La rivoluzione scismatica e eretica tedesca all’assalto delle mura leonine e dei muri maestri della Chiesa. Siamo tornati ai tempi dell’eresiarca Lutero

A due giorni dall’uscita del rapporto sugli abusi sessuali del clero in Baviera, l’outing di 125 dipendenti LGBTQ – tra preti e funzionari – della Chiesa Cattolica Romana in Germania che chiedono le quote gay. Minacciano lo scisma se Papa Francesco non benedirà i “matrimoni” tra gli omosessuali.

Ieri si sono mobilitati diffondendo un solenne manifesto 125 dipendenti LGBTQ della Chiesa cattolica tedesca. Chiedono rispetto per sé stessi, e fin qui chi può dar loro torto?, ma non è questo il centro delle richieste. Essi esigono di eliminare le “dichiarazioni obsolete della dottrina della chiesa” quando si tratta di sessualità e genere. Insomma quel che immaginate. Matrimoni gay, anche tra sacerdoti, ammissione al sacerdozio dei queer (come si definisce chi non vuole rinchiudersi in una definizione di maschio e femmina). È la rivoluzione tedesca che bussa a Roma. Non sono solo i 125 LGBTQ (A proposito: li abbiamo chiamati a ragion veduta dipendenti, perché sono salariati a vario titolo dalle diocesi come preti od organisti, segretari o funzionari. La Chiesa tedesca è fallimentare quanto a vocazioni, ma il convento è ricco di prebende). Ad essi si aggiunge massicciamente l’adesione dell’opinione pubblica, l’accompagnamento della stampa, l’accesso dei capi e delle proteste alle trasmissioni tivù di prima serata.

Avevamo ragione a prevederlo. Non c’è stato bisogno della scienza infusa. Era evidente. Si attacca Ratzinger per forzare la mano a Bergoglio [Il missile a Ratzinger è anche un’avvertimento a Bergoglio (che non difenda più i muri maestri, altrimenti sistemano anche lui). L’obiettivo finale: la Chiesa – 24 gennaio 2022] . Una tecnica da manuale di guerriglia ecclesiastica, per demolire con un colpo di mano supportato dai media la gloriosa cattedrale del cristianesimo, sola speranza davanti al nichilismo e alla solitudine imperante. Ma certo: vergognosa sporcizia è stata seminata da preti immondi lungo le sue navate: ma non può diventare pretesto per capovolgere le verità del Vangelo.

L’opera di demolizione

Ripetiamo i passaggi di questo assalto, per poi individuarne di nuovi.

1) Si nomina una commissione indipendente che raccoglie documenti di orribili crimini, ma indica nel protettore occulto delle nefandezze proprio Benedetto XVI, emerito, ma vivente testimonianza dell’incantevole bellezza della tradizione cristiana attualizzata da giovani comunità sia pure minoritarie ma creative.

2) Lesionata la colonna portante della credibilità di una Chiesa fedele a se stessa si pretende di aver abbattuto, come facevano gli Unni, la fortezza che impediva la presa di Roma.

3) L’aggressione a Benedetto era evidentemente un monito a Francesco. Come a fargli sapere: ti abbiamo eliminato l’ostacolo silenzioso ma duro come la pietra che con la sua sola presenza silenziosa bloccava la rivoluzione dottrinale. Finalmente con la lapidazione di Ratzinger “il cataclisma” è il benvenuto, che “crollino le pareti, anche i muri maestri della Chiesa”, come ha sintetizzato il pensiero dei “novatori” germanici Gad Lerner. Ora Francesco non ha più alibi, sia quel Papa prefigurato da quella che il Cardinal Danneels chiamò “la mafia di San Gallo”, quel novero cioè di cardinali che progettarono un papato rivoluzionario con sacerdozio femminile, fine del celibato ecclesiastico, matrimoni gay, eccetera. Bergoglio non è questo tipo di Papa.

4) Specialmente negli ultimi mesi ha contraddetto le aspettative. Sul tema specifico LGBTQ la Santa Sede ha stabilito l’anno scorso che i preti non possono benedire le unioni tra persone dello stesso sesso e che tali benedizioni non sono valide. A scrivere questo giudizio sottoponendolo al Papa era stata la Congregazione per la Dottrina della Fede, non un funzionarietto. Questa sentenza ha suscitato una notevole resistenza specie in Germania e persino tra i vescovi più autorevoli. Almeno due esponenti delle alte gerarchie in Germania, tra cui il Cardinale Reinhard Marx di Monaco, ritenuto uno dei principali consiglieri del Papa, hanno avallato invece una sorta di benedizione “pastorale” per le unioni dello stesso sesso. Non matrimonio ma quasi. Spinti da questo atteggiamento benevolo in Germania e negli Stati Uniti, le parrocchie e i sacerdoti hanno così iniziato a benedire le unioni dello stesso sesso al posto del matrimonio, con crescenti richieste ai vescovi di istituzionalizzare il matrimonio gay. La risposta della Dottrina delle Fede a domande formali se questo fosse consentito o meno, è stato un ”no” secco. E Papa Francesco? Ha approvato la risposta, aggiungendo che non voleva essere “una forma di ingiusta discriminazione, ma piuttosto un richiamo alla verità del rito liturgico” del sacramento del matrimonio.

La caccia alla volpe

5) Ed ecco ora la pressione indecente dei media progressisti religiosi o no, purché politicamente corretti, così che Bergoglio faccia della Santa Chiesa cattolica apostolica romana una colonia tedesca. Ammettiamolo. Sono prevedibili perché la fantasia non è la dote che brilla a Berlino e Colonia, Ma gli orologi a cucù fabbricati da secoli nella Foresta nera sono infallibili e il meccanismo ha funzionato con precisione imbottigliando nel suo conformismo la stampa italiana e quella del mondo intero. Insomma, l’attacco a Papa Ratzinger, accusato di complicità in abusi sessuali contro minori, ha funzionato come il corno che squillando apre l’inizio della caccia alla volpe. E la volpe è la Chiesa e la sua dottrina, come è stata tramandata, rinnovandosi sempre, ma mai rinunciando alla sua essenza, nei secoli.

P.S. Si sta facendo parecchio rumore su una presunta “ammissione” del Papa emerito rispetto alla sua presunta tolleranza verso i preti abusatori di fanciulli [QUI]. Ha riconosciuto un errore che “egli desidera chiarire”, ha spiegato il Segretario particolare, l’Arcivescovo Georg Gänswein. Il Cardinale Ratzinger ha partecipato effettivamente alla riunione dell’Ordinariato del 15 gennaio 1980, che in precedenza aveva smentito. “Ci tiene a sottolineare che questo non è stato fatto in malafede, ma è stato il risultato di una svista. È molto dispiaciuto per questo errore e chiede di essere scusato”. Ehi, ma non è la confessione di un delitto: in quella riunione non si è avallato l’inserimento in parrocchia di un sacerdote turpe. Bensì si discusse se “fornirgli un alloggio durante il suo trattamento terapeutico a Monaco”. Tutto questo dimostra la volontà del Papa di non lasciare ombre. Confrontandosi con prove e non con dicerie.

Questo articolo è stato pubblicato oggi su Libero Quotidiano.

Foto di copertina: il rapporto sulla pedofilia commissionato dall’Arcidiocesi di München und Freising viene usato contro la Chiesa Cattolica (Foto LaPresse).