Presentato il logo del Giubileo del 2025

Mancano meno di tre anni al prossimo Giubileo ed i preparativi si susseguono e nei giorni scorsi è stato presentato il logo, che rappresenta quattro figure stilizzate per indicare l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra. Sono una abbracciata all’altra, per indicare la solidarietà e fratellanza che deve accomunare i popoli; mentre l’apri-fila è aggrappato alla croce.

E’ il segno non solo della fede che abbraccia, ma della speranza che non può mai essere abbandonata perché ne abbiamo bisogno sempre e soprattutto nei momenti di maggiore necessità. E’ per questo che si dovrà sottolineare la parte inferiore della Croce che si prolunga trasformandosi in un’ancora, che si impone sul moto ondoso.

L’ancora di speranza è il nome che in gergo marinaresco viene dato all’ancora di riserva, usata dalle imbarcazioni per compiere manovre di emergenza per stabilizzare la nave durante le tempeste. La Croce non è affatto statica, ma anch’essa dinamica, si curva verso l’umanità come per andarle incontro e non lasciarla sola, ma offrendo la certezza della presenza e la sicurezza della speranza. E’ ben visibile, infine, con il colore verde, il Motto del Giubileo 2025, ‘Peregrinantes in Spem’.

Giacomo Travisani, vincitore del Concorso Internazionale per la realizzazione del logo, ha così raccontato la sua opera: “Siamo ‘Pellegrini di Speranza’ perché portiamo con noi le paure del prossimo nel desiderio di condividerle e farle nostre, questo indicano le figure che si stringono tra loro guardando alla Croce come un’ancora di salvezza.

Ho cercato di trovare una soluzione grafica intuitiva, simpatica ma nello steso tempo pratica e dinamica. L’idea del Logo è quella di creare una sintesi della ‘storia dei protagonisti’ (c’è un prima e un dopo) secondo il loro obiettivo. La scelta cromatica è dettata dal significato che ho voluto interpretare attraverso i personaggi…

Le sfumature richiamano eventi gioiosi e solenni, soddisfano pienamente la visione ed il suo concetto, semplice ed efficace nello stesso tempo, rende il logo facile da familiarizzare. E’ di facile utilizzo per ogni supporto digitale e di stampa perché creato con la tecnica vettoriale, in grado di essere utilizzato in svariate dimensioni e supporti in base alle necessità”.

Mons. Rino Fisichella ha ricordato il percorso che condurrà alla celebrazione del Giubileo: “Il 2023 sarà dedicato alla rivisitazione dei temi fondamentali delle quattro Costituzioni conciliari perché la Chiesa possa respirare di nuovo del profondo e attuale insegnamento prodotto dal Vaticano II, di cui il prossimo 11 ottobre si celebrerà il 60° anniversario della sua apertura.

Per questo sono in produzione una serie di sussidi agili, scritti con un linguaggio accattivante per permettere a quanti non hanno memoria dell’evento di incuriosirsi e di entrare nel merito del Concilio per scoprire l’anelito innovatore che ha permesso alla Chiesa di entrare con consapevolezza nel terzo millennio della sua storia.

Il 2024 sarà un anno dedicato alla preghiera in modo da creare un contesto favorevole al Giubileo e permettere che i pellegrini possano prepararsi a questo evento, che è anzitutto spirituale, in modo coerente ed efficace. A tempo debito sarà data notizia degli eventi più specifici che accompagneranno questi due anni in modo da comporre una prima sintesi preparatoria. Questi due anni servono anche per rendere Roma e l’Italia una città e un Paese che ancora una volta può mostrare il meglio di sé con la sua tradizione di accoglienza che nel corso dei secoli l’ha resa patria communis”.

Poi ha dato spiegazione del motto scelto: “Lo scenario simbolico del Giubileo attinge dalla realtà in cui si innesta, ne coglie i colori e le sfumature di senso, parla la lingua dell’uomo contemporaneo e ne interpreta le forme essenziali.

Stiamo muovendo i primi passi nella cultura digitale. Le giovani generazioni sono i figli di questo nuovo mondo che porta con sé prospettive talmente audaci da apparire ancora fantascienza, insieme a grandi limiti che minano le storiche conquiste di verità e libertà creando un nuovo paradigma antropologico”.

Quindi il Giubileo sarà anche apertura al digitale: “Il prossimo Giubileo non può esimersi dall’entrare in questa cultura e per questo stiamo studiando come comunicare in maniera fattiva e diretta assumendo le conquiste che la scienza e la tecnica mettono nelle nostre mani.

Si dovrà consentire a milioni di utenti di diventare pellegrini anche attraverso il digitale e muoversi per i cammini cogliendo la bellezza e la sacralità del momento attraverso la ricezione di notizie che mentre consente di fare memoria di secoli di storia obbliga comunque a rimanere radicati al presente con l’impegno che questo richiede”.

Alla fine dell’estate sarà pronto anche il sito ufficiale del Giubileo con la relativa app: “Entrambi rappresenteranno uno strumento per aiutare i pellegrini a vivere al meglio gli eventi proposti, facilitando l’esperienza spirituale e culturale della città di Roma.

Il portale del Giubileo conterrà infatti, oltre all’importante Carta del Pellegrino, notizie, cenni storici, informazioni pratiche, servizi e strumenti multimediali, in dieci lingue e con un alto livello di accessibilità per le persone disabili, al servizio del pellegrino”.

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