Domus Sanctae Marthae e Spagna di Sanchez: curioso vertice Jorge Bergoglio-Yolanda Díaz

Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede N. 839 – Le Udienze, 11.12.2021: «Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza S.E. la Signora Yolanda Díaz Pérez, Secondo Vice Presidente del Governo e Ministro del Lavoro e dell’Economia Sociale di Spagna».

«Sabato 11 dicembre 2021 Papa Bergoglio ha ricevuto in robusta udienza privata, durata quaranta minuti (oltre ai dieci riservati al seguito), il Ministro spagnolo del Lavoro. Gatta ci cova… forse il gradimento per una nuova ambasciatrice, laicista fin nel midollo delle ossa?», come spiega l’amico e collega Giuseppe Rusconi nel suo contributo che segue.

Il partito Unidas Podemos [Uniti Possiamo] ha affermato che l’incontro tra il Jorge Bergoglio e Yolanda Díaz riflette un’agenda comune contro la disuguaglianza e il cambiamento climatico. Podemos è un partito politico di sinistra fondato in Spagna nel gennaio 2014 da intellettuali e accademici legati al movimento degli Indignados o Movimiento 15-M, dal giorno 15 maggio 2011 della mobilitazione popolare tenutasi a Madrid, in cui rappresentanti di centinaia di Paesi hanno manifestato contro il potere della finanza mondiale e la subordinazione della politica all’economia. Ispirandosi ai modelli della sinistra bolivariana e con un forte radicamento territoriale, postulando una rivoluzione dal basso ed emergendo sulla scena politica come uno dei partiti europei anti-austerity che meglio hanno saputo trasformare la rabbia sociale in strategia politica. Dalla alleanza con Izquierda Unida (IU) [Sinistra Unita] sono nate all’interno di Podemos profonde divergenze tra la corrente radicale-ortodossa e quella favorevole ad un sistema di intese ad ampio raggio e dell’avvicinamento al Partido Socialista Obrero Español (PSOE) [Partito Socialista Operaio Spagnolo] per appoggiare l’investitura a Primo Ministro del suo Segretario Pedro Sánchez, in una grave fase di stallo politico, che ha visto la Spagna priva di esecutivo per dieci mesi.

La co-Portavoce statale di Podemos, Isa Serra, ha giudicato “positivo” l’incontro tenutosi sabato scorso tra il Capo dello Stato della Città del Vaticano, Papa Francesco e la Seconda Vice Presidente del Governo Spagnolo, Yolanda Díaz, mostrando che lo spazio confederale condivide con il Sommo Pontefice la stessa agenda contro il cambiamento climatico e le disuguaglianze. In una conferenza stampa, Serra ha sottolineato che durante l’incontro nel Palazzo Apostolico in Vaticano tra i due c’è stato un colloquio “benefico” e “ricco” su temi che sono “di buon senso” e che “tutti dovrebbero difendere”. Secondo quanto ha rilevato Serra, durante l’incontro, Díaz ha spiegato al Papa i decreti legislativi che la Spagna ha intrapreso per alleviare la crisi e il concetto di lavoro come agente sociale che dà dignità e garantisce uguaglianza. Hanno anche parlato di altri temi come la crisi derivante dalla pandemia e il cambiamento climatico. Dopo l’incontro, Díaz ha sottolineato sui social che “costruire un mondo più attento e giusto è possibile solo con il dialogo tra persone diverse a favore del bene comune”. “C’è speranza”, ha concluso Díaz.

L’ospite ha regalato al Pontefice una stola di plastiche riciclate.

Inoltre, l’ospite ha regalato al Santo Padre un libro di poesie della scrittrice galiziana Rosalia de Castro, che gli emigrati portavano con loro in Argentina negli Anni Sessanta.

“Santa Marta e Spagna: curioso vertice Bergoglio-Yolanda Diaz
di Giuseppe Rusconi
Rossoporpora.org, 14 dicembre 2021


All’apparenza una Visita di Stato in grande stile. Amputata però della tradizionale seconda parte di incontri con la diplomazia della Santa Sede. Come a dire: la questione è mia e la gestisco io, senza intermediari. Un fatto curioso, anche se non inedito nel palesarsi dello “stile Bergoglio”. Chiediamoci: a quale Presidente di Repubblica, a quale Primo Ministro Francesco ha concesso simile onore? Sorpresa: l’ospite era S.E. la Signora Yolanda Díaz Pérez, Ministro del Lavoro e dell’Economia Sociale (e Secondo Vice Presidente) del Governo spagnolo guidato dal noto Pedro Sanchez. Ma quando mai Bergoglio riceve in Udienza privata singoli ministri, a meno che non si occupino di questioni delicate che riguardino i rapporti con la Chiesa cattolica? E perché allora il Pontefice ha accolto la richiesta di Yolanda Díaz? Accordandole un’udienza di non meno di quaranta minuti (addirittura qualcuno in più di quelli concessi a Pedro Sanchez nel 2020)?

Gatta ci cova… basta guardare la soddisfazione che traspare eloquente dai sorrisi a tutto campo nelle foto ufficiali… altro che i bronci riservati al povero Trump!

Chi è Yolanda Díaz Pérez? Avvocato e politica spagnola, nata in Galizia mezzo secolo fa (Fene, 6 maggio 1971) in una famiglia di famosi sindacalisti di Galizia attivi nella militanza anti-franchista, fin da piccola ha aderito al Partito Comunista Spagnolo. Si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Santiago de Compostela e dopo aver conseguito tre master post-laurea, ha iniziato a lavorare come para-legale per uno studio legale, registrandosi successivamente come avvocato e apertura del proprio studio legale, specializzato in diritto del lavoro. Membro del Congresso dei Deputati dal 2016, in precedenza è stata Consigliere comunale di Ferrol (2003-2012), Membro del Parlamento della Galizia (2012-2016) e Coordinatrice nazionale di Esquerda Unida dal 2005 al 2017. Dal 13 gennaio 2020 Secondo Vice Presidente del Governo Sánchez II e Ministro del Lavoro e dell’Economia Sociale.

In piena sintonia con Podemos di Pablo Iglesias, tanto che, quando quest’ultimo nel marzo 2021 ha annunciato di lasciare l’esecutivo nazionale per candidarsi a Governatore della Comunità di Madrid (con esito elettorale felicemente catastrofico), lo ha sostituito come Secondo Vice Presidente del Governo. La Díaz si sta occupando della riforma del mercato del lavoro in tempi caratterizzati dalle avversità sanitarie; e, in altri ambiti, si manifesta ideologicamente come una nostalgica della famigerata Seconda Repubblica degli Anni Trenta (che, giova ricordarlo specie ai sordi volontari, mise a morte anche migliaia di preti, suore, seminaristi, oltre a un numero ancora maggiore di laici cattolici). Membro del Partito Comunista Spagnolo, Díaz è a favore di tutto ciò che Dio ha proibito.

Perché Jorge Mario Bergoglio ha ricevuto con tanto calore Yolanda la rossa? Secondo le dichiarazioni della stessa i conversari si sono incentrati sulle misure spagnole per contrastare la crisi derivata dalla pandemia, sulla tutela dei lavoratori, dei migranti, dell’ambiente. E su altri argomenti di cui la Diaz non ha voluto riferire. Quali questi altri argomenti, di cui il gesuita argentino ha voluto occuparsi in prima persona?

Incominciamo con l’osservare che Yolanda Díaz è stata ricevuta sì come Ministro del Lavoro e dell’Economia Sociale, ma in primo luogo come rappresentante di quel Governo spagnolo di cui è Secondo Vice Presidente del Governo. È assodato che Pedro Sanchez era come minimo al corrente dell’incontro nei dettagli. E che Yolanda la rossa si è fatta portavoce durante l’udienza di richieste dell’intero governo. Il che giustificherebbe sia l’udienza che i suoi tempi.

Che cosa chiedeva l’esecutivo nazionale? È noto che i Governi Sanchez (sia il primo che il secondo) sono stati e sono caratterizzati da una robusta vena laicista, mirando in tal senso a ridurre il più possibile l’influenza residua della Chiesa Cattolica Romana sulla società spagnola. Anche attraverso leggi totalitarie che impongono la sovversione antropologica nella scuola. Per piegare le ultime resistenze contro progetti di legge e decisioni da Repubblica degli Anni Trenta, il mostro rosso-rosso evoca da tempo a mo’ di ricatto lo spettro dell’abolizione del finanziamento pubblico della Chiesa tramite il 7 per mille (in Italia è l’8 per mille).

Sabato scorso, a quanto si ipotizza, Yolanda Díaz potrebbe aver parlato di una questione particolarmente delicata: la nomina di una nuova ambasciatrice di Spagna presso la Santa Sede. L’attuale titolare, Maria del Carmen de la Peňa Corcuera (a Roma dalla fine del 2018), sarebbe stata rimossa dopo soli tre anni dal suo incarico e il Governo Sanchez avrebbe nominato al suo posto Maria Isabel Celaá Diéguez. Non una qualunque nella nomenclatura socialista e non una qualunque nella lotta anticattolica.

La Celaá infatti è stata Ministro dell’Educazione e Formazione Professionale sia nel primo che nel Governo Sanchez II fino a luglio 2021 (… ma guarda che coincidenza!) oltre che Portavoce dell’esecutivo e ha dato un impulso fondamentale all’approvazione della nuova legge organica (laicista) su cui si regge il sistema scolastico spagnolo: infatti si chiama Ley Celaá. Dell’indomita nostalgica (della Repubblica degli Anni Trenta) e dunque totalitaria, citiamo a edificazione di chi ci legge una dichiarazione del 17 gennaio 2020 sul pin parental (richiesta dell’autorizzazione dei genitori riguardo alla partecipazione dei figli in tempo di scuola a lezioni, corsi, attività di sovversione antropologica): “Questo pin parental intacca il diritto fondamentale, costituzionale, della educazione di ogni bambino. (…) Non tollereremo il pin e questo Ministero adirà il tribunale” [QUI].

In tempi vaticani normali per la Celaá sarebbe assai improbo avere il necessario nullaosta per poter occupare la prestigiosa sede diplomatica di Piazza di Spagna. Ma papa Bergoglio si è appropriato, – ça va sans dire, come d’abitudine quando qualcosa gli preme particolarmente– di certo in pieno spirito di sinodalità e condivisione, del dossier: l’udienza a Yolanda Diaz è lì a dimostrarlo. Come finirà? Neanche la zingara che legge le carte a via Condotti riuscirebbe ad azzeccarci.

Non resta che sperare nello Spirito Santo.

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