Nella Quaresima gli ortodossi glorificano Dio

Anche nel mondo ortodosso è iniziato il periodo quaresimale, che ha una durata di sei settimane, e per l’occasione il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, ha invitato i fedeli a ‘glorificare’ Dio per prepararsi a vivere la Settimana Santa:

“Glorifichiamo il Dio Trino, che ci ha condotto come Chiesa di nuovo in questo periodo tutto sacro e benedetto della Santa e Grande Quaresima, nello stadio della ginnastica corporale e spirituale e delle lotte ascetiche, per prepararci fin da ora in modo conforme a Cristo e procedere con umiltà verso la Santa e Grande Settimana e la Resurrezione di Cristo portatrice di vita”.

Il  Patriarca ha sottolineato il valore dell’ascetismo nella vita: “L’ascetismo non è, ovviamente, caratteristico solamente della Santa e Grande Quaresima e neppure solamente una questione e un compito dei monaci, né un risultato di correnti esterne per l’ethos cristiano, cioè un elemento introdotto furtivamente nella nostra religione”.

L’ascetismo è il ‘nocciolo’ della vita cristiana, perché conduce a Dio: “L’ascetismo appartiene al nocciolo della esistenza cristiana e della vita della Chiesa. Costituisce una chiamata di Cristo ai fedeli e una testimonianza della Sua presenza salvifica nella nostra vita.

Come fedeli non ci rivolgiamo a un Dio impersonale ed inaccessibile, ma la Logos incarnato che ha rivelato l’amore di Dio e Padre e la comunione dello Spirito Santo, la pienezza della grazia e della libertà.

In questo senso, la Santa e Grande Quaresima piena di divine benedizioni e di particolari profonde esperienze, rimane una manifestazione dinamica ed una rivelazione della ricchezza e della verità della intera vita ecclesiastica”.

L’ascetismo conduce ad una vita piena e completa: “Conversione, modestia, preghiera, digiuno, opere buone, sono cose collegate e indirizzano il fedele alla Eucarestia della Chiesa, al mistero escatologico del Regno, le lotte ascetiche sono il principio, la ‘porta stretta’, che ci conduce al Santo dei Santi.

Non esiste nella tradizione una ‘ascesi per gli asceti’. L’ascetismo è sempre un cammino e si completa quando si realizza all’interno della Chiesa, quando ci conduce alla comunione con gli Immacolati Misteri, attraverso cui ci incorporiamo nel movimento della Chiesa verso le cose ultime”.

Ed ha ricordato alcuni esempi di santi, che hanno praticato l’osservanza del digiuno: “Ricordiamo l’esempio della venerabile Santa Maria Egiziaca nella Quinta domenica dei Digiuni, la quale dopo quaranta anni di dura ascesi e incessante preghiera, ha aspirato alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo dalle mani di san Zosima, per riconoscere che la Divina Comunione è la fonte della vita e farmaco di immortalità.

E il Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa (Creta 2016) che ha chiamato il digiuno ‘un grande sforzo spirituale’ e ‘la più importante espressione dell’ideale ascetico dell’Ortodossia’, mette l’accento che ‘il vero digiuno si riferisce all’insieme della vita in Cristo dei fedeli ed è coronata dalla loro partecipazione nel culto divino, soprattutto nel mistero della Divina Eucaristia’”.

Il digiuno aiuta a comprendere l’importanza dell’Eucarestia: “Non è pensabile una spiritualità Ortodossa senza partecipazione alla Divina Eucarestia, attraverso la quale noi fedeli diveniamo un solo corpo, comunione di persone, comunità di vita, partecipi della ‘comune salvezza’ in Cristo Salvatore che è il ‘bene comune’. Così il digiuno è assoggettamento e obbedienza alla regola della Chiesa, un’esperienza comunitaria”.

La Quaresima aiuta a scoprire la Chiesa come luogo di santità: “La Santa e Grande Quaresima è un invito a scoprire la Chiese quale luogo e modo di santificazione e di santità, come pregustazione e immagine della inondazione di luce di sorprendente bellezza, della pienezza di vita e della grazia compiuta del Regno escatologico.

Esperienzialmente e teologicamente è impossibile comprendere lo spirito della Santa e Grande Quaresima se non la comprendiamo come un cammino verso la Pasqua”.

Per questa ragione l’ascetismo cristiano è gioioso: “Durante tutto il periodo del digiuno è preservata una ‘percezione pasquale’ per la vita. L’ascetismo cupo è una brutta contraffazione della esperienza cristiana, oblio della grazia che è giunta e del Regno che viene, una vita ‘come se non fosse mai venuto il Cristo’, priva dell’attesa della ‘resurrezione dei morti’ e della ‘vita del mondo che verrà’”.

Il digiuno è preparazione alla vita cristiana, via al cambiamento: “E quando, più tardi, il carattere catechetico del periodo del suo digiuno è stato sostituito dall’ethos della conversione, si è preservato e resta come base esistenziale e atteggiamento della ‘matanoia’ come un ‘secondo Battesimo’, che ci porta di nuovo verso una pienezza eucaristica pasquale della vita ecclesiastica, alla casa del Padre, alla comunione dello Spirito Santo. E qui, ‘l’innalzamento della croce’ costituisce una via  verso la gioia indicibile della Resurrezione”.

E l’olio per i catecumeni è un dono eucaristico: “Questo olio benedetto ‘più che mistico’ di questa ‘Eucarestia del Myron’, trasmette attraverso il Sacramento della Cresima i molteplici doni e i multiformi carismi dello Spirito Santo sul ‘cittadino del cielo’ neo-illuminato, per rafforzarlo nel partecipare alla vita della Chiesa, con primizia la comunione agli Immacolati Misteri, e nella divina presenza e testimonianza del dono della grazia e della speranza che è in noi nel mondo”.