Papa Francesco invita a seguire Gesù nel cammino dell’unità

Papa Francesco ha presieduto la celebrazione dei Secondi Vespri della solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a conclusione della 55^ Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani sul tema: ‘In Oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo’, nella basilica di san Paolo alla presenza del Metropolita Polykarpos, rappresentante del Patriarcato Ecumenico, Sua Grazia Ian Ernest, rappresentante personale dell’Arcivescovo di Canterbury a Roma.

Il papa ha sottolineato che nel cammino per l’unità dei cristiani l’aiuto arriva dai Magi, che si mettono in cammino guidati da una stella: “Si mettono in viaggio da oriente, da dove sorge la luce solare, ma vanno in cerca di una luce più grande. Questi sapienti non si accontentano delle loro conoscenze e delle loro tradizioni, ma desiderano di più. Perciò affrontano un viaggio rischioso, animati dall’inquietudine della ricerca di Dio”.

E’ un invito esplicito a seguire ‘la stella di Gesù’: “Non lasciamoci distogliere dai bagliori del mondo, stelle luccicanti ma stelle cadenti. Non seguiamo le mode del momento, meteore che si spengono; non inseguiamo la tentazione di brillare di luce propria, di chiuderci cioè nel nostro gruppo e di autoconservarci.

Il nostro sguardo sia fisso su Cristo, in Cielo, sulla stella di Gesù. Seguiamo Lui, il suo Vangelo, il suo invito all’unità, senza preoccuparci di quanto lungo e faticoso sarà il viaggio per raggiungerla pienamente”.

E la Chiesa in questo cammino è il ‘mysterium lunae’: “Desideriamo e camminiamo insieme, sostenendoci a vicenda, come hanno fatto i Magi. La tradizione li ha spesso raffigurati con abiti variegati, a rappresentare popolazioni differenti.

In loro possiamo vedere riflesse le nostre diversità, le varie tradizioni ed esperienze cristiane, ma anche la nostra unità, che nasce dallo stesso desiderio: guardare il Cielo e camminare insieme sulla terra. Camminare”.

Ricordando che questa settimana per l’unità è stata preparata dai cristiani del Medio Oriente anche i Magi hanno sperimentato menzogne e resistenze: “Nella città santa i Magi, anziché veder riflessa la luce della stella, sperimentano la resistenza delle forze oscure del mondo. Non c’è solo Erode che si sente minacciato dalla novità di una regalità diversa da quella corrotta dal potere mondano, c’è tutta Gerusalemme che si turba all’annuncio dei Magi”.

Ma i Magi non si scoraggiano ed è un incoraggiamento: “Non temiamo di anteporre il fratello alle nostre paure! Il Signore desidera che ci fidiamo gli uni degli altri e che camminiamo insieme, nonostante le nostre debolezze e i nostri peccati, nonostante gli sbagli del passato e le ferite reciproche.

La vicenda dei Magi ci incoraggia anche in questo. A Gerusalemme, luogo di delusione e di opposizione, proprio lì dove la via indicata dal Cielo sembra infrangersi contro i muri eretti dall’uomo, essi scoprono la via per Betlemme. Sono i sacerdoti e gli scribi a fornire l’indicazione, scrutando le Scritture.

I Magi trovano Gesù non solo grazie alla stella, nel frattempo scomparsa; hanno bisogno della Parola di Dio. Anche noi cristiani non possiamo arrivare al Signore senza la sua Parola viva ed efficace. Essa è stata data all’intero Popolo di Dio, perché sia accolta, pregata, perché sia meditata insieme a tutto il Popolo di Dio”.

I doni dei Magi sono accolti da Gesù perché sono graditi: “I doni dei Magi simboleggiano quello che il Signore desidera ricevere da noi. A Dio va dato l’oro, l’elemento più prezioso, perché Dio è al primo posto. E’ a Lui che occorre guardare, non a noi; alla sua volontà, non alla nostra; alle sue vie, non alle nostre.

Se il Signore è davvero al primo posto, le nostre scelte, anche ecclesiastiche, non possono più basarsi sulle politiche del mondo, ma sui desideri di Dio. E poi c’è l’incenso, a richiamare l’importanza della preghiera,che sale a Dio come profumo gradito”.

E’ un invito a trovare la strada giusta, come ha fatto san Paolo: “Sì, come Saulo prima dell’incontro con Cristo, abbiamo bisogno di cambiare strada, di invertire la rotta delle nostre abitudini e delle nostre convenienze per trovare la via che il Signore ci mostra, la via dell’umiltà, la via della fraternità, dell’adorazione.

Donaci, Signore, il coraggio di cambiare strada, di convertirci, di seguire la tua volontà e non le nostre opportunità; di andare avanti insieme, verso di Te, che con il tuo Spirito vuoi fare di noi una sola cosa”.

(Foto: Santa Sede)