“Marcia nazionale Scegliamo la Vita” il 21 maggio a Roma. Qualche considerazione in merito

Sabato 21 maggio 2022 si svolgerà a Roma, con partenza alle ore 14.00 da piazza della Repubblica e destinazione piazza San Giovanni in Laterano, la Marcia nazionale Scegliamo la Vita, una continuazione con qualche modifica della Marcia nazionale per la Vita. È sempre stata quella romana di maggio, nell’ultimo decennio, una pubblica testimonianza importante per chi difende e promuove la vita. Non a caso si chiamava Marcia nazionale per la Vita”. Quest’anno ha cambiato nome in Marcia nazionale Scegliamo la Vita. Incominciamo da questo, che non è un dettaglio e indica che gli organizzatori non sono più gli stessi. Ed anche in parte i contenuti.

La Marcia Nazionale per la Vita era stata ideata e promossa nel 2011 da Francesco Agnoli e Virginia Coda Nunziante e poi gestita da un Comitato apposito presieduto da quest’ultima. Caratterizzata da una vivace connotazione internazionale, ha visto sfilare ogni anno per le vie della capitale italiana e del Cattolicesimo mediamente attorno alle diecimila persone [QUI]. Forzatamente soppressa nel 2020, era ripresa nel 2021 in forma ridotta (e stanziale) a causa delle restrizioni persistenti, dimostrando in effetti di essere sempre viva [QUI], pur scossa al suo interno da forti polemiche relative alla liceità morale e obbligatorietà di vaccini e Green Pass [QUI].

Il Manifesto.

Tanto è vero che nei mesi scorsi era stato emesso un comunicato in cui si leggeva tra l’altro: “Il Comitato Marcia Nazionale per la Vita ha deciso a maggioranza di sciogliersi in quanto al suo interno si è sviluppata una differenza insanabile di pensiero e strategie relativamente all’attività da svolgere il che ha comportato il venir meno della necessaria unità di intenti fra i componenti che fino a quest’anno aveva informato l’attività dello stesso, col rischio fondato di danneggiarne irrimediabilmente l’operatività”. Nello stesso comunicato si annunciava una pausa per la Marcia e si prefigurava che altri avrebbero potuto scendere in piazza in favore della vita.

È facile supporre che tale situazione di vuoto abbia coinciso con la ricerca da parte degli ambienti del Family Day di un’occasione per tornare in piazza a livello nazionale con una manifestazione di richiamo. Così è avvenuto: gli stessi ambienti (di cui sono parte anche associazioni come Pro Vita & Famiglia molto attive nella Marcia precedente) sono subentrati ai promotori storici. Si dirà: la Marcia ha cambiato nome. È vero, ma questo pensiamo diventi comprensibile se si pensa alle posizioni delle due parti relative all’approccio alla legge 194 (divenuta quasi subito de facto una legge abortista): i promotori storici si sono sempre pronunciati per l’abolizione della 194, i subentranti in primo luogo per l’applicazione della parte preventiva di detta legge, considerata originariamente non-abortista.

È legittimo arguire che, soprattutto per questo, se si scorre la lista delle oltre cento associazioni aderenti ufficialmente alla nuova Marcia nazionale Scegliamo la Vita, non vi si trovano né la Fondazione LepantoFamiglia domani. Il che non pensiamo significhi comunque una contrarietà delle due associazioni alla nuova Marcia: è piuttosto una sorta di stare alla finestra sperando comunque che la manifestazione sia un successo. Ciò che sarebbe a giovamento dell’intera galassia pro-vita, anche alla luce della rivoluzione – è una rivoluzione vera! – anti-abortista in corso negli Stati Uniti (nonostante la strenua opposizione dei “cattofluidi” come Joe Biden, un Presidente per disgrazia degli Americani peraltro dimostratosi anche “cattoguerrafondaio”).

Gandolfini e Ruiu, Family Day e Pro Vita & Famiglia

Torniamo alla manifestazione del 21 maggio, che avrà due portavoce nelle persone di Massimo Gandolfini e di Maria Rachele Ruiu, a rappresentare una parte importante degli ambienti dell’antico Family Day. “Nel solo 2021 – ha dichiarato Gandolfini – l’aborto ha ucciso oltre 73 milioni di bambini nel mondo e solo in Italia migliaia di anziani o malati gravi si vedono negare le cure palliative mentre la politica spinge per l’eutanasia e il suicidio assistito. A tutto ciò si aggiunge un inverno demografico senza precedenti che rende il nostro paese sempre più fragile e ripiegato su se stesso. Non possiamo rimanere inerti di fronte a questi drammi, per questo scenderemo in piazza”. Mentre Maria Rachele Ruiu (Pro Vita & Famiglia) ha osservato: ”Saremo in migliaia, con più di 100 enti e associazioni e famiglie, mamme, papà, nonni, ragazzi e bambini, per celebrare e difendere la vera libertà senza sconti, quella che non scarta nessuno: non vogliamo rinunciare a nessuno, vogliamo prenderci cura di tutti, dal più piccolo nascituro fino alla vita più fragile, ferita, scartata. L’età, lo stato, il luogo in cui ci si trova non può essere motivo di discriminazione, né vogliamo accettare alcun criterio che valuti alcune vite più valide di altre: tutti siano accolti, custoditi, salvati. Vogliamo uno sguardo privilegiato sulle donne che si meritano di più della grande fregatura del fantomatico diritto all’aborto. (…) L’invito alla festa è per chiunque – senza bandiere di partito o simboli politici – voglia difendere la Vita dal concepimento fino alla sua morte naturale”.

È probabile che il 21 maggio 2022 non sarà una ripetizione del grande successo numerico (diverse centinaia di migliaia di persone) delle adunate stanziali – dunque senza marcia – del 20 giugno 2015 (piazza San Giovanni) e del 30 gennaio 2016 (Circo Massimo). Nei due momenti citati si trattava di esprimersi pubblicamente in maniera massiccia contro gli sviluppi del progetto sciagurato di legge sulle unioni civili, fatto proprio dall’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e dalla sua garrula ministra Maria Elena Boschi, ambedue di forti radici cattoliche diluite in salsa “cattofluida” [QUI]. Conseguentemente la mobilitazione era stata più facile. Oggi invece si prefigura una testimonianza in primo luogo culturale. Certo verranno diversi politici, ma senza insegne di partito. Si vedrà se tra i presenti spunterà anche qualche volto di “cattodem” o di “Italia Viva” (come i due sopra citati): ci vorrà per questo un minimo di coraggio di esporsi ai prevedibili insulti di associazioni estremiste e violente come ad esempio Non una di meno (che recentemente ha vandalizzato la sede nazionale di Pro Vita & Famiglia a via Manzoni [QUI e QUI].

Per restare sul punto, non si può dimenticare che gli oltre due anni di restrizioni sanitarie hanno accresciuto, in parte della popolazione, la diffidenza verso gli altri. Si potrà qui osservare, che tale diffidenza non si registra più negli stadi e le legioni romaniste che assediano lo Stadio Olimpico, sembrano testimoniarlo. Il fatto è che i tifosi di calcio adoranti restano una vera massa umana, i militanti intransigenti per la vita sono invece molti di meno. Ancora a proposito di partecipazione: sono aumentati i costi per gli spostamenti, specie per le famiglie numerose. Inoltre, è un’incognita la dimensione della presenza numerica del Movimento neocatecumenale, molto consistente nelle occasioni precedenti anche e soprattutto per il forte coinvolgimento di Kiko Argüello. Gli inviti a partecipare sono stati diffusi, ma sembra fin qui di non poter constatare una sorta di mobilitazione generale come in precedenza.

Papa Francesco, il Cardinale Parolin, il Cardinale Bassetti, le Associazioni Aderenti

Il 14 febbraio scorso Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata Massimo Gandolfini [QUI]. In tale occasione ha scritto Gandolfini in un comunicato: “Ho anticipato al Santo Padre che stiamo organizzando una grande ’manifestazione per la vita’ che si terrà a Roma nel prossimo maggio. Il Papa ha espresso il Suo assenso e assicurato la Sua benedizione”. Da ciò si deduce che il Vaticano seguirà con attenzione partecipe la Marcia del 21 maggio: per parte nostra facile ipotizzare che anche il Cardinale Segretario di Stato approvi la manifestazione. A patto beninteso che non si trasformi in occasione partitica e di dissenso dal governo Draghi (e in verità ce ne sarebbe ben donde!), che il diplomatico Parolin non vuole coinvolgere. Gli organizzatori però, come si è già detto, hanno chiesto che il raduno sia di carattere valoriale, senza sovrapposizioni aggiuntive come sarebbe la presenza di bandiere riferite a singoli partiti. Conoscendo un po’ quello che pensa, è facile che pure il Presidente della CEI, il Cardinale Gualtiero Bassetti, abbia incoraggiato personalmente gli organizzatori, augurando loro un grande successo (che sarebbe a ben vedere tale anche per la Chiesa italiana nella sua parte non “cattofluida”).

Se scorriamo la lista delle associazioni aderenti alla Marcia – oltre naturalmente al Family Day e a Pro Vita & Famiglia – constatiamo la presenza (tra le più note) di Alleanza Cattolica, Associazione Esserci (con Giancarlo Cesana, storico esponente di Comunione e Liberazione), Associazione Ginecologi e Ostetrici Cattolici,  Associazione Medici Cattolici Italiani, Associazione Meter Onlus (di Don Ferdinando Di Noto), Associazione Famiglie Numerose, Associazione Non si tocca la Famiglia, Associazione Ora et labora, Azione Cristiana Evangelica, Centro Studi Rosario Livatino, Comunità Opzione Benedetto Napoli-Salerno, Culturacattolica.it, Federazione Europea One of us, FISM, Fondazione CitizenGO, Fondazione Novae Terrae, Fondazione Siloe, Forum Associazioni Socio-Sanitarie, Giuristi per la Vita, Informazione cattolica, La Vigna di Rachele, Libertà e Persona, Movimento Cattolico per la Famiglia e la Vita di Trieste, Movimento P.E.R., Osservatorio parlamentare Vera Lex?, Steadfast onlus,  UCID Movimento Giovani, UCOII (musulmani), Unione Farmacisti Cattolici Italiani, Uniti per la Famiglia, Via Verità Vita, Vita Umana Internazionale.

Mancano come previsto diverse grandi associazioni cattoliche, in larga parte (chi più chi meno) turiferarie  (obbligate o per vocazione) del potere. Scontatissima l’assenza del superpoliticamente e draghianamente corretto Forum nazionale delle Associazioni familiari. Il Rinnovamento nello Spirito è alle prese con il forzato rinnovo delle cariche. Comunione e Liberazione ha lasciato libertà di partecipazione.

Il caso del Movimento per la Vita: una lettera assai curiosa

E, direte, il Movimento per la Vita (MpV), che osteggiava con forza la Marcia precedente? Anche stavolta l’associazione guidata da Marina Casini Bandini ufficialmente non ci sarà, come deciso da un direttivo di metà gennaio, cui ha fatto seguito una lettera della presidente agli iscritti. Nel testo si ricorda – con linguaggio indubbiamente molto inclusivo – che il Movimento per la Vita non aveva mai aderito alla Marcia precedente “ideata in contrapposizione al Movimento e caratterizzata da una comunicazione lontana, nelle modalità e nei contenuti, da quella del MpV”. C’è di più a scandalizzare la pia presidente: “In un’occasione non sono poi mancate pubbliche critiche nei confronti del magistero di Papa Francesco” (NdR: Quando? Chi le ha fatte?… a noi, che abbiamo sempre partecipato, sembra di non aver mai ascoltato dal palco critiche a Papa Francesco…). Infierisce l’inflessibile inquisitrice: “Buone ragioni, dunque, per prendere senza esitazione le distanze”.

Questo per il passato. E oggi? “Stando alle parole degli organizzatori, la Marcia avrà un’impostazione diversa”. All’elaborazione del manifesto ha infatti contribuito la stessa presidente. Concorde anche sulla necessità tra l’altro di “promuovere iniziative di mobilitazione popolare sul tema della vita per tenere sveglie le coscienze”, di “mantenere una modalità comunicativa propositiva e gioiosa”, di “trovare il modo più saggio per far fronte a frange estremiste”.

E però, tutto ciò non basta ancora alla Casini Bandini e al MpV, che sono certamente da lodare, ammirare e ringraziare per il loro grande lavoro (spesso oscuro) svolto sul territorio, anche attraverso i Centri di aiuto alla vita… ma politicamente fin qui sin sono rivelati molto poco incisivi. Anche stavolta dunque niente adesione ufficiale. Infatti, non tutto è perfetto nella nuova Marcia. Pensate un po’ ai rischi che potrebbero correre i partecipanti politicamente pudichi: il MpV teme che “alcune realtà associative, o piccole frange esterne” possano addirittura “contaminare lo stile di tale manifestazione con modalità comunicative profondamente differenti rispetto a quelle del MpV, dando conseguentemente un’immagine negativa della manifestazione”. Mamma mia, che rischio! Se così accadesse, il MpV temerebbe di venire danneggiato anche nella propria operatività. E poi, se ci fossero “strumentalizzazioni politiche o ideologiche”? Di più, ancora di più. Trema il MpV immaginando “l’incompatibilità tra lo stile, l’azione e il linguaggio di Pro Vita & Famiglia rispetto allo stile, all’azione e al linguaggio del MpV”. Sì, è vero, c’è “incompatibilità” tra chi ci mette la faccia pubblicamente, scende in piazza, punta a smuovere le coscienze anche con campagne comunicative di verità (non a caso vandalizzate e imbavagliate dalla nota lobby) e chi invece ha fatto – con scarso successo – scelte di corridoi parlamentari e di segrete stanze governative.

Perciò il MpV in quanto tale resterà a guardare e le sue sezioni sono “invitate” (significativo questo tartufesco verbo sempreverde) a tener conto che “l’adesione formale delle associazioni locali non è rispettosa della decisione del direttivo nazionale”.

Erano questi alcuni spunti di riflessione sulla Marcia nazionale Scegliamo la Vita prevista per sabato 21 maggio 2022 a Roma, con partenza da piazza della Repubblica alle ore 14.00, con destinazione San Giovanni in Laterano. Speriamo di aver dato un quadro, pur non esauriente, di come si è giunti all’inedita Marcia e di come qualche ambiente cattolico si è confrontato con la nuova realtà. Alla Marcia da parte nostra i migliori auguri di successo!

Questo articolo è stato pubblicato dall’autore ieri s, 15 maggio 2022 sul suo blog Rossoporpora.org [QUI].

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