Papa Francesco agli edili: tutelare la persona

Incontrando gli aderenti all’associazione nazionale dei costruttori edili papa Francesco nel 75^ anniversario della sua fondazione ha sottolineato il difficile momento del settore, sottolineando le morti nell’edilizia attraverso la lettura di un capitolo del vangelo dell’apostolo Luca:

“Penso che anche per il vostro settore questo sia un periodo difficile. E in questi momenti è importante attingere alle motivazioni, alle scelte fondanti. Da parte mia, vorrei condividere con voi qualche insegnamento del Vangelo, che possa aiutarvi nel vostro lavoro. E’ una lettura cristiana dei valori a cui vi ispirate: concorrenza e trasparenza; responsabilità e sostenibilità; etica, legalità e sicurezza”.

Papa Francesco ha ricordato che Gesù ha utilizzato la metafora della costruzione, citando il capitolo 6 del Vangelo di Luca: “Il Vangelo testimonia che Gesù, nella sua predicazione, ha utilizzato anche la metafora della costruzione per trasmettere i suoi messaggi. E’ il caso, ad esempio, del capitolo 6 del Vangelo di Luca, dove, tra l’altro, Gesù smaschera il comportamento ipocrita e pigro di chi si limita solo a parlare senza fare.

Mostrando la sapienza dell’ingegnere edile, egli paragona i ciarlatani a coloro che costruiscono le case su un terreno sabbioso e senza fondamenta. Certo, Gesù non pensa a grandi palazzi, ma comunque fa notare che queste costruzioni sono fatte in riva al fiume, mentre il buon costruttore sa che alla prima esondazione una casa del genere è destinata ad essere spazzata via”.

Il papa ha sottolineato che la fede del cristiano si vede nelle opere: “Nella predicazione di Gesù, il credente è uno che non si limita ad apparire esteriormente cristiano, ma opera fattivamente da cristiano.

Ed è proprio questa ‘coerenza operativa’ che gli consente di edificare sé stesso non solo nei tempi normali della vita, ma di restare tale anche nei momenti difficili. Questo significa pure che la fede non ci mette al riparo dalle intemperie, però, accompagnata dalle buone opere, ci fortifica e ci rende capaci di resistervi”.

E’ un invito alla custodia dei valori: “La concorrenza da sola non basta. Nella logica utilitaristica del mercato può spingere alla contrapposizione fino all’eliminazione dell’altro. Illude che si possa vincere sull’altro o che la sconfitta dell’altro sia da mettere in conto nell’andamento dell’economia.

Quando ciò accade, si mette a repentaglio il tessuto sociale di fiducia che permette al mercato stesso di funzionare adeguatamente. La concorrenza deve essere stimolo a fare meglio e bene, non volontà di dominio e di esclusione”.

Nella concorrenza ci deve essere trasparenza: “Per questo è fondamentale la trasparenza dei processi decisionali e delle scelte economiche. Concorrenza e trasparenza, insieme. Consente di evitare una concorrenza sleale, che in campo economico e lavorativo spesso significa perdita di posti di lavoro, sostegno al lavoro nero o al lavoro sottopagato. Si finisce così per favorire forme di corruzione che si alimentano nel torbido dell’illegalità e dell’ingiustizia. E questa non è una strada giusta: è una strada che ammala, non va bene”.

Ed  ha sollecitato gli edili a garantire sicurezza ai lavoratori per evitare le morti: “Lo scorso anno i morti sul lavoro sono stati tanti, troppi. Non sono numeri, sono persone. Anche i cantieri edili hanno conosciuto tragedie che non possiamo ignorare. Purtroppo, se si guarda alla sicurezza dei luoghi di lavoro come a un costo, si parte da un presupposto sbagliato. La vera ricchezza sono le persone…

La vera ricchezza sono le persone: senza di esse non c’è comunità di lavoro, non c’è impresa, non c’è economia. La sicurezza dei luoghi di lavoro significa custodia delle risorse umane, che hanno valore inestimabile agli occhi di Dio e anche agli occhi del vero imprenditore.

Per questo, la legalità va vista come tutela del patrimonio più alto che sono le persone. Lavorare in sicurezza permette a tutti di esprimere il meglio di sé guadagnando il pane quotidiano. Più curiamo la dignità del lavoro e più siamo certi che aumenterà la qualità e la bellezza delle opere realizzate”.

Ed infine la responsabilità si coniuga con sostenibilità: “Mai come in questo tempo sentiamo parlare di sostenibilità: chiama in causa la capacità di rigenerazione di ogni ecosistema. Nel settore edilizio è fondamentale l’utilizzo di materiali che offrano sicurezza alle persone.

Nello stesso tempo, bisogna evitare di sfruttare l’ambiente cooperando a rendere invivibili alcuni territori particolarmente sfruttati. Ogni impresa può offrire il proprio contributo responsabile perché il lavoro sia sostenibile”.

(Foto: Santa Sede)