Molte polemiche inutili sul nulla

“Tante volte ci si lascia determinare dall’ideologia del momento, spesso costruita su notizie infondate o fatti scarsamente documentati. Ogni affermazione ideologica recide i legami della ragione umana con la realtà oggettiva delle cose. Proprio la pandemia ci impone, invece, una sorta di ‘cura di realtà’, che richiede di guardare in faccia al problema e di adottare i rimedi adatti per risolverlo. I vaccini non sono strumenti magici di guarigione, ma rappresentano certamente, in aggiunta alle cure che vanno sviluppate, la soluzione più ragionevole per la prevenzione della malattia”.

Così papa Francesco durante l’udienza al Corpo Diplomatico presso la Santa Sede: un discorso lineare e chiaro, capace di essere compreso da tutti, in quanto rispetta le regole della logica, che rimanda ad un rapporto non conflittuale tra ragione e fede, come aveva ribadito san Giovanni Paolo II nell’enciclica ‘Fides et Ratio’:

“Il cammino da essi compiuto ha raggiunto, specialmente in questo secolo, traguardi che continuano a stupirci. Nell’esprimere la mia ammirazione ed il mio incoraggiamento a questi valorosi pionieri della ricerca scientifica, ai quali l’umanità tanto deve del suo presente sviluppo, sento il dovere di esortarli a proseguire nei loro sforzi restando sempre in quell’orizzonte sapienziale, in cui alle acquisizioni scientifiche e tecnologiche s’affiancano i valori filosofici ed etici, che sono manifestazione caratteristica ed imprescindibile della persona umana”.

Questa parte di paragrafo (106) dell’enciclica ‘Fides et Ratio’ mi è balenato leggendo le reazioni ad un disposto del vescovo della diocesi di Teano-Calvi, ede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell’arcidiocesi di Napoli, mons. Giacomo Cirulli, che ha scritto una lettera ai sacerdoti, diaconi, religiosi/e, laici sul rispetto delle regole in vigore per la salute delle ‘anime’, che si fonda su una norma oggettiva, come ha scritto san Giovanni Paolo II nell’enciclica ‘Dominum ed Vivificantem’ (n^ 43):

“La coscienza non è una fonte autonoma ed esclusiva per decidere ciò che è buono e ciò che è cattivo; invece in essa è inscritto profondamente un principio di obbedienza nei riguardi della norma oggettiva, che fonda e condiziona la corrispondenza delle sue decisioni con i comandi e i divieti che sono alla base del comportamento umano”.

Nella lettera mons. Cirulli evidenzia che ‘la situazione pandemica Covid-19 è in costante e grave peggioramento’ e quindi invita a rispettare le norme profilattiche previste dal Protocollo d’Intesa tra il Governo Italiano e la CEI del 07/05/2020 per la ripresa delle celebrazioni col popolo e successive integrazioni.

Una serie di norme per consentire celebrazioni eucaristiche in ‘serenità’ e con decoro: “In particolare, per quanto riguarda le Celebrazioni, vi chiedo di rispettare tassativamente il distanziamento e quindi il numero di accessi consentiti nell’aula liturgica. Proibisco la distribuzione dell’Eucaristia da parte di Sacerdoti, Diaconi, religiosi e laici non vaccinati”.

E’ una raccomandazione che richiama il ruolo della Chiesa, che è annunciatrice di vita e non di morte, come molti vorrebbero, che hanno preso di mira la proibizione di distribuzione dell’Eucarestia da parte di non vaccinati ai malati, con il rischio di mettere a rischio la loro salute:

“La decisione del Vescovo… conferma la linea del rispetto e tutela della vita che in questo momento storico chiama in causa le scelte di ogni singolo; essa si pone come ulteriore misura utile a contrastare il dilagare del virus tra la popolazione e a tutelare tra i più fragili anche coloro che potrebbero non godere dei vantaggi della copertura vaccinale e purtroppo, come testimoniano i casi crescenti negli ospedali di tutta Italia, subire il danno della malattia”.

Questo senso alla responsabilità è un chiaro significato che Dio è Dio della vita e non della morte!