Oltre le frontiere amore senza limiti. Suono di campane e silenzio. Buon compleanno GG61 caro Don Gigi

Il collega tedesco e carissimo amico Werner Kaltefleiter, corrispondente del ZDF, il più grande emittente della Germania, presentò tanti anni fa un’idea “rivoluzionaria”, un progetto per un’intervista a Papa Giovanni Paolo II, con un’impostazione particolare. Werner mi disse: dobbiamo dare al Papa l’occasione di farsi conoscere con le sue stesse parole, fare parlare lui (non l’intervistatore). Questo metodo ho seguito presentando nell’anno passato i viaggi di solidarietà e di speranza per la Fondazione Santin dell’amico Mons. Luigi (Don Gigi) Ginami, lasciando parlare lui.

«Aggiungiamo Vita ai giorni
e non giorni alla vita.
Chi vive nel passato è depresso,
chi vive nel futuro è ansioso
e chi vive nel presente è felice!»

Oggi lo festeggiamo in modo virtuale per il suo 61° compleanno. Lo facciamo innanzitutto con un’intervista realizzata ieri da Giovanni e Chiara, due dei sette giovani che curano i social della Fondazione Santina e Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus, di cui Don Gigi è presidente, anima e forza d’animo.

Fondazione Santina – Intervista esclusiva con il Presidente Don Gigi Ginami.

Poi, riportiamo la 97ª Newsletter della Fondazione Santina del 20 agosto 2021 – Suono di campane e silenzio – che ha scritto lui e concludiamo con tre video prodotti dall’Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus per la ricorrenza di oggi, 13 gennaio 2021:

  • Compleanno GG61 – Oltre le frontiere, amore senza limiti – 13 gennaio 2021 – La versione in italiano
  • Cumpleaños GG61 – Beyond borders, amar peligrosamente – 13 enero 2021 – La versión española
  • Birthday GG61 – Beyond borders, love without limits – 13 January 2021 – The English version

Suono di campane e silenzio

«In questo mese di agosto prendo per la seconda volta la penna per scrivere di persona questa Newsletter mensile che la nostra brava Franca ormai da molto tempo redige con cura. Il motivo è che molti di voi, rinnovando le iscrizioni associative, mi chiamano con curiosità per sapere come va il mio ritorno a Bergamo. Ed allora per rispondere a tutte queste bellissime telefonate decido di mettere per scritto quello che sto vivendo dal 18 giugno, giorno in cui ho lasciato il Vaticano ad oggi 20 agosto: sono circa due mesi!

Inizio con una confessione, qualcosa di molto bello e personale. Era il 29 aprile 2021, compleanno della mia amata sorella Carolina e vado da lei a pranzo. Mio nipote Paolo ama dipingere e mi accoglie con un regalo. “Zio voglio farti un regalo, ho dipinto per te un quadro che rappresenta un terrazzo al tramonto”. Il giovane va nella sua stanza e ritorna con un quadro dai colori caldi, il quadro mi piace molto per i colori caldi, anche se è un tramonto l’arancione il verde ed il rosso compongono nella tela un impianto pittorico che riscalda il cuore. Sto in silenzio alcuni istanti, ed il ragazzo attende il mio giudizio. Lo guardo negli occhi e dico a lui “Paolo, mi piacciono molto i colori, la sensazione che offre, è un bellissimo ed immeritato regalo, ti ringrazio di cuore! Ma ho una domanda per te. È vero tu hai titolato il quadro Terrazzo al tramonto, ma lo Zio Gigi è esigente, ti chiedo un favore: dimmi che augurio formuli regalandomi la tua opera? Che titolo dai al quadro per me e la mia vita?” Paolo rimane piacevolmente sorpreso della mia domanda e dopo averci pensato mi dice: “Zio, regalandoti questo quadro ti dico: Viva la vida!” Non chiedo a lui il perché di questa dedica la accolgo in silenzio e mi ripropongo di meditarla nel silenzio e davanti ai colori, in completa solitudine, quando i quadri parlano… E si perché i quadri parlano e a me parlano quando sono nel silenzio e nella solitudine, nel chiasso non riesco a sentire il loro messaggio!”. Né io né Paolo sapevamo cosa sarebbe successo il 3 maggio, pochi giorni dopo.

È proprio la notte dal 3 al 4 maggio che il quadro mi parla: nel silenzio, nella solitudine e con una vita radicalmente mutata a favore della mia diocesi, ma un cambiamento da… gestire nel profondo del cuore, un cambiamento improvviso e da motivare, da rielaborare. Sono stanco ho guidato 8 ore per giungere a Bergamo, una cena stralunata a casa di Silvana, chiudo la porta a chiave e nel cuore un tumulto!

Accendo la luce e appare lui, il mio quadro e lui mi sfida! Mi siedo in poltrona, me lo pongo davanti e ripeto: “Oggi non ho proprio voglia di gridare Viva la Vida, caro quadro mio, tu poi in verità sei un tramonto e la mia vita in Vaticano è tramontata e nel buio sono disorientato… e il quadro mi parla: “Smettila di piangere il sole perché le lacrime ti impediscono di vedere le stelle in questa notte! Scusa Gigi ma tu hai delle stelle meravigliose davanti a te, si chiude una porta, ma si apre un portone, scusa ma non sei malato, non sei in prigione, guarda le stelle! La notte ti aiuta a vedere le stelle. Tranquillo ti aiuto io a trovare il nome… il tuo sacerdozio? La tua Diocesi di Bergamo? Fondazione Santina? Associazione Amici di Santina?”.

Hai ragione quadro, è per me difficile vedere nel tramonto che mi proponi le luci dell’alba, ma è vero sono davanti ad una grande opportunità. E l’opportunità spesso si maschera da problema… Guardo il mio quadro e mi viene in mente la frase di Paolo: Viva la Vida! I quadri parlano nel silenzio e nella solitudine e in quella notte sono davvero solo e in un profondo silenzio.

Guardo l’orologio, sono le due della mattina, ma il mio quadro non ha sonno e continua a parlare. “Ti piacciono i miei colori?”. “Si caro quadro!”. “Prova ad abbinare questi colori alla frase Viva la Vida”. Non capisco dove voglia andare a finire, mi sto per arrabbiare, ma poi prendo il colore verde e mi viene in mente la scorza delle angurie, poi il rosso e l’arancione mi fanno pensare alla polpa dei cocomeri…

E la frase di mio nipote? Viva la vida! Ci sono, urlo al mio quadro: “Bravo quadro: Frida Kahlo!”. Il quadro di Paolo mi sorride e mi sussurra con una voce che mi giunge al cuore: “Si, si: proprio lei la pittrice messicana, bravo Gigi, sei stanco ma ragioni ancora, ma ora devi far ragionare il cuore!”.
Non ascolto il quadro mi butto sul tablet e cerco con Google il famosissimo capolavoro della pittrice e allora succede una cosa nuova, mentre appare sull’IPad il quadro, il capolavoro di Frida prende la parola. Che notte strana, da pazzi, parlare con due quadri!

Beh, il quadro “se la tira un po’”, sa di essere una celebrità, ma a me della sua celebrità non me ne frega niente; è di Frida che mi interessa. Il quadro, comprensibilmente parla con voce femminile e mi dice: “Ciao Gigi, mi chiamo Viva la Vida! Ma questa notte preferisco che mi chiami di Vida, ok? Non contraddire mai un quadro famoso, prima regola per parlare con i quadri! Vedi sono stata realizzata otto giorni prima della morte di Frida, il 13 luglio del 1954. Lei devi sapere che aveva 47 anni ed abitava a Città del Messico. Io sono il suo ultimo saluto gioioso, di una persona che nella vita ha conosciuto molto presto la malattia e la sofferenza fisica. Ha appena sei anni quando si ammala di poliomielite, guarisce, ma la gamba destra resterà meno sviluppata e rimarrà claudicante. A 18 anni un terribile incidente tra l’autobus e un tram quasi la uccide. Sarà costretta a indossare busti ortopedici e a sottoporsi ad una trentina di interventi chirurgici. La pittura rimarrà per lei l’unica consolazione e valvola di sfogo, ma anche forte dichiarazione di amore per la vita e resistenza e io come quadro rappresento proprio questo”.

Il discorso di Vida mi calma il cuore, mi dà pace e lei, il mio quadro continua, ora la sua voce è dolce: “Vedi Gigi, Frida dipinge essenzialmente autoritratti dolenti, contribuendo al filone autobiografico in arte. Spesso ho sentito Kahlo a dirmi: ‘Ho provato ad affogare i miei dolori, ma hanno imparato a nuotare’ e lo ha scritto nei suoi diari anche (Diari ‘Viva la vida’ di Frida Kahlo”). Io sono il quadro che rappresenta un’ultima esplosione di gioia “Viva la vida”.

Mentre il quadro mi parla lo guardo: è una natura morta che rappresenta angurie succose, rosse e appetitose. Un grido di colore, il desiderio infinito di gioia di vivere. Ma Vida, il mio quadro, non sta zitto e riprende a parlare: “Io sono un estremo omaggio alla vita. I cocomeri si stagliano verdi e rossi su un cielo azzurro. E guardami sulla polpa succosa e sensuale delle fette è scritto: ‘Viva la Vida – Coyoacán 1954 Mexico’. Le angurie del dipinto vengono rese in tutta la loro fecondità e pienezza, come ricca è stata percepita la vita dall’artista nonostante tutto!”.

Cala il silenzio nella mia casa di via Arena 5. I quadri questa notte stanno calmando il mio cuore. È il quadro di Paolo che torna a parlare, in modo umile davanti al nostro capolavoro e aggiunge: “Vedi Gigi, Frida ha vissuto intensamente attraversando, anzi, tuffandosi nelle gioie dell’amore e nell’impegno politico. È stata una donna emancipata e indipendente, passionale e sanguigna che non pose mai limiti alla sua coraggiosa indole. “Viva la vida” è il suo lascito, il messaggio ultimo per se stessa e per chi ancora vive la vita malgrado tutto merita di essere vissuta, caro Don Gigi. Dunque via ogni paura e timore dal cuore! Apri la finestra e guarda alle tue stelle polari, coraggio, sono le 02.30, manca poco all’alba e il tramonto che io rappresento potrebbe in verità essere la tua alba, pensaci Gigi!”,

I due quadri bisbigliano tra di loro qualche parola ed è poi Vida a prendere la parola: “Sentici bene ora vai a dormire, ma qui non abbiamo speso tempo in vano, eh! Non ti lasciamo dormire finché non prepari un messaggio da mandare ai tuoi amici via WhatApp domani appena sveglio. Ok? Coraggio scrivi!

I due quadri comandano al cuore, prendo una biro blu e su di una pagina del giornale L’Eco di Bergamo inizio a scrivere lentamente: “Con il cuore pieno di gioia ti annuncio che in data 1° luglio 2021 rientrerò nella mia Diocesi di Bergamo per un bellissimo nuovo incarico e per seguire con ancor più passione Fondazione Santina e l’Associazione! Sono felicissimo e senza il minimo rimpianto per il servizio che termino. Sono riconoscente a Dio per la Carità che ho potuto svolgere durante questi anni ed il mio lungo servizio presso l’Ufficio Informazioni e Documentazione della Segreteria di Stato” (4 maggio 2021, ore o2.45).

Lo leggo a loro ad alta voce, sono giudici severi, ma sorridono e mi dicono: “Ottimo lavoro, ora puoi proprio dormire!”. Mi addormento con il quadro di Paolo attaccato al muro e quello di Frida sull’Ipad. Ed il giorno dopo alle ore 08.45 il messaggio finisce nei cellulari di amici e conoscenti e probabilmente anche sul tuo. Te lo ricordi? Loro due i miei due quadri sì! Ed ora dopo la mia confessione possiamo continuare.

* * *

Prima di tutto come vivo? Nella meraviglia del silenzio e del suono delle campane. È incredibile come il suono delle campane in questa cittadina medievale si alterni a lunghi spazi di silenzio. In queste prime settimane riscopro il gusto di Città Alta dove sono nato e sono cresciuto. Ritornare a vivere qui dopo 30 anni significa riscoprire nuovamente e con occhi di meraviglia, le pietre, le vie, i monumenti e la loro magia. Le lunghe passeggiate che faccio nel silenzio della sera creano un’atmosfera di sogno, le luci, le ombre donano alle vie e alle piazze e piazzette una profonda pace che ti cura il cuore nel silenzio.

Città Alta, circondata dalle mura veneziane del XVI secolo, è dominata dalla Rocca. Incantevoli piazze ospitano il porticato del Palazzo della Ragione e la Basilica di Santa Maria Maggiore, con i suoi interni dorati e l’intricata facciata marmorea della Cappella Colleoni. I vicoli sono caratterizzati oggi da esclusive boutique indipendenti, gastronomie, caffè secolari, trattorie ed enoteche. Con la mente vado a quando ero piccolo e li vi erano povere botteghe, o penso allo stato in cui erano palazzi antichi ora completamente ristrutturati per abitazioni lussuose, come è accaduto per la mia vecchia casetta dove abitavo fino a dieci anni fa. Città Alta mi commuove, mi meraviglia e mi cura dentro. Durante il giorno mi fermo volentieri al Caffè del Tasso, con Don Gianni Bui che ha 90 anni e ci prendiamo il caffè. Piazza Vecchia è davvero magica e osservo in silenzio seduto davanti al mio caffè bollente il Palazzo della Ragione che è il più antico palazzo comunale lombardo esistente, datato al 1100, con il simbolo veneziano sull’attuale facciata, ribaltata rispetto al progetto originale. Sotto il portico vedo il celebre orologio solare, una meridiana detta “a camera oscura” perché non indica l’ora con l’ombra dello gnomone, ma con un raggio luminoso che penetra nel buio attraverso un foro. E infine il mio Campanone nella Torre Civica che alle 10.00 di sera di ogni giorno suona cento colpi, antico segnale di chiusura delle porte del borgo.

E ripartiamo dal suono delle campane. Dal mio appartamento vedo davanti a me il Campanone, il Palazzo della Ragione e la Basilica di Santa Maria Maggiore, con il tempietto di Santa Croce. La sera i rintocchi del Campanone sono forti, la grande campana inizia con dei suoni leggeri che poi crescono fino a raggiungere un suono forte, per poi nuovamente sfumare e lasciare il posto al silenzio della notte. Scende un silenzio profondo che si respira. Il silenzio è così forte, che se io parlo al telefono mi si sente anche in Piazzetta Santa Maria Maggiore.

A Roma avevo perso il gusto del silenzio, la caotica città anche la notte era sveglia e il brusio del traffico era il compagno di ogni notte. Qui il silenzio diventa il compagno della notte e la sua presenza porta la pace. Le notti di Città Alta sono piene di pace.

Il silenzio della notte viene rotto nuovamente dalle campane alle 07.30 del mattino. È una gioia risvegliarsi con il suono sacro delle campane. Visitando spesso paesi islamici come Iraq, Giordania, Palestina, Gaza e Siria il muezzin ti chiama alla preghiera anche nel cuore della notte, il suono sacro delle campane di Città Alta fanno lo stesso, invitando alle 07.30 con il suono dell’Ave Maria alla preghiera dell’Angelus, come da secoli e secoli nell’Europa cristiana si faceva. Riscopro così il gusto di risvegliarmi e recitare l’Angelus.

Il suono delle campane per ricordare l’Ave Maria avverrà ancora due volte: a mezzogiorno ed alle 07.30 la sera. In quei momenti mi fermo e recito l’Angelus, e sento una profonda gioia: che bello questo suono delle campane della mia Città Alta!

Poi oltre al suono delle campane per l’Ave Maria, vi sono altri suoni sacri delle campane, che ricordano l’orario della Messa: alle 07.30 il primo segno e alle 07.45 il secondo segno per ricordare che l’orario si avvicina e si possa uscire di casa in orario per la Celebrazione Eucaristica e poi il dolce suono della campanella alle ore 07.55.

Cari amici non sapete il bene che fa al mio cervello troppo bombardato in passato, l’alternanza di silenzio e campane. Mi dico: sta per iniziare la Messa, che bello! Poi stessi segni sacri alle ore 09.30, alle 09.45 e alle 09.55, e infine la sera alle ore 17.30, alle 17.45 e alle 17.55. Questi suoni custodiscono la mente e la imbevono del tempo di Dio.

Ecco in Città Alta si gusta il tempo di Dio ed il suono delle campane riempie di dolcezza la mia solitudine, ma non è finita qui! Vicino a casa vi è il monastero delle benedettine di Santa Grata e le campane del monastero scandiscono le ore liturgiche. Lodi, Ora Media, Vespri e Compieta, ed infine le campane del Seminario che anch’esse ricordano l’Ave Maria… Bene questo è per i giorni feriali, non vi dico la festa di musica delle campane la domenica! Oppure il triste ricordo dell’agonia di qualcuno o del suo funerale con i classici tocchi da morto.

Mi chiedo: ma in questi 30 anni avevo perso il tempo di Dio? Qui nella mia Città il Signore mi accoglie facendomi capire che devo impostare il mio tempo sull’orologio di Dio. E questo non lo scopro a Roma, ma lo vivo qui! Qui dove l’orologio batte ogni mezzora ed ogni ora dalle 07.30 la mattina alle 10.00 di sera… e si può vivere senza orologio! Sembra impossibile in un’epoca in cui gli orologi comandano la vita!

Vivo da solo e da solo devo cucinare, pulire, fare le lavatrici. Non avevo mai fatto questo, anche quando per alcuni anni vivevo in un appartamento a Roma il cibo era preparato dalle suore. Questo dover badare alla casa mi trova impreparato, sono un analfabeta della lavatrice, dei fornelli, degli stracci e delle scope e aspirapolvere. E qui un’altra scuola, quella dell’umiltà! Mi trovo a pulire il pavimento, a tirare lo straccio, a lavare i piatti, a caricare una lavatrice, a stendere…

A Roma troppe cose da fare e tutte importanti. L’arte del fare le cose umili e nascoste e di farle bene è una medicina che sto bevendo e alcune volte è amara, molto amara perché mi metto sui banchi di scuola a 60 anni. La stessa spesa al supermercato non è un’impresa facile. Ho imparato a distinguere tra surgelati e precotti, che una busta della mia amata insalata costa 0,99 euro, che poi vi sono degli ottimi minestroni a 2 euro, la bresaola a 2,45 euro, frutta in offerta speciale e a gestirmi per colazione pranzo e cena. Se proprio non ci riesco il Circolino mi porta un primo per 7,00 euro, oppure un pasto completo a 10,00 euro. Silenzio e umiltà sono due medicine che sto prendendo in questi giorni.

Ma per abitare questa casa? Ecco qui la terza cosa che sto ammirando ed è forse la più bella! Attorno a me in questo mese vi è stato un esercito di amici che mi ha aiutato, letteralmente soccorso in questo cambio. L’appartamento da 10 anni non era quotidianamente vissuto ed un conto è vivere alcuni giorni in un mese, un conto è abitarci. Anche se la mia residenza è sempre stata rigorosamente via Arena 5, è dallo scorso 9 di luglio che vi vivo in modo quotidiano. E questo miracolo bellissimo lo hanno permesso un enorme numero di amici, tutti iscritti alla nostra Associazione!

Marcello, il marito di Giuditta, ed Emilio hanno pensato agli impianti elettrici, sono andati a prendere lampadine, interruttori, mi hanno aiutato a sistemare le televisioni, i computer e la parte elettrica della casa: lavoravano duro, in modo bergamasco senza parlare troppo e fermandosi solo per mangiare a mezzogiorno…

Poi Natale e il fratello Fabrizio si sono adoperati per un sacco di altre cose dalle tapparelle nuove alle finestre, alle mensole degli armadi, a spostare mobili, anche loro con una passione incredibile e regalandomi un sacco di tempo, con loro abbiamo fatto cinque viaggi in discarica e quattro alla Caritas per liberare la casa da libri, vestiti, mobili vecchi, ecc. ecc.

Pensate che Roberto e il figlio Giovanni da Roma si sono presi cura invece della parte informatica e in lunghe sedute di teleassistenza hanno messo a nuovo il computer, la telecamera per Zoom, gli auricolari e due stampanti, attivando la linea wi-fi per tutta la casa.

E poi? Poi vi sono le pie donne! E anche qui non scherziamo: se vedete lavorare Brunella e Silvana insieme vi spaventate: precise, silenziose ed esigenti con tutti i miei vestiti! Se davo ascolto a loro, metà guardaroba era alla Caritas! E sì! A 60 anni avevo bisogno di dare un’occhiata ai miei vestiti e camicie, pensate che ne avevo ancora di quelle che usavo quando andavo all’università e che ho usato per più di 40 anni, senza parlare di magliette bianche piene di buchi e logore completamente…

Franca e Mino da Calcio si sono presi cura del mio letto e materasso. Hanno fatto passare molti negozi per trovare qualità di buon livello con basso prezzo, e stanno prendendo le misure per le tende di casa.

Brunella mi ha fatto un regalo: ha trovato un buon rivestimento al divano letto dove dormiva Olinda e il risultato è stato ottimo.

La moglie di Fabrizio Ernestina è una bravissima sarta ed ha preparato una tenda per la finestra del bel soppalco di legno, mio rifugio di ricordi e sta preparando una tovaglia rotonda per il tavolo sul quale scrivo.

Ma la lista degli amici continua: Silvia è andata in comune per il mio permesso di circolazione in Città Alta, mi ha regalato un tappetino azzurro per il bagno è venuta a pulire i vetri con energia e forza; Emanuele e Marzia mi hanno portato a casa i farmaci prima della partenza per l’America Latina e si sono presi cura della mia salute con opportune valutazioni al ritorno del Perù ed in partenza ora per la Calabria; mi ricordo di Annalisa e la prima spesa che lei ha fatto, appena arrivato da Roma.

Ecco allora l’elenco dei santi che hanno preso cura di questa casa: Marcello e Giuditta, Emilio, Silvia, Roberto, Giovanni, Annalisa, Natale e Brunella, Fabrizio ed Ernestina, Emanuele e Marzia, Mino e Franca. In totale sono 15 persone! E non mi sembra un piccolo numero, chi mai avrebbe pensato in un numero così grande di amici su cui contare?

Ma di una persona in particolare devo parlare ed è Silvana. Senza ombra di dubbio Silvana si è presa cura di me con grande impegno e precisione, come posso ringraziarla? Lei oggi ha le chiavi di casa, lei ha coordinato le prime fasi del trasloco e poi qui è stata presente tutto il mese di agosto: mi ha insegnato a fare la spesa, a come fare la lavatrice, a pulire il pavimento e usare l’aspirapolvere. A Don Dario, grande amico, che a lei aveva chiesto di cosa abbisognasse la casa, ha chiesto una macchina del caffè Nespresso. Infaticabile nel mettere apposto il guardaroba, i libri, i mobili, e continua ora con i vestiti, le scarpe, fino ad arrivare ad organizzare gli stracci, i detersivi e tra poco con la cura della cucina con le sue pentole fino ad arrivare ai servizi dei piatti di tavola, posate e bicchieri! Io penso che Silvana sia stato un grande dono di Santina in questo momento tanto particolare della mia vita.

Perché Santina? Perché proprio la nostra Associazione è stata la causa nel nostro nuovo incontro. Ho conosciuto Silvana ed Ismaele nel 1987 e dopo moltissimi anni ho trovato la coppia di sposi ad una presentazione di un mio libro su Santina. Sono entrati entrambi nell’Associazione e hanno iniziato a partecipare alle nostre attività. Se non ci fosse stata l’Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus, non avrei incontrato Silvana, dunque è a motivo di mia madre che Silvana si è ripresentata nella mia vita.

Ma ascoltate bene cosa succede. Purtroppo Silvana perde Ismaele: lui muore in modo orrendo di SLA, ed ha inizio la pandemia. È la casa di Silvana che si apre per una cena alle 10.00 di sera quando arrivo da Roma, o che mi ospita durante il tempo del Covid-19 a Natale, a Pasqua, ai miei rientri da Roma con ristoranti chiusi e blocchi della circolazione. Ed è Silvana, che purtroppo libera da Ismaele e con i figli grandi e sposati con i suoi 68 anni si mette a completa disposizione per aiutarmi a… camminare in una casa nuova. È Ismaele che ha permesso tutto questo: dunque la persona a me più cara Santina, e la persona più cara a Silvana, suo marito Ismaele hanno permesso di trovare in Silvana una persona davvero generosa, competente ed esigente che mi sta aiutando.

È Silvana che mi ha insegnato a leggere tutte le mattine L’Eco di Bergamo, mentre prima leggevo 80 giornali tutte le mattine! Una mattina con la sua semplicità mi vede guardare una vecchia Rassegna Stampa del Dicastero della Comunicazione. Incuriosita si avvicina, con la curiosità di tutte le donne, e mi domanda. “Don Gigi cosa è?”. Spiego a lei: “Vedi Silvana, si chiama Rassegna Stampa ed è fatta almeno su 80 quotidiani del mondo ed è in 5 lingue”. Scorriamo insieme questa Rassegna e poi lei con molta semplicità mi dice: “Ma a cosa serve sapere tutte quelle notizie?”. In una frase sepolta tutto il mio lavoro che dal 2000 al 2008 ho fatto. Probabilmente in passato mi sarei incazzato, difeso con mille argomentazioni quel servizio, ma oggi con occhi nuovi, quelli che Santina aveva e che ritrovo negli occhi di Silvana, mi dico in bergamasco, non in inglese, spagnolo, francese, portoghese o tedesco, ma in bergamasco: “La gà resu!”. Ha ragione!!! Cosa serve alla fine sapere come i giornali parlano della vita, quando magari non si sa più cosa il Vangelo dice della vita. Mia madre mi avrebbe risposto la stessa cosa, ne sono sicuro!

E così Silvana mi educa a pensare all’essenziale con le sue scelte e con la sua semplicità e presenza. Come la sera vediamo alle 07.00 Bergamo Tv, ed alle 06.00 il rosario da Lourdes! Davvero Silvana sta impostando in modo bergamasco la mia vita! Ogni tanto penso che questa scuola presto finirà e che dovrò camminare da solo con le mie gambe ed allora ho paura, quando Silvana non sarà più così presente dovrò misurarmi da solo con la vita di tutti i giorni: con il supermercato, il guardaroba, la cucina, i piatti, e con Eliana la Signora boliviana che viene a stirare e aiutarmi per tre ore la settimana.

Ogni tanto mi spavento e mi sento disorientato, poi una campana suona, recito una preghiera e continuo: prego per Silvana, per Corrado, Anna e Alessio. Guardo le scarpe di Ismaele, i suoi vestiti che porto e lo prego di aiutarmi a diventare autonomo perché in questo mi sento ancora bambino a 60 anni. L’altra sera un fatto mi ha commosso. Silvana toglie le ciabattine rosa che usa per la casa e le mette nella scarpiera vicino ad un paio di scarpe di Ismaele che io uso e che hanno i segni dei ganci della SLA. Chiude l’armadietto e mi dice ho messo le mie ciabatte vicino alle scarpe del mio Ismaele…

Nella mia superficialità non colgo la frase. Ci salutiamo e rientro a casa. Apro la scarpiera e vedo le sue ciabattine rosa vicino alle scarpe di Ismaele e mi commuovo profondamente! Guarda quanto si amavano: anche oggi rimangono uniti e chi pensava mai che dopo la morte del marito le ciabatte di Silvana potessero essere vicine alle scarpe di suo marito? Che forza simbolica quelle scarpe e quelle ciabatte vicine nell’aiuto di un prete di 60 anni confuso ed inesperto davanti ad una vita completamente nuova? Davvero Dio mi si è fatto vicino in Silvana in questo mese attraverso Santina e Ismaele e al termine di questo aiuto sarà per me triste dire grazie a Silvana e vederla uscire con le sue ciabattine rosa e il suo cambio personale, ma sarò comunque confortato dalle scarpe di Ismaele che sempre saranno con me a ricordare come il dolore che Ismaele ha sofferto è capace di curare ed aiutare le persone anche anni dopo la sua morte.

* * *

Ho speso molte pagine per raccontarvi la mia vita personale oggi, ma non vorrei darvi l’impressione di essere stato in questo tempo con le mani in mano riguardo la nostra Associazione e Fondazione! Siete pronti? Allora iniziamo!

Vi ricordate i due venezuelani che abbiamo aiutato nel trovare casa e nell’arredarla? Ne sa qualche cosa Silvia, Silvana, Mino e Franca… Siamo stati a trovarli, sono contenti ed il prossimo 24 agosto si ricongiungeranno con i figli negli Stati Uniti, proprio questa sera hanno invitato me e Silvana a cena! Hanno scritto tre letterine bellissime una al Vescovo di Bergamo, una al Vicario Generale ed una a me in cui ringraziano tutti per il grande aiuto dato.

Dal Perù ho portato 15 adozioni a distanza, abbiamo inaugurato un’ala del seminario a Puerto Maldonado, abbiamo promesso di rifare per il prossimo anno la cucina ed il refettorio dei seminaristi; in oltre abbiamo assicurato un impianto di illuminazione nel nostro asilo a Villa San Roman sulle Ande per il prossimo anno 2022 [Non guardare indietro, guarda avanti! Il viaggio in Peru di Don Gigi, all’alba di una nuova vita, con il fuoco già acceso dal 2005 – 28 giugno 2021].

Stanno partendo le adozioni a distanza in Iraq con qualche difficoltà ad Erbil, dovremmo inviare 15.000 Euro per un generatore di corrente a settembre.

Abbiamo inviato 10.000 Euro in Kenya per concludere l’asilo nido nell’Orfanotrofio di Mambri dove andrò a metà settembre per l’inaugurazione [Segni di speranza nell’infermo della foresta amazzonica peruviana con le miniere d’oro illegali, la tratta e ogni possibile violenza – 8 luglio 2021 e Cinquanta Euro. «Solo chi guarda col cuore vede bene, perché sa “vedere dentro”». #EverlyneProgram2021 – 22 ottobre 2021].

Abbiamo inviato 5.000 Euro ad Acapulco in Messico per concludere l’inaugurazione di una palestra nel carcere di Las Cruces, dove andrò a novembre per l’inaugurazione [49° Viaggio di Solidarietà e di Speranza della Fondazione Santina – José Alfredo. L’emigrato clandestino seminarista ad Acapulco – Postscriptum – 25 dicembre 2021].

Siamo poi alla vigilia della partenza per Vasto e la Calabria. Verrà con me Silvana che come Membro del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Santina taglierà il nastro con Nicola Gratteri a Sant’Andrea Ionio ed inaugurando così il bagno assistito per anziani. In 10 giorni dal 27 agosto al 5 settembre percorreremo in otto tappe 2.773 chilometri con tre eventi importanti: la presentazione a Vasto il 28 agosto di Sol, con Valentina Alazarki, la presentazione dei libretti Ashur e Sol nel comune di San Ferdinando nella Piana di Gioia Tauro, e l’inaugurazione del bagno assistito. Visiteremo Loreto, Vasto, Pizzo Calabro, la Tendopoli di San Ferdinando a Gioia Tauro dove incontreremo Celeste Logiacco, Reggio Calabria dove incontreremo lo Chef Cogliandro, poi Sant’Andrea Ionio e ancora Pompei, Roma e Firenze per giungere a Bergamo e condividere insieme la gioia con gli amici. Oltre a Silvana che mi accompagnerà per tutto il viaggio, questa volta nel 47° viaggio di solidarietà saranno presenti anche Maurizio Barbaro, Paolo Amoroso, Valentina Alazraki, Sandra Tana… tutti appartenenti alla nostra Associazione! Dunque una nutrita delegazione per un viaggio fuori di testa in cui i secondi saranno calcolati allo spasimo. Devo ringraziare Sandra Tana, Franca Scordo, Marina Voci e Andrea Frassoldati per l’ospitalità gratuita che ci hanno fornito per l’alloggio mio e di Silvana! [Calabria. “Tanto si ammazzano tra di loro”. Convivere o denunciare, il punto del non ritorno – 23 gennaio 2021].

Tornato dal 47° viaggio il 5 settembre, il 15 settembre mi butto su un volo per il Kenya dove non vedo l’ora di riabbracciare la mia piccola Santina!
Ma in queste settimane trascorse a Bergamo in questa nuova vita non è mai mancata la preghiera. Domenica 8 agosto abbiamo recitato insieme il rosario. Eravamo con la diretta Zoom in più delle altre volte, forse un’ottantina di persone ed il rosario è stato guidato da Mons. Raphael Minassian, Arcivescovo di Yerevan in Armenia. Grande momento di preghiera insieme: la pandemia sembra aver fatto il miracolo di averci fatto pregare insieme in questi mesi, cosa che mai prima era avvenuta.

Le iscrizioni continuano a crescere ed a Roma nella sede della nostra Associazione facendo il punto della nostra situazione economica con il Dottor Pacini abbiamo visto che attualmente siamo 94 iscritti! In verità ne mancano molti ancora, ma proprio ieri Maurizio Barbaro mi ha comunicato l’iscrizione di una signora benestante latinoamericana. Coraggio dunque: iscrivetevi!

Con Silvia una volta la settimana a casa mia stiamo mettendo ordine all’archivio dell’Associazione e della Fondazione e vi garantisco che Silvia è di una precisione e di una attenzione straordinaria: davvero è una brava segretaria per la nostra Associazione!

Il 6 agosto 2021 via Zoom abbiamo svolto un direttivo della nostra Associazione e quei poveracci li ho tenuti in riunione per circa due ore e mezza!

Non posso trascurare di dire che “nel tempo libero” abbiamo finito la redazione del libretto Sol , vi raccomando il libro: davvero tratteggia il tema della tratta di persone in Perù con molta efficacia, non può mancare nella vostra biblioteca e tanto meno nella collana #VoltiDiSperanza.

Paul Sueffert in New Jersey, un ricco magnate americano, vecchio amico, mi vuole vedere a Wayne per una donazione. Se il COVID permette in ottobre farò un salto a New York per vedere quando ci ammolla, incrociamo le dita! Franca Giansoldati mi ha stupito, una ottima giornalista del Messaggero di Roma in occasione del suo compleanno in Facebook (16 agosto, buon compleanno Franca!) ha lanciato una campagna per raccogliere soldi, mi ha commosso e la ringrazio di cuore! Il prossimo 26 agosto compirà gli anni la nostra Silvia (buon compleanno!) e mi sembra che anche lei abbia fatto qualcosa del genere, grazie di cuore! Come vedete vi è davvero tanta generosità attorno a noi e di questo dobbiamo benedire Dio!

Non posso trascurare infine i nostri social, in questa pausa estiva non siamo stati certo con le mani in mano. Anche se Silvia ha messo alcune perplessità e Roberto ha rincarato la dose, ho aperto il social TikTok, una cazzata per adolescenti, ma è il social più potente del mondo: 689 milioni nel mondo ed in Italia 5 milioni e mezzo! Ha superato di gran lunga Instagram e Facebook. Chi pensa oggi che i giornali o le rassegne stampe siano di moda è rimasto all’età della pietra. TikTok è esigente e drastico i video possono essere solo di 3 minuti ed i post massimo 30 secondi. Tutto ciò chiederà a noi di compiere una opera di miniaturizzazione. Già oggi i video che superano 6 minuti nessuno li vede, ma sei minuti sono un’eternità. O ci adeguiamo o moriamo! I dati sono confortanti abbiamo aperto TikTok il 6 agosto ed in 14 giorni abbiamo già 1.051 followers e 433 like! Raggiungere 1.051 persone non è uno scherzo oggi: è una sfida sulla quale dobbiamo lavorare.

Dato che ci sono, vi do tre numeri sugli altri social. Il nostro canale YouTube va forte: abbiamo 3.730 iscritti ed un totale incredibile di 1.763.825 visualizzazioni. Per quanto riguarda la pagina Facebook curata da Annalisa e Silvana 7.696 followers, il nostro gruppo italiano Amici di Santina curate da Annalisa e Silvana ha 1.217 iscritti, il gruppo Santina’s Friends in Vietnam curato dalla nostra Men è di 228 membri ed infine il gruppo Friends who like Fondazione Santina curato da Doreen in Kenya ha 181 iscritti. Passiamo ad Instagram, curato da Annalisa, Fondazione-Santina ha 932 followers (notate la differenza con TikTok?), e twitter @sorrisodiluce 1.073 followers (notate ancora la differenza con TikTok? Vi lascio facendo una piccola somma, il totale dei nostri followers è dunque di 16.108 persone! Un piccolo miracolo che mi sembra dire che siamo sulla strada giusta!

Dimenticavo i nostri monasteri di clausura, dopo aver celebrato la Messa al monastero di Santa Grata il 18 luglio, domenica prossima andremo a celebrare la Messa dalle monache clarisse di Via Lunga a Seriate. Nella bergamasca sono 8 i monasteri di clausura e mi ripropongo di visitarli tutti per raccomandare alla loro potente preghiera la nostra Associazione. Il 26 agosto è la festa patronale di Bergamo e parteciperò al pontificale in duomo con il nostro amato vescovo Francesco ed idealmente darò inizio al nostro 47° viaggio di solidarietà. Partiremo infatti per Vasto il giorno dopo.

Volevo concludere questa lunga riflessione con voi con una domanda che viene dal mio cuore. Come stai Don Gigi dopo aver lasciato il Vaticano? [Una vita fatta non di coincidenze ma di “Dioincidenze” – 8 giugno 2021].

Volete una risposta sincera? Sto benone, forse il cambio è stato repentino, ma non mi hanno tagliato una gamba o una mano, né tanto meno ho una malattia, sono in carcere o disoccupato! No, no! Niente di tutto questo. Con Santina avevo questo motto per la sua vita: “Meglio stanchi che depressi!” ed un altro ancora dice: “Meglio aggiungere Vita ai giorni che giorni alla vita!”. Bene sono stanco morto ed il fuoco di Sant’Antonio ci sta bene, ma di sicuro non sono depresso per aver lasciato il Vaticano. Sto semplicemente aggiungendo Vita ai giorni e non giorni alla vita. Nella sicurezza che chi vive nel passato è depresso, chi vive nel futuro è ansioso e chi vive nel presente è felice! Vi mando un abbraccio e… una piccola richiesta.

Chi telefona a Silvana per ricordare di mettere in valigia le ciabattine rosa? Dovete spiegare che nel viaggio che sta per fare ci sarà anche Ismaele e Santina, me lo hanno detto loro in sogno questa notte. Nella mia cinquecento con un grosso sorriso dietro me vi sarà Santina che mi dirà guida con prudenza e dietro a Silvana ci sarà Ismaele che dirà a lei di stare tranquilla perché nella valigia ci sono le ciabattine rosa e molte altre cose belle come i vestiti per l’evento con Gratteri, per la presentazione del libro a Vasto ed a Gioia Tauro, oppure gli abiti sportivi per Firenze e Roma ed anche quelli per le celebrazioni delle Messe nelle chiese di Vasto e Roma… Allora chi la chiama? E chi di voi viene con noi?».

Mons. Luigi (Don Gigi) Ginami
Bergamo Alto, 20 agosto 2021

Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus – Compleanno GG61 – Oltre le frontiere, amore senza limiti – 13 gennaio 2021 – La versione in italiano.
Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus – Cumpleaños GG61 – Beyond borders, amar peligrosamente – 13 enero 2021 – La versión española.
Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus – Birthday GG61 – Beyond borders, love without limits – 13 January 2021 – The English version.

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