Confessioni? Le lunghe ore in confessionale sono una perdita di tempo? Se tutti vanno in paradiso indipendentemente dal comportamento, non c’è bisogno della Confessione. Non c’è bisogno dell’Unzione degli infermi. Infatti, non c’è bisogno del Battesimo! Disaccoppiando efficacemente la Santa Comunione dal perdono sacramentale dei peccati, il sacerdote diventa il capo terapeuta o l’ufficiale politico parrocchiale. Non c’è da stupirsi che molti uomini di Chiesa siano più a loro agio nel predicare il cambiamento climatico, inginocchiarsi in solidarietà con Black Lives Matter e cercare l’ammirazione degli attivisti LGBTQ+, piuttosto che avvisare i fedeli dei pericoli del peccato mortale.

Sciocchezze!

I sacerdoti e le persone allo stesso modo devono resistere fermamente alla tentazione dello scoraggiamento e rinnovare la nostra comprensione del peccato mortale e dei suoi effetti. Papa Francesco, dacci una mano secondo il tuo sublime ministero di successore di San Pietro. Pelosi, Biden e altri parti dello scandalo (James Martin, SI, la maggior parte dei vescovi tedeschi, il cardinale Hollerich, ecc.) ti abbandoneranno senza preavviso in un attimo. Di’ la verità con carità e chiarezza, e noi ti seguiremo. Ti stanno usando. Abbiamo bisogno di te.

Il Papa darebbe l’Eucarestia ai nazisti, o a chi spara sui migranti?
Renzo Puccetti
Facebook, 5 luglio 2022


C’è qualcosa che non riesco a capire e magari qualcuno riuscirà ad aiutarmi a superare una difficoltà che se tacessi, mi farebbe sentire sporco.
È dottrina della Chiesa Cattolica che l’aborto volontario sia “un abominevole delitto” e Papa Francesco ha sempre ribadito di non volere cambiare la dottrina.

In varie occasioni Papa Francesco stesso si è riferito all’aborto con parole di condanna durissime. Le sue parole del 2018, ricordo, assimilarono l’aborto a “affittare un sicario per risolvere un problema”.

Poi però sostiene che si debba dare la Comunione a chi pubblicamente, ad esempio tra i politici, sostiene le leggi che garantiscono come un diritto l’aborto, cioè, nelle sue stesse parole, “affittare un sicario”.

Nei giorni scorsi i media riportano che la politica americana Nancy Pelosi in visita in Vaticano, una delle più accese sostenitrici delle leggi abortiste, abbia ricevuto l’Eucaristia ad una Messa celebrata da papa Francesco.

Papa Francesco sembra indicare la sua condotta quale modello di approccio pastorale. Ora, se c’è qualcosa che ho capito della mia fede cattolica, è che essa è una relazione tra Dio e l’uomo interamente finalizzata alla nostra salvezza. E non riesco a comprendere la pastoralità nello stare in silenzio di un pastore che lasci fare mentre una pecora del proprio gregge si appresta a saziarsi con erbe mortalmente velenose, come insegna San Paolo: “chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,29).

Non meno problematica è per me la giustificazione fornita in questa occasione da Papa Francesco: “Quando la Chiesa perde la propria natura pastorale, essa causa un problema politico”.

Non riesco a vedere alcuna perdita di natura pastorale nella negazione della Comunione ad un peccatore pubblico impenitente (il pubblico ed impenitente sono qui fondamentali, perché tutti siamo peccatori bisognosi di Misericordia da parte di Dio). Anzi, è piuttosto il contrario. Avvisare la persona che non se ne accorge della propria condizione di peccato è un grande atto di carità, è fornire a quella persona l’occhio che gli consente di vedere ciò che il proprio occhio malato non gli rivela affinché non inciampi, è una (mi si passi l’analogia medica), una trasfusione di coscienza retta.

In Ezechiele mi pare Dio lo abbia spiegato piuttosto chiaramente: “Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato” (Ez 3,18-19).

È tutto? No.

Se c’è un problema pastorale nell’occidente secolarizzato, beh, questo è la perdita del senso del peccato. “Il peccato del secolo è la perdita del senso del peccato”, ha detto Papa Pio XII ieri (Pio XII, Discorsi Radio Messaggi, VIII – 1946 – p. 288), un concetto ribadito in tempi recenti dal Predicatore della Casa Pontificia Padre Cantalamessa il 18 marzo 2016.

Dunque, da qualsiasi parte la giri, non riesco ad intravedere alcunché di pastorale nel dare la Comunione a chi propugna le leggi abortiste e di anti-pastorale nel comportamento contrario.

Mi parrebbe un cinico, quasi sadico comportamento quello di colui che si fa strumento dell’altrui dannazione. Ma tant’è, almeno questa è una responsabilità che in quanto laico non mi compete.

Mi competono però come bioeticista e pro-life gli effetti e le implicazioni di simili dichiarazioni e atteggiamenti.

Se davvero si pensa che non negare la Santa Comunione ai politici abortisti sia un atto di carità pastorale, allora mi domando: sosterebbe Papa Francesco che si sarebbe dovuto dare la Comunione ai sostenitori delle leggi anti-ebraiche naziste perché non farlo avrebbe causato un “problema politico”? Darebbe oggi la Comunione ad Hitler che di sua mano non si conosce abbia torto neppure un capello ad un ebreo, “limitandosi”, si fa per dire, a creare le condizioni legali perché i sicari potessero infierire? Direbbe oggi di dare l’Eucaristia ad un politico che si presentasse alla Comunione rivendicando il diritto di prendere a cannonate i barconi dei migranti lasciandoli tutti annegare in mare, che lo rivendicasse sulla piazza come “una conquista di civiltà” e “un diritto dei popoli all’autodeterminazione”, facendone uno dei punti programmatici del partito?

Ho un problema e rispettosamente lo pongo in modo pubblico, come pubblicamente è stato presentato.

Coerenza eucaristica – Indice [QUI].

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