Le norme anti Covid 19 nella Chiesa

Con l’entrata in vigore degli ultimi decreti anti-Covid del Governo italiano, la CEI ha aggiornato le regole sanitarie per l’accesso in chiesa e nelle parrocchie italiane, non cambiando il protocollo sottoscritto da Cei e Governo il 7 maggio 2020 (poi aggiornato nel luglio 2021 dal presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi) ma vengono inserite alcune avvertenze e raccomandazioni per meglio adeguarsi alle misure nazionali:

“Purtroppo, la pandemia non accenna a finire e proprio in questi giorni il numero dei contagi continua a salire. Si tratta senza dubbio di una grande prova per tutti: malati e sofferenti, medici e operatori sanitari, anziani e minori, poveri, famiglie. E anche per i sacerdoti che, nonostante tutto, sono sempre prossimi al Popolo di Dio; per i catechisti, gli educatori e gli operatori pastorali, veri maestri e testimoni”.

Nella nota prodotta dalla Segreteria Generale i vescovi italiani ribadiscono che nelle celebrazioni liturgiche non è richiesto il Green Pass, ma è richiesto il rispetto di quanto è previsto nel protocollo: “Occorre rispettare accuratamente quanto previsto, in particolar modo: siano tenute scrupolosamente le distanze prescritte;

sia messo a disposizione il gel igienizzante; siano igienizzate tutte le superfici (panche, sedie, maniglie…) dopo ogni celebrazione. Circa le mascherine, il Protocollo non specifica la tipologia, se chirurgica o FFP2; certamente quest’ultima ha un elevato potere filtrante e viene raccomandata, come peraltro le autorità stanno ribadendo in questi giorni”.

Per il catechismo si prevedono le stesse disposizioni del tracciamento scolastico prevedono, magari con la ‘sorveglianza con testing’: “Le indicazioni del Ministero della Salute sconsigliano la partecipazione ad attività extrascolastiche durante tale periodo, tra il primo e il secondo tampone.

Pertanto, chi è sottoposto a ‘sorveglianza con testing’ non potrà partecipare al catechismo, pur risultando negativo al primo test, fino all’esito negativo del secondo test da effettuarsi cinque giorni dopo il primo.

Per gli operatori (catechisti, animatori ed educatori…) è vivamente raccomandato l’utilizzo della mascherina FFP2. Anche ai partecipanti alla catechesi tale tipologia di mascherina sia raccomandata.

Può essere opportuno che le parrocchie tengano alcune mascherine FFP2 di scorta da far utilizzare a chi ne fosse sprovvisto o l’abbia rotta, sporca o eccessivamente usurata.. Si consiglia l’utilizzo anche per tutte le attività organizzate da enti ecclesiastici”.

Inoltre a causa dell’aumento dei contagi da Covid-19 il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha disposto fino al prossimo 28 febbraio l’obbligo  dell’uso della mascherina FFP2 in tutti i luoghi chiusi. Permane l’obbligo di utilizzare all’aperto i dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie.

Per quanto riguarda il Green pass rafforzato è obbligatorio l’uso dal 20 dicembre scorso per tutto il personale che svolge, a qualsiasi titolo, attività sanitaria o ausiliaria a questa; per tutto il personale che svolge attività di sicurezza, soccorso pubblico e protezione civile; per tutto il personale che svolge funzioni di difesa;

per tutto il personale (compresi i collaboratori esterni e il personale delle ditte esterne) che, a qualsiasi titolo, svolge attività a diretto contatto con il pubblico, con visitatori e fruitori di servizi; dal 10 gennaio è stato esteso ai i visitatori dei Musei Vaticani, dei Giardini Vaticani, dei Giardini delle Ville Pontificie e del palazzo Apostolico di Castel Gandolfo; ai partecipanti a convegni, seminari e ad ogni evento a questi assimilabile.

La capienza massima è comunque ridotta al 35%; a tutti color o che fruiscono della ristorazione al chiuso. L’accesso al servizio Mensa e la consumazione dei pasti all’interno della struttura, seguendo le attuali modalità di prenotazione e i relativi turni, è consentita ai soli possessori del ‘Green Pass rafforzato’ o a coloro che abbiano la certificazione medica riconosciuta comprovante l’impossibilità di sottoporsi alla somministrazione del vaccino;

dal prossimo 31 gennaio è esteso a tutto il restante personale (compresi i collaboratori esterni, il personale delle ditte esterne, tirocinanti ecc.) che svolge attività lavorativa presso il Governatorato.

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