Papa Francesco ai detenuti: Dio perdona tutto

Dopo due anni in cui la pandemia glielo aveva impedito, papa Francesco è tornato a celebrare la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo in un carcere, quello di Borgata Aurelia a Civitavecchia, affermando che anche in quel tempo Gesù ha compiuto un’azione straordinaria, lavando i piedi ai discepoli:

“Gesù, con i suoi amici, i suoi discepoli è a cena, la cena della Pasqua; Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli, cosa strana quella che ha fatto: a quel tempo i piedi li lavavano gli schiavi all’entrata della casa. E poi, Gesù, con un gesto che anche tocca il cuore, lava i piedi al traditore, quello che lo vende.

Così è Gesù e ci insegna questo, semplicemente: fra voi, dovete lavare i piedi. E’ il simbolo: tra voi, dovete servirvi; uno serve l’altro, senza interessi. Che bello sarebbe se questo fosse possibile farlo tutti i giorni e a tutta la gente: ma sempre c’è l’interesse, che è come una serpe che entra”.

E’un invito a non cercare il proprio interesse: “E noi, tante volte, nella vita cerchiamo il nostro interesse, come se noi facessimo pagare una mancia tra noi. E’ importante invece fare tutto senza interesse: uno serve l’altro, uno è fratello dell’altro, uno fa crescere l’altro, uno corregge l’altro, e così bisogna fare andare avanti le cose. Servire!”

Il servizio significa perdonare: “E poi, il cuore di Gesù, che al traditore dice: ‘Amico’ e anche lo aspetta, fino alla fine: perdona tutto. Questo vorrei metterlo oggi nel cuore di tutti noi, anche nel mio: Dio perdona tutto e Dio perdona sempre! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono. E ognuno di noi, forse, ha qualche cosa lì al cuore, che porta da tempo, che gli fa ‘ron-ron’, qualche scheletrino nascosto nell’armadio”.

Il papa ha invitato a chiedere il perdono: “Ma, chiedete perdono a Gesù: Lui perdona tutto. Soltanto vuole la fiducia nostra di chiedere perdono. Tu lo puoi fare quando stai da solo, quando stai con altri compagni, quando stai con il sacerdote”.

Attraverso una preghiera papa Francesco ha detto che Dio perdona sempre: “Questa è una bella preghiera per il giorno di oggi: “Ma, Signore, perdonami. Io cercherò di servire gli altri, ma Tu servi me con il Tuo perdono”. Lui ha pagato così con il perdono. Questo è il pensiero che vorrei lasciarvi. Servire, aiutarci l’un l’altro ed essere sicuri che il Signore perdona. E quanto perdona? Tutto! E fino a dove? Sempre! Non si stanca di perdonare: siamo noi che ci stanchiamo di chiedere perdono”.

Al termine dell’omelia papa Francesco ha ripetuto il gesto di Gesù durante l’Ultima Cena, quando il Signore lavò i piedi ai suoi discepoli in segno di amore spinto fino al servizio e all’umiliazione, nei confronti di 12 detenuti, uomini e donne, tra cui persone di età diversa e di diversa nazionalità:

“E adesso, io cercherò di fare lo stesso gesto che ha fatto Gesù: lavare i piedi. Lo faccio di cuore perché noi sacerdoti dovremmo essere i primi a servire gli altri, non sfruttare gli altri. Il clericalismo alle volte ci porta su questa strada. Ma dobbiamo servire.

Questo è un segno, anche un segno di amore per questi fratelli e sorelle e per tutti voi, qui; un segno che vuol dire: ‘Io non giudico nessuno. Io cerco di servire tutti’. C’è Uno che giudica, ma è un Giudice un po’ strano, il Signore: giudica e perdona. Seguiamo questa cerimonia con la voglia di servire e perdonarci”.

Al termine della celebrazione eucaristica la direttrice del carcere ha rivolto alcune parole di ringraziamento al papa ed offerto in dono una stampa del porto antico di Civitavecchia, alcuni prodotti dell’orto coltivato dai detenuti e alcune opere fatte dal personale e dai detenuti.

(Foto: Santa Sede)

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