Dalla Grecia un invito a vivere la Quaresima

“Cammino con il Signore / cammino verso il Signore”: da questo versetto prende spunto la lettera per la Quaresima di p. Emmanuel Nin, esarca apostolico di Atene, che invita a riflettere sulla vita cristiana: “Nelle domeniche del Triodion le pagine del Vangelo sono diventate una grande catechesi che ci dovrebbe portare, o riportare, ad atteggiamenti determinanti della nostra vita cristiana a livello personale ed ecclesiale, e ci dovrebbero confrontare con quello che ci viene elargito da Dio stresso: la misericordia, il perdono”.

Perciò ha tracciato le ‘tematiche’ delle domeniche quaresimali: “ La prima domenica ci ha dato il vangelo del fariseo e del pubblicano; la seconda ci dà la parabola del Figlio Prodigo; la terza ci misura col nostro atteggiamento più cristiano, cioè l’incontro col Cristo povero, malato, prigioniero, attraverso la parabola del Giudizio Finale.

Infine, la quarta domenica ci indica il cammino del digiuno e della preghiera fatti nella verità, e ci introduce nella Grande Quaresima, che ci farà pervenire alla vera umiliazione ed esaltazione del Signore, quella della Pasqua. Le pagine del Vangelo che sono vita per noi”.

Per questa ragione il Vangelo è vivificante: “Il Vangelo che nelle tradizioni dell’Oriente cristiano viene chiamato non soltanto ‘vivente’ cioè che è vivo nella vita delle Chiese cristiane, che viene annunciato da loro, ma lo si chiama anche ‘vivificante’, cioè che dà la vita a tutti noi che lo ascoltiamo, che lo leggiamo, che lo accogliamo facendone carne della nostra carne, vita nella nostra vita”.

Nella lettera l’esarca apostolico ha sottolineato il valore della Bibbia nella vita quotidiana: “Il contatto con la Sacra Scrittura nella vita di ogni cristiano è qualcosa che deve, o dovrebbe, far parte del nostro essere cristiani, una parte importante del curare la nostra vita in Cristo. La stessa Quaresima ci aiuta a questo contatto attraverso le lectio continue dei libri della Genesi e dei Proverbi al vespro di quasi tutta la Quaresima, e di Isaia all’ora sesta”.

E’ un invito ad una lettura quotidiana della Sacra Scrittura: “Un contatto, una lettura quotidiana della Sacra Scrittura, dovrebbe far parte della nostra vita; comunque, questo non è sempre facile, sia per la nostra debolezza, sia per il fatto che ci sono dei testi non sempre facili e delle volte dei testi, almeno apparentemente, forse anche noiosi, difficili. Ma anche di questi testi i Padri e le tradizioni delle Chiese cristiane ne traggono insegnamento ed anche nutrimento”.

La Quaresima significa intraprendere un cammino con Dio: “Camminare con Dio vorrà dire soprattutto (e specialmente nel periodo quaresimale che stiamo iniziando), un vivere nella propria vita la chiamata alla conversione, alla ‘metanoia’, nel senso più letterale e forte del termine ‘metanoia’, cioè il cambiare, rinnovare, rifare il nostro pensiero, il nostro agire, il nostro essere”.

La conversione è dono: “Per noi cristiani la conversione alla quale siamo ogni giorno chiamati dal Signore è in primo luogo un dono, qualcosa che ci viene dato da Lui. Nessuno e penso che tutti ne abbiamo fatto e ne facciamo esperienza- non può tornare a Dio con le proprie forze: ‘Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre che mi ha mandato…’ (Gv 6,44). Dio, però, non ci attira se non nella misura in cui ognuno di noi cerchiamo, desideriamo di trovarlo. I Padri dicevano che Dio può tutto, eccetto forzare l’uomo ad amarlo”.

Conversione significa ‘ricominciare ogni giorno’: “A causa del peccato, l’uomo si vede allontanato dalla santità di Dio, dalla luce di Dio; abita nelle tenebre della disperazione; ma è proprio quest’uomo peccatore (ognuno di noi) che Cristo invita a tavola (o per sottolineare ancora di più il dono della conversione, come nel caso di Zaccheo) a casa di cui il Signore si invita se stesso a tavola. E’ importante di vedere nel vangelo di Zaccheo come è il Signore stesso che si invita a pranzo, che fa dono di se stesso”.

E la Quaresima è scandita dalla Liturgia: “Nei giorni feriali in settimana non celebriamo la Divina Liturgia fino al sabato e alla domenica -anticipo e dono allo stesso tempo della comunione col Risorto nella Santa Pasqua. Il mercoledì ed il venerdì celebriamo la Liturgia dei Doni Presantificati a sottolineare che la forza per il nostro cammino quaresimale ci viene dal Signore stesso nel suo Corpo e nel suo Sangue santificati, consacrati il giorno di domenica, che è la Pasqua della settimana, anche nel periodo quaresimale”.

La conversione ha bisogno anche di un atteggiamento esterno come simbolo di un atteggiamento interiore di cambiamento: “Mi sembra importante di sottolinearlo questo legame, che non possiamo mai spezzare, tra l’uomo interiore e l’uomo esteriore, quello che viviamo e facciamo all’esterno con quello che viviamo e facciamo nel profondo del nostro cuore”.

In conclusione la lettera si sofferma sulla guerra in Ucraina: “Iniziamo quest’anno la nostra Quaresima nel dolore per la terribile ed ingiustificabile aggressione bellica contro l’Ucraina, contro la sua sovranità. Una aggressione bellica, una guerra vera e propria che non è soltanto una questione sociopolitica, strategica, ma che è, ben entrato il XXI secolo, una aggressione contro l’umanità stessa, contro il cuore dell’uomo chiamato dal Signore ad essere sempre ‘operatore di pace’.

Nel nostro Esarcato in Grecia, una buona parte dei nostri fedeli sono ucraini, oriundi o nati già in Grecia. Con loro ed accanto a loro preghiamo per la pace, in Ucraina e in tutti i luoghi del nostro mondo dove l’umanità, il cuore dell’uomo si vede ferito dalle armi, dall’odio, dal sopruso”.

E la preghiera diventa universale: “Preghiamo per i defunti in questa guerra, per i feriti ed i sofferenti, i prigionieri. E perché siamo cristiani e crediamo e viviamo il Vangelo di Cristo, preghiamo anche per coloro che fanno la guerra, che la istigano, affinché il Signore tocchi il loro cuore di pietra e ne faccia, lo converta in un cuore di carne capace di amare, di diventare operatore di pace. Auguro a tutti una Quaresima piena dei frutti dello Spirito, vissuta nella gioiosa attesa della Santa Pasqua”.

(Foto: Chiesa greca)

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