Papa Francesco: la sinodalità è fondamentale nella Chiesa

“Sono contento di accogliervi in occasione del vostro pellegrinaggio a Roma. Voglio anche salutare, tramite voi, tutti i membri delle équipes di Azione Cattolica in Francia, e vi chiedo di assicurare loro la mia preghiera e anche la mia vicinanza”: così ha detto papa Francesco, Incontrando una delegazione del Movimento dell’Azione Cattolica francese, proponendo tre parole su cui riflettere: vedere, giudicare, agire.

Ha ricordato la buona abitudine dell’associazione di incontrare il papa, ogni volta che gli aderenti giungono a Roma: “E’ un’antica abitudine dei vostri movimenti quella di venire a incontrare il papa… Vorrei riflettere con voi sulla nostra chiamata ad essere effettivamente apostoli al giorno d’oggi, a partire dall’intuizione che vi ha lasciato una delle grandi figure dell’Azione Cattolica, l’abbé Cardijn, cioè la ‘revisione di vita’.

Quando i discepoli camminano con Gesù sulla strada di Emmaus, essi cominciano ricordando gli avvenimenti che hanno vissuto; poi riconoscono la presenza di Dio in quegli avvenimenti; infine, agiscono ritornando a Gerusalemme per annunciare la risurrezione di Cristo. Vedere, giudicare, agire: voi conoscete bene queste tre parole!”

Per il papa la vista è ‘basilare’ per osservare gli avvenimenti della vita: “La pedagogia dell’Azione Cattolica comincia sempre con un momento di memoria, nel senso più forte del termine: una ‘anamnesi’, vale a dire il comprendere col senno di poi il senso di ciò che si è e di ciò che è stato vissuto, e di percepire come Dio era presente ad ogni istante.

La finezza e la delicatezza dell’azione del Signore nella nostra vita ci impedisce a volte di capirla sul momento, e ci vuole questa distanza per coglierne la coerenza”.

Il giudizio è momento importante del discernimento, che è necessario per mettersi in discussione, secondo l’affermazione dell’apostolo Paolo nella Lettera agli Ebrei:

“I vostri movimenti di Azione Cattolica hanno sviluppato, nella loro storia, vere pratiche sinodali, specialmente nella vita di gruppo, che costituisce la base della vostra esperienza. Anche la Chiesa nel suo insieme è avviata in un processo sinodale, e conto sul vostro contributo. Ricordiamoci, in proposito, che la sinodalità non è una semplice discussione”.

La sinodalità è sostanza per la vita ecclesiale: “Mai aggettivare la sostanzialità della vita. La sinodalità non è neppure la ricerca del consenso della maggioranza, questo lo fa un parlamento, come si fa in politica. Essa non è un piano, un programma da mettere in atto”.

La sinodalità è uno stile: “Essa è uno stile da assumere, in cui il protagonista principale è lo Spirito Santo, che si esprime anzitutto nella Parola di Dio, letta, meditata, condivisa insieme.

Prendiamo l’immagine concreta della croce: ha un braccio verticale e un braccio orizzontale. Il braccio orizzontale è la nostra vita, la nostra storia, la nostra umanità. Il braccio verticale è il Signore che viene a visitarci con la sua Parola e il suo Spirito, per dare senso a quello che viviamo”.

Perciò il papa ha chiesto di fissare lo sguardo sulla Croce: “Essere fissati alla croce di Gesù, come dice san Paolo, significa proprio accettare di mettere la mia vita sotto il suo sguardo, accettare questo incontro tra la mia povera umanità e la sua divinità trasformante.

Per favore, lasciate sempre un posto importante alla Parola di Dio nella vita dei vostri gruppi. E date ugualmente spazio alla preghiera, all’interiorità, all’adorazione”.

Infine ha invitato all’azione: “Il Vangelo ci insegna che l’azione, che è nel nome stesso del vostro movimento, dovrebbe sempre avere l’iniziativa di Dio… Il nostro ruolo consiste dunque nel sostenere e favorire l’azione di Dio nei cuori, adattandosi alla realtà che si evolve continuamente…

Oggi, specialmente in Europa, quanti frequentano i movimenti cristiani sono più scettici rispetto alle istituzioni, cercano relazioni meno impegnative e più effimere…

E’ vostra missione, come Azione Cattolica, raggiungerli così come sono, farli crescere nell’amore di Cristo e del prossimo, e condurli a un maggiore impegno concreto, affinché siano protagonisti della loro vita e della vita della Chiesa, perché il mondo possa cambiare”.

(Foto: Santa Sede)