Il filosofo Carlo Lottieri: «Siamo in presenza di forme sottilmente totalitarie, di fronte a un Leviatano sanitario. Un’isteria irrazionale ci fa aderire a misure senza senso»

Il filosofo Carlo Lottieri (foto di copertina), intervistato da Pietro Salvatori per Huffingtonpost.it [QUI] osserva che occorre una reazione al cambiamento istituzionale, sociale e politico a cui assistiamo, che restringe le libertà in nome dell’emergenza. Scrive Salvatori: «La presenza di Carlo Lottieri alla Commissione Dubbio e Precauzione, il gruppo di controinformazione sul Covid voluto da Giorgio Agamben, Massimo Cacciari e Ugo Mattei, ci ha molto incuriosito. Lottieri, professore di Filosofia del diritto a Verona, è infatti uno dei più stimati pensatori liberali italiani, fra i fondatori dell’Istituto Bruno Leoni e considerato l’erede di Sergio Ricossa. Volevamo capire che cosa avesse spinto uno del calibro di Lottieri ad associarsi a un Commissione rapidamente scivolata nel negazionismo e nel complottismo. Il risultato è in questa intervista. Ognuno se ne farà il giudizio che crede».

Dopo l’intervista di Pietro Salvatori al filosofo Carlo Lottieri segue l’informazione sulla Commissione Dubbio e Precauzione e la diretta streaming sul canale Youtube di Studenti Contro il Green Pass della videoconferenza dell’8 dicembre 2021.

Professore, dunque cosa ci faceva ieri a Torino insieme a Cacciari, Mattei e Agamben?
Carlo Lottieri: Da qualche tempo penso che stiamo assistendo a un cambiamento istituzionale, sociale e politico che sta restringendo le libertà individuali in nome di un appello all’emergenza, e ritengo questo che esiga una reazione. Siamo persone che hanno trascorsi diversi e idee anche contrastanti, ma che si trovano d’accordo di fronte all’esigenza di tutelare l’inviolabilità del corpo umano, opponendosi all’isteria alimentata dal potere attuale. Di fronte al Leviatano sanitario serve una coalizione che difenda la libertà di pensiero. Mi piace il fatto che si parli di noi come di “renitenti”, come di coloro che nella Prima guerra mondiale si rifiutavano di uccidere e di morire.

Ma la vostra libertà mette in pericolo la libertà altrui. Rifiutate di uccidere o morire ma aumentate il rischio per chi vi sta attorno. C’è una dimensione collettiva della libertà, non può non tenerne conto.
Carlo Lottieri: Non è così. O i diritti fondamentali esistono e sono inviolabili, oppure non esistono per nulla e sono mere concessioni del potere. Né penso difendibile la tesi secondo la quale la scelta di non vaccinarsi comporterebbe un danno per gli altri. Il grande equivoco è che o sosteniamo che vaccini sostanzialmente funzionano, o riteniamo che non funzionano. Se ti vaccini e hai una copertura dal virus, cosa temi dagli altri? Una persona protetta dal vaccino – che ha meno probabilità d’infettarsi e se questo avviene molto spesso non deve affrontare gravi conseguenze – ha davvero poco da temere da un non vaccinato. C’è un brocardo che recita: “De minimis non curat praetor”. Il comportamento di chi non si vaccina non può essere considerato lesivo dei diritti altrui, e infatti in vari Paesi non lo è.

Ma i vaccini sono un argine alle ospedalizzazioni, agli ingressi in terapia intensiva, agli stessi decessi.
Carlo Lottieri: Questo non lo discuto. Non siamo contro i vaccini. Chi vuole può tutelarsi con questo strumento e dovrebbe anche avere il diritto di poter scegliere quale tra i molti vaccini disponibili, senza per forza farsi iniettare un farmaco scelto da altri. Mia madre è vaccinata e mia figlia lo è, e mi fa piacere che lo siano.

Lei no?
Carolo Lottieri: Io no.

Ma se non è contro i vaccini!
Carlo Lottieri: Ho scelto di non vaccinarmi per una questione di principio: etico-giuridica, non sanitaria. Tutti gli anni tengo un corso sull’obbligo politico (cercando di mostrare come sia illegittimo che alcuni uomini dispongano di altri uomini), e sarei stato incoerente se avessi subito chinato la testa: accettando senza la minima reazione la condizione di suddito.

Ma perché suddito, scusi?
Carlo Lottieri: Perché quando qualcuno impone qualcosa a qualcun altro, il secondo non è più un uomo libero. E perché c’è stata una scelta politica precisa: quella di puntare solo su una delle varie risposte possibili. Ma la medicina deve essere tarata su persone tra loro molto diverse. In ragione di un ben preciso calcolo politico, ci considerano tutti identici, e in tal modo si sta scivolando verso logiche totalitarie giustificate da quella che viene chiamata “la scienza”. La ricerca scientifica autentica, invece, vive di dibattiti e cresce attraverso autentiche rivoluzioni, come furono quelle di Galileo oppure Einstein, che dissero cose del tutto eretiche rispetto alle opinioni degli altri studiosi in quel momento.

Ma ci sono già almeno 10 vaccini obbligatori per i bambini nel nostro paese, e nessuno ha mai posto di questi problemi.
Carlo Lottieri: Non è vero: c’è chi giustamente ha protestato e ha alzato le barricate! È vero che l’Italia ha una storia profondamente illiberale da questo punto di vista. Fra un po’ imporremo pure le trasfusioni ai testimoni di Geova…

Non mi dica che è d’accordo con Agamben quando introduce analogie tra Draghi e il nazismo.
Carlo Lottieri: Abbiamo alle spalle cinque secoli di storia dello stato moderno: un’istituzione che non riconosce nulla sopra di sé. Queste cose le dicevano Bodin, Hobbes e Rousseau, non io. Come europei, dobbiamo sapere che abbiamo costantemente nella nostra storia il rischio totalitario: non è un qualcosa venuto dal nulla e che si è esaurito nella Germania degli anni ’30 e ’40.

Dunque mi faccia capire: pensa che oggi ci siano elementi per poter fare dei paralleli con le leggi razziali, o con l’eliminazione dei disabili portata avanti da Hitler…
Carlo Lottieri: Penso che siamo in presenza di forme sottilmente totalitarie. Hannah Arendt sostiene che nei regimi totalitari il potere non si limita a comandare, ma punta a conquistare il cuore e la mente dei suoi cittadini. Il vero trionfo del potere non è la passiva obbedienza, ma l’attiva partecipazione. In questo senso il green pass è cruciale, perché chiede un’adesione attiva. D’altra parte, quella libertà di pensiero che storicamente era associata alla tolleranza – qualcosa che sembrava ormai acquisito – è oggi sempre più limitata. Si pensi alla difficoltà di ragionare seriamente sugli eventi avversi. Siamo di fronte a una prospettiva dogmatica e bigotta, che condanna sul piano morale ogni dissenziente.

Non sarà anche lei sostenitore del Great Reset o di questo tipo di tesi complottiste?
Carlo Lottieri: Quello che penso è che vi una generale convergenza sul piano ideologico e degli interessi: burocrati, politici, organismi internazionali, imprese, sindacati, chiese e via dicendo convergono in maniera naturale a protezione del nuovo potere. Non c’è quasi più spazio per un’economia libera, così come si restringe la possibilità di un pensiero indipendente e scettico. Non c’è allora bisogno di un disegno, perché ci sono tanti interessi sintonizzati tra loro e c’è una comune visione ideologica nelle élites. Ed è già pronto quel che verrà dopo.

E cosa verrà dopo?
Carlo Lottieri: La crisi climatica sarà la nuova emergenza, utile a distruggere ancor più il diritto e le libertà individuali.

Aspetti un attimo, cosa c’entra?
Carlo Lottieri: La dissoluzione del diritto troverà una straordinaria opportunità su quel versante, e può già contare su un consenso costruito nel corso di decenni. Perché vede prima che vi fosse un’offerta di pandemia c’era una domanda di pandemia.

Ma che significa una “domanda di pandemia”?
Carlo Lottieri: Per i governi e le élite a loro connesse la pandemia è stata una straordinaria opportunità: tanto più che abbiamo visto una società che ha chiesto solo di essere guidata, timorosa di morire di Covid e dominata da un’isteria irrazionale. Dal coprifuoco dopo le 10 di sera alle mascherine all’aperto, abbiamo aderito a misure senza senso.

Mi perdoni: quindi secondo lei da Biden a Putin, da Draghi a Merkel, da Aifa a Ema, sono tutti d’accordo in un grande piano interconnesso per controllarci?
Carlo Lottieri: I governi esistono e contano molto, le lobby egualmente, e le élite pure. Poi per fortuna c’è qualche defezione: dalla Svezia alla Florida. Ma noi italiani purtroppo abbiamo fornito lo standard, essendo stati il primo paese occidentale a essere stato colpito. E non è un caso che abbiamo prima dato il fascismo all’Europa e poi per decenni abbiamo avuto il partito comunista più grande dell’intero Occidente.

Volete fare un partito anche voi?
Carlo Lottieri: Personalmente penso che sarebbe disastroso. Abbiamo idee molto diverse, anche se siamo uniti in difesa dei diritti fondamentali, della libertà di cura e della difesa del pluralismo. Credo che servirebbe una serie di realtà politiche molto diverse, ma in grado di allearsi. Un comitato chiamato a restaurare il diritto e la libertà di espressione.

La libertà d’espressione è garantita. Le vostre tesi sono sui giornali, io la sto intervistando, andate in tv.
Carlo Lottieri: In genere sono trappole. Basti dire che siamo definiti “negazionisti”, un termine che nacque per chi negava la Shoah, e che poi usato per il clima. Qualunque cosa pubblichiamo su Fb ci becchiamo una sospensione. C’è un’evidente alleanza tra politica, scienza, finanza, media.

Ma nel regime autoritario che denuncia lei è libero di sostenere queste posizioni!
Carlo Lottieri: Quanti come me esprimono queste tesi possono farlo, ma sanno che pagheranno un prezzo. Un mio collega, a Verona, a stato allontanato dopo due minuti in televisione. Molti altri quindi tacciono per evitare conseguenze. A me questo non sembra normale.

Commissione Dubbio e Precauzione | Live streaming sul canale Youtube di Studenti Contro il Green Pass | 8 dicembre 2021.

Dopo il successo del Convegno sulle politiche pandemiche, svoltosi all’International University College di Torino il 10 novembre 2021, la Commissione Dubbio e Precauzione[QUI] è nata l’8 dicembre 2021, con una videoconferenza di circa 10 ore, con lo scopo di indagare dati alla mano sulla gestione pandemica e sulla campagna vaccinale in Italia.

L’idea nasce da Ugo Mattei, professore di Diritto all’Università di Torino che è stato collaboratore di Stefano Rodotà, scomparso 4 anni fa, esperto di diritti in particolare sul tema dei beni comuni. Negli ultimi mesi, a Torino, Mattei ha guidato le proteste contro il Green Pass, all’università e non solo, oltre ad essersi presentato alle Elezioni Comunali di Torino alle quali ha conseguito il 2,3%.

La Commissione Dubbio e Precauzione si è costituita in modalità permanente, con l’obiettivo di tutelare la libertà e i diritti umani nell’ambito delle leggi internazionali, si legge sul sito di Generazioni Future, associazione intitolata a Rodotà, presieduta da Ugo Mattei, con il fine di discutere sui temi di dubbio e precauzione della gestione pandemica dello Stato d’emergenza.

Massimo Cacciari ha parlato di questa iniziativa in un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità, in cui il filosofo ha sostenuto che “regna un pensiero unico, che non ammette neanche l’esercizio del dubbio”, criticando poi il fatto che la condizione di emergenza possa diventare permanente. Perciò, ha spiegato lo stesso Cacciari, è arrivato il momento di fondare “un gruppo di controinformazione serio”. “Raccoglieremo tutte le testimonianze critiche provenienti da tutto il mondo e vedremo di tentare di aggiungere informazioni ai dati limitati che ci sono stati forniti fino a oggi”, ha assicurato.

La diretta streaming promosso dai quattro intellettuali italiani che più hanno fatto sentire la loro voce critica nei confronti della gestione pandemica e della campagna vaccinale, il giurista Ugo Mattei, i filosofi Massimo Cacciari e Giorgio Agamben, e il massmediologo Carlo Freccero, ha visto la partecipazione di più 50 relatori – in buona parte medici e scienziati – hanno lanciato i lavori tramite una diretta sulla pagina facebook di Generazioni Future [QUI] (che Facebook ha prontamente oscurato) e sul canale Youtube di Studenti Contro il Green Pass [QUI]. Oltre ai promotori hanno partecipato Marco Milanesio, Maria Rita Gismondo, Tiziana Vigni, Michele Di Mascio, Andrea Saltelli, Alvise e Victoria – SCGP Pavia, Davide Sabatino, Carlo Gambacorti Passerini, Giovanni Nobile, Massimo Citro, Daniele Porretta, Giuseppe Longo, Livio Giuliani, Patrizia Luzi, Hubert Debiolles, Andrea Camperio Ciani, Nunzia Alessandra Schilirò, Eduardo Missoni, Jean-Dominique Michel, David Conversi, irginie Araujo-Recchia, Filippo – SCGP Torino, Laurent Mucchielli, Philippe Guillemant, Leda Volpi, Gabriella Paolucci, Andrea Zhok, Gennaro Imbriano, Carlo Lottieri, Vito De Luca, Guido Cappelli, Pasquale De Sena, Sara Gandini, Stefano Scovazzo, Alberto Contri, Mariano Bizzarri, Antonietta Gatti, Giuseppe Romeo, Roberta Lanfredini.

La loro critica è rivolta soprattutto a questa fase di gestione da parte del governo di Mario Draghi e non solo. Le perplessità riguardano il vaccino contro il Covid-19, la sua somministrazione di massa, le politiche autoritarie, la deriva biopolitica, l’utilizzo del Green Pass, l’implementazione del Super Green Pass e la fine dello Stato d’emergenza, che molto probabilmente il governo allungherà ulteriormente oltre il 31 dicembre 2021.

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