Decreto del Vescovo di Teano-Calvi: i preti non vaccinati non possono dare la Comunione. Salus animarum suprema lex: annullata

L’infame Super Green Pass applicato ai preti, non dallo Stato ma dalla Chiesa! Secondo Mons. Giacomo Cirulli, Vescovo di Teano-Calvi la sua decisione di proibire “la distribuzione dell’Eucaristia da parte di sacerdoti, diaconi, religiosi e laici non vaccinati”, è stata necessaria “per contrastare i contagi da Covid-19”, dato che “la situazione pandemica è in costante e grave peggioramento”.

Innanzitutto, la distribuzione dell’Eucarestia da parte di non vaccinati ai malati, non rischio di mettere a rischio la loro salute più di quanto non succede da parte di vaccinati. Chi dice il contrario nega la scienza e la realtà dei dati, visto che la vaccinazione non impedisce di essere contagiato e di contagiare.

Ma la cosa più importante è quello che vediamo: il costante e sempre più grave peggioramento della situazione sul piano spirituale-ecclesiale, con pastori di stato che non sanno quello che fanno, avendo perso la cognizione della loro funzione, annullando il noto principio affermato dal Codice di Diritto Canonico nel suo ultimo Canone, il 1752, con le sue ultime parole: nella Chiesa Cattolica la suprema lex deve essere sempre la salus animarum: «(…) avendo presente la salvezza delle anime, che deve sempre essere nella Chiesa legge suprema».

Ovvero, i seguaci di Cristo devono pensare alla salvezza della loro anima (immortale), piuttosto che a quella del loro corpo (mortale). Palesemente si pensa di essere immortale fisicamente mentre si muore spiritualmente. Se al temine della nostra vita terrena, la nostra anima si separa dal nostro corpo, alla fine dei tempi risorgeremo anima e corpo, quando verremo giudicati, non per aver salvato nostro corpo, ma per aver salvato la nostra anima.

Salus animarum suprema lex è fondamento non solo del diritto canonico, quindi, ma della vita spirituale di ogni battezzato (per maggior ragione di un vescovo, pastore delle anime che gli sono affidate e che si fidano da lui, non come pecore da portare al macello), che deve avere come regola irrinunciabile del proprio agire la salvezza della propria anima e quella dei fratelli.

Ai preti e ai fedeli laici si ricordano che l’obbedienza è una virtù (e forse la più alta). Ma il problema che oggi si pone nella Chiesa Cattolica Romana è a chi e a che cosa si debba obbedire. Quando l’obbedienza alle autorità umane, invece di perfezionare la vita spirituale, la pregiudica, mettendo a repentaglio la salvezza della propria anima, deve essere vigorosamente rifiutata, perché, come rispose Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (Atti, 5, 29).

Postscriptum

Dalla serie, c’è sempre chi, strisciando e leccando le pantofole, pensa di salvarsi, mostrandosi più realista del re…

«La questione migratoria, come anche la pandemia e il cambiamento climatico, mostrano chiaramente che nessuno si può salvare da sé, ossia che le grandi sfide del nostro tempo sono tutte globali» (Papa Francesco @Pontifex_it – Twitter, 10 gennaio 2022).

Invece, la salvezza non viene dal modo autarchico o globale di affrontare le cose, ma solo da Gesù Cristo.

«Non solo Draghi, anche alcune diocesi emarginano chi non si vaccina. A Bergamo divieto di distribuire la comunione per i preti non vaccinati e a Salerno addirittura vengono lasciati senza sacramenti anziani e malati che non sono vaccinati e non possono uscire di casa. Ci sono gli estremi per imbastire un processo canonico, ma comunque in questi casi i preti sono tenuti a disattendere le norme dei loro vescovi, che sono in contrasto con l’ordine sacro» (Luisella Scrosati – La Nuova Bussola Quotidiana, 10 gennaio 2022).

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