Assalto vandalico e sacrilego al Presepe allestito sul sagrato della Chiesa di Sant’Agnese a Torino

Nella notte di Natale è stato vandalizzato il Presepe nella Chiesa di Sant’Agnese a Torino, in corso Moncalieri 39, a pochi metri da corso Fiume, in piena precollina torinese. La statuetta in gesso di Gesù Bambino, lunga circa cinquanta centimetri, è stata fatta a pezzi, con la testa e il braccio sinistro mozzati. Le altre statuette sono state spaccate in più punti, con danni all’apparenza meno gravi.

L’atto vandalico e sacrilego è avvenuto dopo l’una e mezza di notte, quando il parroco Don Arcangelo Ferrara, finita la Messa di mezzanotte e salutati gli ultimi fedeli, ha chiuso la chiesa e la recinzione che dovrebbe proteggere la chiesa e circondano il sagrato sul quale i fedeli della parrocchia di Sant’Agnese da alcuni giorni avevano allestito la sacra rappresentazione. La mattina, invece, i primi parrocchiani hanno fatto la brutta sorpresa. La cancellata non è servita a proteggere il Presepe dall’atto vandalico e sacrilego. I vandali hanno scavalcato la recinzione e devastato il Presepe. La mattina del 25 dicembre le statuette sono state portate nei saloni parrocchiali dove i fedeli, per quanto possibile, le hanno ricomposte.

Duccio di Buoninsegna, La strage degli innocenti, dipinto appartenente alla predella (recto) della Maestà del Duomo di Siena, realizzato nel 1308, tempera su tavola, 42,5 x 43,5 cm, custodito nel Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

A parte del fatto che viene difficile concepire quali energumeni possano aver commesso un tale atto assurdo e irrispettoso, vandalico e sacrilego, le domande vengono spontaneo: ma perché danneggiare un Presepe? Perché provoca così tanto odio e violenza un bambino indifeso? La risposta troviamo il racconto evangelico della strage dei santi Innocenti martiri di Betlemme – che ricordiamo nella loro festa domani, 28 dicembre -, che nella tradizione occidentale-cristiana è divenuto un topos culturale con la rappresentanza di bambini innocenti che muoiono violentemente, uccisi dalla sete di potere, vittime inconsapevoli di un odio spietato contro chi può ostacolare i piani di potenza e di dominio. L’episodio è raccontato nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), secondo cui il Re della Giudea, Erode il Grande ordinò un massacro di bambini a Betlemme, allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi. Secondo la narrazione evangelica, Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto. Solo dopo la morte di Erode Giuseppe tornò indietro con Maria e Gesù, stabilendosi a Nazaret in Galilea. L’episodio s’inserisce nel carattere e nella modalità di governare di Erode, uomo crudele e sanguinario. Avvertendo il pericolo di un’usurpazione del trono non avrebbe esitato infatti ad uccidere in diverse occasioni una moglie, tre cognati, una suocera, tre figli e alcune centinaia di oppositori. Secondo Macrobio, Augusto, ricevuta la notizia della morte dei figli di Erode, Alessandro e Aristobulo, da lui ben conosciuti, ebbe a dire: «È meglio essere il maiale di Erode piuttosto che uno dei suoi figli». Infatti Erode, essendo giudaizzato, non mangiava carne di maiale, anche se non esitò ad uccidere i suoi stessi figli.

Ora si proverà a dare un volto ai vandali, magari sfruttando le riprese di telecamere della zona: quasi attigua alla parrocchia c’è una stazione dei carabinieri. Si auspica vengano individuati, rintracciati e puniti i vandali al più presto, perché sono inaccettabili le continue profanazioni e assalti alle nostre tradizioni e alla nostra cultura. Anche in un momento nel segno della pace e della fratellanza, come la Notte del Santo Natale, si registrano attacchi ai Presepi custoditi nelle chiese. Quanto accaduto nella parrocchia di Sant’Agnese a Torino ci ricorda per l’ennesima volta, che la cristianofobia è un’emergenza presente in Italia e in Europa.

Definire questo tipo di azione come una bravata di balordi non è ricevibile. Inoltre, parliamo appositamente non solo di atto sacrilego, ma di atto vandalico. Alla punizione per l’atto sacrilego di questi moderni Erode ci penserà il Signore, ma questo ovviamente non impressione chi ha commesso il reato, perché se sapesse cosa significa il Timor di Dio, non l’avrebbe fatto. Invece, visto che si tratta del reato di danneggiamento aggravato, dovranno rispondere alla giustizia terrena.

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