Papa Francesco al Colosseo: la preghiera supporta le famiglie

Stasera al Colosseo, affollato da circa 10.000 fedeli, papa Francesco ha presieduto, dopo due anni di ‘fermo’ a causa della pandemia da coronavirus, la Via Crucis con le meditazioni delle famiglie. I testi delle 14 stazioni sono stati scritti da una coppia di giovani sposi, una famiglia in missione, da sposi anziani senza figli, una famiglia numerosa, una famiglia con un figlio con disabilità, una famiglia che gestisce una casa famiglia, una famiglia con un genitore malato, una coppia di nonni, una famiglia adottiva, una vedova con figli, una famiglia con un figlio consacrato, una famiglia che ha perso una figlia, una famiglia ucraina e una famiglia russa ed infine una famiglia di migranti.

I testi della Via Crucis 2022 sono illustrati da riproduzioni di miniature tratte da due manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana: un libro di meditazioni sulla Passione e un libro d’Ore del sec. XV; mentre nella preghiera finale davanti a Gesù crocifisso papa Francesco ha chiesto di far risplendere l’uomo ‘nuovo’:

“Tieni accesa nelle nostre famiglie la lampada del Vangelo, che rischiara gioie e dolori, fatiche e speranze: ogni casa rifletta il volto della Chiesa, la cui legge suprema è l’amore. Per l’effusione del tuo Spirito, aiutaci a spogliarci dell’uomo vecchio, corrotto dalle passioni ingannatrici, e rivestici dell’uomo nuovo, creato secondo la giustizia e la santità.

Tienici per mano, come un Padre, perché non ci allontaniamo da Te; converti al tuo cuore i nostri cuori ribelli, perché impariamo a seguire progetti di pace; porta gli avversari a stringersi la mano, perché gustino il perdono reciproco; disarma la mano alzata del fratello contro il fratello, perché dove c’è l’odio fiorisca la concordia. Fa’ che non ci comportiamo da nemici della croce di Cristo, per partecipare alla gloria della sua risurrezione”.

Ed oggi pomeriggio, a Borodianka, a nord di Kiev, l’elemosiniere del papa, card. Konrad Krajewski ha affidato il suo dolore a questo messaggio: “Ecco, con il nunzio stiamo tornando adesso a Kiev, da questi posti difficili per ogni persona del mondo, dove abbiamo trovato ancora tanti morti e una tomba di almeno 80 persone, sepolte senza nome e senza cognome.

E mancano le lacrime, mancano le parole. Menomale che c’è la fede, e che siamo nella Settimana Santa, Venerdì Santo, quando ci possiamo unire con la persona di Gesù e salire con Lui sulla Croce, perché dopo Venerdì Santo … lo so, lo so: ci sarà la Domenica di Resurrezione.

E forse Lui ci spiegherà tutto con il Suo amore e cambierà tutto anche dentro di noi, questa amarezza e questa sofferenza che portiamo da alcuni giorni, ma particolarmente dalla giornata di oggi”.

Nel pomeriggio il predicatore della casa Pontificia, card. Raniero Cantalamessa, ha tenuto la ‘Predica dei ricordi’ nella celebrazione della Passione di Gesù nella Basilica di san Pietro, alla presenza del papa e della curia romana:

“Dichiarando di essere re, Gesù si espone alla morte; ma invece di discolparsi negando, lo afferma con forza. Lascia trapelare la sua origine superiore: ‘Sono venuto nel mondo…’: dunque misteriosamente esisteva prima della vita terrena, viene da un altro mondo. Egli è venuto sulla terra per essere testimone della verità.

Tratta Pilato come un’anima che ha bisogno di luce e di verità e non come un giudice. Si interessa al destino dell’uomo Pilato, più che al suo personale. Con il suo appello a ricevere la verità vuole indurlo a rientrare in se stesso, a guardare le cose con occhio diverso, a porsi al di sopra della contesa momentanea con i giudei”.

Il predicatore ha ripreso un dialogo di John Ronald Tolkien: “Il nostro amore potrà essere raffreddato e la nostra volontà scalfita dallo spettacolo delle deficienze, della follia, e dei peccati della Chiesa e dei suoi ministri, ma non credo che chi ha creduto davvero una volta abbandona la fede per queste ragioni, meno di tutti chi ha qualche conoscenza della storia”.

Ed ha concluso l’omelia, affermando che quest’anno la Pasqua sarà diversa, ma è un invito alla conversione: “Quest’anno celebriamo la Pasqua non al suono gioioso di campane, ma con il rumore sinistro di bombe ed esplosioni devastanti che avvengono non lontano da qui.

Ricordiamo quello che rispose un giorno Gesù alla notizia del sangue fatto scorrere da Pilato, e del crollo della torre di Siloe: ‘Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo’. Se non cambiate le vostre lance in falci, le vostre spade in aratri e i vostri missili in fabbriche e case, perirete tutti allo stesso modo!..

Tutto passa, tutto invecchia; tutto (non soltanto ‘la beata gioventù’), vien meno. C’è un solo modo di sottrarsi alla corrente del tempo che trascina tutto dietro di sé: passare a ciò che non passa! Mettere i piedi sulla terra ferma! Pasqua significa passaggio: facciamo tutti quest’anno una vera Pasqua”.

(Foto: Santa Sede)

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