Pensieri “sparsi” per i “mala tempora currunt” – 2

Oggi vi presento – in questa rubrica La Mente-Informa, gestita da Valentina Villano – per la seconda volta [QUI la prima volta], una selezione di alcuni pensieri “sparsi”, ma uniti tra loro da un filo a prima vista invisibile (ma “niente è più visibile di ciò che è nascosto”, disse Confucio), che lei mi ha donato – e che talvolta sono stati spunti per un mio articolo – nel tempo del secondo anno da pandemia e che ho condiviso sul mio diario Facebook.

«Non sognate la felicità, ma datevi da fare per raggiungerla», si dirà.
Nei suoi American notebooks del 1851, Nathaniel Hawthorne scrisse che «la felicità, in questo mondo, arriva incidentalmente. Se ne facciamo l’oggetto di una ricerca, ci conduce a una ricerca senza speranza, e non è mai raggiunta». Si tratta fondamentalmente di una riformulazione del «paradosso della felicità» dei filosofi stoici: per ottenere la felicità, dobbiamo cercare di non raggiungerla.
«La verità è che la felicità richiede sforzi, non solo un desiderio. Concentrarci sulla nostra insoddisfazione e augurarci che le cose siano diverse nella vita è una ricetta per l’infelicità, se non si prendono delle iniziative per intraprendere un cammino migliore. Ma se facciamo uno sforzo per capire la felicità umana, tracciamo un piano per applicare alla nostra vita quel che s’impara, lo realizziamo e condividiamo quanto abbiamo appreso con gli altri, la felicità quasi sicuramente arriverà di conseguenza» (Arthur C. Brooks).

Come si vedrà di seguito, anche se Valentina è stata meno presente in questo spazio, il tempo passato non è stato infruttuoso. Sono pensieri che lei ha maturato in questi tempi – mala tempora currunt sed peiora parantur – in cui è manifesta l’impreparazione mentale ed emotiva dell’essere umano nell’affrontare nella Vita personale le conseguenze devastanti di una pandemia. Impreparato a procedere come un essere pensante e non come un animale istintivo. Purtroppo, mentre gli animali non conoscono cattiveria e non sono capaci ad azioni diaboliche, gli umani invece sì, con cuore e menti spenti.

Se si legge bene i pensieri e se si riflette a fondo – i pensieri che mi dona Valentina lo richiedono sempre, non solo lettura ma riflessione, per capirne il senso – non è un invito al salto nel baratro o lanciarsi in un moto perpetuo, ma provocano a capire che ad ognuno è richiesto un impegno nella propria vita. Quindi, non un impegno in modo generale (“sociale”), ma di ognuno per quanto gli riguarda personalmente. Non sono stati scritti da lei e condivisi da me per raccogliere consensi, like, commenti, condivisioni come fanno gli “influencer”, ma offerti sulla strada della metacognizione (lo sforzo che ognuno è invitato a fare per arrivarci). Insomma, valgono come una medicina per contrastare la patologia dell’analfabetismo funzionale.

Auguro al lettore un salutare tuffo nel “Valentina pensiero”… e buona riflessione, soprattutto. Con l’auspicio che l’introspezione stimola il lettore a prendere la sua vita nelle proprie mani, auto-educandosi. Non perché, ma nonostante i brutti tempi che corrono, per poter affrontare come una quercia dei tempi peggiori che se ne preparano e non venir sradicato come un pino nella tempesta.

Perché siamo tutti vulnerabili, anche le querce lo sono. Il termine vulnerabilità deriva dal latino vulnerare. Esprime l’idea della possibilità di essere feriti e rimanda, figurativamente, al senso di precarietà della condizione umana, segnata dalla realtà del limite, della debolezza, della dipendenza e del bisogno di protezione. I “giganti” non fanno eccezione, ma hanno sviluppati radici profondi, a differenza dei pini. Sii una quercia, non un pino. E da quercia tenete presente un antichissimo proverbio dice: Qui ventum seminabunt et turbinem metent (Cfr. Osea 8,7)…

Vik van Brantegem
18 gennaio 2021

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Vademecum Sindrome Narcisistica della personalità. Il narcisista è una tipologia di persona che risponde ad alcune caratteristiche precise; è guidato da due principi: attaccamento e rabbia. La rabbia narcisistica si esprime sempre sviluppando invidia nefasta, che non è espressione di competizione. Piuttosto è bisogno di distruggere l’altro, avvertito evidentemente come una minaccia. Il narcisista va allontanato con effetto immediato e ignorato, proprio per evitare di nutrirlo. Il narcisista non riconosce alcun tipo di emozione, non è in grado di percepirle, di conseguenza è opportuno ignorarlo. Il narcisista sedimenta la sua rabbia in insormontabili rancori, vive esclusivamente per vedere gli altri annientati psicologicamente, per cui riconoscerlo è fondamentale, essendo una personalità altamente pericolosa.

A seguito di un programma andato in onda in queste sere, programma che un tempo si chiamava Festival della Canzone Italiana, sottolineo un tempo. Vi pongo una domanda, da persona curiosa quale sono io. Quanti di voi hanno raggiunto la nausea per ciò che il sistema ci propone e dispone?

Siamo infelici o non sappiamo ricercare la felicità? Sappiamo dalla Psicologia che si può imparare ad essere felici, ma come si fa? Premesso che la felicità non è una dimensione persistente, ovvero ci sono attimi di felicità e poi lunghissimi attimi di ricerca della felicità, intesa come duro lavoro, impegno, fatica. Leo Longanesi scriveva: “E vissero infelici perché costava meno”. Ecco il sopravvento della comodità rispetto alla scomoda ricerca della felicità, che ha un costo carissimo. Vi chiedo, dunque, vogliamo vivere o sopravvivere? La mia risposta è sempre la stessa. Inno alla Vita.

Migrare è un diritto umano? Ma basta! Pietà. Non ne possiamo più di parole vuote e senza senso. Il vero diritto umano è quello di poter vivere nella propria Terra con tutti i crismi.

Dopo il Dalai Lama, il Presidente Mattarella, anche Valentina ha aderito al vaccino: “È un dovere verso noi stessi e nei confronti della collettività. Con coraggio facciamo un atto d’amore”.

Questa immagine la dedichiamo ad ognuno dei nostri lettori o – come nella lingua digitale si usa chiamare – followers. Al proposito, per quanto ci riguarda, è un termine che non ci piace affatto. Nessuno è seguace di nessun altro. Piuttosto quello che si sta creando tra noi è un’amicizia espansa. Nulla di immaginario, siamo in uno stato di connessione di intenti, di obiettivi, di valori e questo, ancor di più oggi, fa solo bene al cuore

Passione, Morte, Risurrezione. Questi sono giorni atti a ridestare in noi il vivo desiderio di dire sì a Cristo e seguirlo con generosità. Poiché siamo consapevoli che Lui ci ama, sempre e incondizionatamente. Apprestiamoci, dunque, con animo nudo a questi giorni. Tre Misteri da vivere ogni giorno. Imparando la bellezza del Perdono, che ci consente l’alleanza fondamentale con noi stessi e con l’intero Universo. Imparando il lasciare andare come atto liberatorio. Poiché la nostra vita ed il nostro futuro è nelle sole mani del Signore. Questo ci permetterà di morire e rinascere. Così da consentirci di avverare nella nostra vita la Vera Pasqua.

Quello che si semina, si raccoglie. Vecchio proverbio, ma sempre attuale. Soprattutto nei rapporti umani vale questo teorema “pitagorico”. La tracotanza, la superbia, la spocchia, tipica di gente arida e senza cuore, prima o poi viene puntualmente punita. È questione di legge karmica, né più né meno. Per cui, non agitatevi se, malauguratamente, nella vostra esistenza inciampate in uno di questi ultimi elementi della catena alimentare. Sarà la Vita a fare giustizia presentando il conto, sempre amaro e salato. E così sia!

Smettetela di spacciarvi per buoni e bravi sui social, perché nella vita reale c’è gente che vi conosce molto bene. Ogni riferimento a fatti e persone è debitamente voluto!

Se non avessi dei vincoli importanti come mio figlio, il mio compagno, la mia famiglia, avrei già preso tutti i miei averi per lasciare questo Paese sempre più alla deriva. Poiché solo un Paese incivile come il nostro, ha una classe politica così imbarazzante e approssimata. Solo un Paese incivile da credito a personaggi miseri usati come fabbrica di danaro e pertanto disposti a blaterare l’impossibile. Ci avete sgretolato le sferiche decorazioni natalizie… Anzi, diciamola come è giusto dirla… Ci avete rotto le palle!

Il Segretario di Stato di Sua Santità, il Cardinale Pietro Parolin ieri [25 giugno 2021] ha dichiarato che il Papa era informato della Nota verbale della Santa Sede riguardante il Ddl Zan. Sua Eminenza testualmente dice: “Il principio è che di tutto quello che si fa, si informano sempre i superiori”. In verità, il principio dovrebbe essere l’inverso, cioè, è il Papa che dovrebbe informare i suoi collaboratori e consiglieri sottoposti a cosa debbono fare e non loro a lui. Ma ormai ciò conferma, che la Santa Sede da qualche tempo procede in senso contrario di marcia. Ad ogni modo, dopo questa affermazione dell’Eminentissimo Signor Cardinal Segretario di Stato, ho finalmente compreso il motivo di questo pontificato: “Dio mette alla prova l’Uomo e la sua forza di Fede” e “Dio interviene sempre in soccorso di chi lo invoca con Fede”. Non facciamoci rubare la Fede, è l’unico “strumento” che ci resta.

Ripetiamo insieme. La nota verbale sul disegno di legge contro l’omotransfobia consegnata dalla Santa Sede allo Stato italiano, non rappresenta alcuna ingerenza né alcun predominio. La nota diplomatica del Segretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato di Sua Santità, l’Arcivescovo Gallagher, altro non è che una richiesta di diversa modulazione del disegno di legge e non una sua bocciatura. Non viene contestata la legittimità di tutela di determinate categorie di persone, ma si segnala il rischio di “ferire” libertà sancite dal Concordato tra la Santa Sede e l’Italia. Le discriminazioni di ogni genere sono violazioni della dignità umana e nell’ordinamento giuridico Italiano sono già presenti normative, che contrastano tali comportamenti a norma di legge.

Non sarà certo un abbonamento annuale a Riza, che permetterà ad alcuni di ergersi a Psicologi. Una laurea quinquennale, un esame di stato per l’abilitazione alla professione, una scuola di specializzazione, master, corsi di perfezionamento, esperienza sul campo e la fortuna e l’onore di aver camminato accanto a giganti della materia, ecco questo abilita alla professione. E per giungere a tutto ciò, ci vogliono anni, sacrifici e massimo impegno.

Appello a chi ancora non si decide a vaccinarsi: non abbiate timore. Consideratelo come atto di amore nei propri confronti e nei confronti degli altri. Le campagne vaccinali non devono essere percepite come violazione della libertà. Non dimentichiamoci che la nostra libertà finisce dove inizia quella dell’altro. Quindi, con determinazione vaccini-amo-ci ❤.

Perché in tutte le sciagure c’è chi perde e c’è chi vince, arricchendosi in maniera inverosimile.

L’essere umano ha scoperto le cose più incredibili, ha inventato cose strepitose, ha raggiunto la Luna e chissà a quali altre novità siamo prossimi. Eppure, ancora oggi, ha immensamente paura di fare i conti con le proprie emozioni, una dimensione che rifugia con tutte le sue forze, perché essa rende vulnerabili e non si può controllare. E questo ancora spaventa da morire.

Ditemi che non sono rimasta l’unica senza l’Albero di Natale a novembre… 🤦‍♀️ Pure questa tradizione è diventata un’ansia. Ma è possibile che il vortice, la frenesia immotivata è più forte di un cervello pensante volto al buonsenso!
[Non c’è una data “ufficiale e prescritta” per fare l’Albero di Natale, ma la nostra tradizione cattolica vuole che l’albero sia fatto l’8 dicembre, insieme al Presepe, in occasione della ricorrenza della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, data che precede di nove mesi esatti la data della Festa della Nascita della Beata Vergine Maria, l’8 settembre.
Poi, chi si sente vicino alla tradizione pagana è libero di aspetta a fare l’albero il giorno del solstizio di inverno, il 21/22 dicembre.
Invece, in questa società edonistica e consumistica, più pagana delle società pagane antiche, i negozi iniziano con la frenesia degli addobbi per la stagione invernale (e l’americanata degli “Season Greetings” anticipati) – frenesia che con il ricordo della nascita di Gesù niente hanno a che vedere (anzi, ne è l’opposto e la negazione) – già nella prima metà di novembre, per culminare nella frenesia commerciale del Black Friday, un’altra americana, puramente consumistica. Quindi, nessuna meraviglia che con la forma dell’imitazione hanno fatto la loro comparsa già le luci sui balconi di alcuni appartamenti (V.v.B.)].

La Commissione Europea ci teneva a sottolineare di “evitare di considerare che chiunque sia cristiano”, perciò “non tutti celebrano le vacanze natalizie, bisogna essere sensibili al fatto che le persone abbiano differenti tradizioni religiose”. Cara Commissione Europea, forse dimentichi che c’è un’enorme differenza tra il rispetto di tutte le religioni e vergognarsi o cancellare le radici cristiane, che sono alla base dell’Europa e della nostra identità. E forse dimentichi, che Inclusione non vuol dire annientare se stesso, la propria cultura, il proprio credo, perché l’ospite è sacro e gradito ma resta pur sempre un ospite. Ci avete proprio rotto e quando finisce tutta questa iacovella è sempre troppo tardi!

12 dicembre 2021 – Letterina a Babbo Natale
Caro Babbo Natale,
forse non ti aspettavi la mia lettera, certo non sono più la bambina che tu ricordi bene e che ogni anno ti faceva trovare la letterina sotto l’albero illuminato. Da quella letterina sono passati tanti e tanti anni. Pur conoscendo bene la realtà, ancora oggi non mi arrendo all’idea che tu esisti davvero e che la tua magia possa giungere fin qui e abbracciare forte il me bambina. Eh sì, proprio così! Perché anche gli adulti hanno bisogno, oggi più che mai, di continuare a sognare, ed io, a questo privilegio non so rinunciare.
Vorrei che tu portassi Pace e Salute a tutti, soprattutto ai popoli sopraffatti dalle guerre. In quei luoghi dal cielo piovono bombe e non regali infiocchettati e colorati.
Vorrei che tu portassi Giudizio ai nostri governanti, affinché possano mettere in atto l’interesse del popolo, rispettando i principi inviolabili della nostra Costituzione.
Vorrei che tu portassi Serenità alle persone a me più care, la Serenità è davvero un bene primario prezioso.
Caro Babbo Natale,
ricordati di portarci un po’ di Tempo, tutto quello che abbiamo perduto. Il Tempo è qualcosa di troppo prezioso, ma spesso lo dimentichiamo o lo diamo per scontato.
Per me stessa chiedo una sola cosa, vorrei poter incontrare per magia quelle persone a me care, che non ci sono più. Sai, mi basterebbe anche un minuto per abbracciarle e per chiedere loro se anche io sto dando il meglio di me stessa in questo percorso chiamato Vita.
Ogni tanto per sentire la tua magia mi siedo davanti alle luci che illuminano il mio albero di Natale e con gli occhi chiusi respiro i ricordi del mio tempo passato. Poi, senza fretta, apro gli occhi e mi compiaccio del mio presente tra i rumori e i silenzi di questi momenti, tra gli addobbi che colorano le nostre case, le letterine di Natale dei bambini, i doni luccicanti attorno all’albero, l’odore del miele e cannella sciolto sui dolci, una fiamma scoppiettante nel camino che intenerisce il cuore di chiunque, i canti di natale, i film in TV e chi abbiamo vicino o sentiamo vicino.
Ora ti saluto con tanto affetto, Amico mio. So che devi darti da fare e allora… vai… corri, non dimenticare nessuno bambino del mondo.
Buon Natale anche a te, caro Babbo Natale!


Valentina Villano
4 marzo – 12 dicembre 2021

Postscriptum

Un antichissimo proverbio dice: “Qui ventum seminabunt et turbinem metent”…

… significa: “Chi semina vento raccoglie tempesta”. Deriva da un verso della Bibbia: “E poiché hanno seminato vento|raccoglieranno tempesta” (Osea 8,7). Poi arriva il momento in cui tutti i nodi arrivano al pettine… E si rompe pure.

“Nun sputa’ ‘ncielo ca ‘nfaccia te torna”, dice un saggio proverbio napoletano, che esorta a non sputare in cielo perché quando la saliva ritorna giù è facile che possa pioverti addosso.

Chi sparge il seme dell’odio e della violenza rimarrà travolto dalla spirale da lui stesso innescata.
Chi sparge merda stia poi attento a dove mette i piedi.
Chi gestisce la fabbrica dei veleni stia poi attento da quale bicchiere bere.
Chi apre la cloaca stia poi attento a non inciampare e cascarci dentro.
Chi fa del male sarà ricambiato peggio.
Chi determina situazioni o eventi negativi spesso ne subisce le conseguenze che gli si ritorcono contro.
Chi invece vuole amore deve dare amore.

Talvolta da un piccolo gesto d’amore può nascere un’amicizia sincera. Siamo tutti santi, quando si parla dei peccati degli altri. Tutti giudicano, senza sapere, ne conoscere. La cattiveria e l’indifferenza generano solo reazioni scomposte.

La terza legge della dinamica, o principio di azione e reazione, stabilisce che ogni volta che a un corpo viene applicata una forza, esiste una reazione uguale e contraria.

Ovviamente, per capirlo serve accendere il cervello, purché funzioni. Questa rubrica sostiene che la mente è una cosa meravigliosa. Sia chiusa, sia aperta, purché non bucata. Tutti dovrebbero averne una. “Bisogna avere sempre una mente aperta, ma non così aperta che il cervello caschi per terra” (Piero Angela). Sarebbe come un paracadute. Funzione meglio quando è aperta, purché non troppo bucata, senno fa schiantare per terra il paracadutista.

Tutto è karma.

Vik van Brantegem
18 gennaio 2022

“Una mente aperta” di Eremita, al secolo Davide Brioschi.
Muri d’Autore, rassegna che anima il cuore del centro storico di Salerno, tra poesia e street art, il programma di rigenerazione urbana promosso dalla Fondazione Alfonso Gatto. “Più che su una idea, lavoro su una serie di frammenti di idee. In questo caso, passeggiavo per il centro storico di Salerno, dove si possono trovare molti riferimenti alla Scuola Medica, che è stata una tra le prime università d’Europa” (Davide Brioschi).