Giorgio Agamben in Senato gela tutti: “Questo Paese sta scivolando in una barbarie senza precedenti” e demolisce l’infame Green Pass: “È come il nazismo”

Chi l’ha detto che la politica può agire con questo potere in decisioni di ambito medico? È questa la domanda che esemplifica al massimo l’intervento il 7 dicembre 2021 del filosofo Giorgio Agamben in un’audizione organizzata dalla Prima Commissione (Affari costituzionali) a Palazzo Madama per approfondire su “Obblighi vaccinali e rafforzamento certificazioni verdi Covid-19”. Riportiamo la notizia da Radioradio.it [QUI] e da Iltempo.it [QUI].

La videoregistrazione dell’audizione di Giorgio Agamben al Senato, 7 dicembre 2021.

Un discorso sulla falsariga dei precedenti nei quali pure l’intellettuale aveva confermato il suo scetticismo circa misure che sembrerebbero sanitarie solo in apparenza. Questo perché non ci sarebbe motivo di negare la permanenza nei luoghi pubblici al chiuso – anche in zona bianca – a chi si sottopone a tampone, mentre nel frattempo centinaia di vaccinati “che dopo due mesi dall’inoculazione sono nella stessa condizione dei non vaccinati” varcano le porte girevoli della società senza alcuna inibizione.

Ma il discorso di Agamben è ben più profondo delle semplici discussioni sanitarie: anche ammesso che tutte queste misure funzionino per una malattia che, come ricordato da Giorgio Palù (AIFA) ha un tasso di letalità dello 0,2%, come non notare il prezzo spaventoso di queste restrizioni, con una parte della società letteralmente tagliata fuori dalla vita pubblica?

Provvedimenti che inibiscono una libera scelta, portano il giudizio di un’intera categoria – tutt’altro che omogenea – sulla falsariga degli appestati. Appestati che, secondo Agamben, “ricordano molto i non-ariani”. “Il Green Pass – dice il filosofo – separa e definisce in maniera negativa i no vax come i non ariani per le leggi del ’38. Scivoliamo in una barbarie senza precedenti nella storia”, il governo “ha scelto la cosa peggiore, dividere i cittadini; dopo aver seminato odio e paura oggi si semina terrore e discriminazione”.

Agamben inizia il suo intervento con una dichiarazione chock: “La legge sulla protezione del popolo tedesco dalle malattie ereditarie che Hitler fece approvare nel 1933 portò alla formazione di speciali commissioni mediche che decisero la sterilizzazione forzata di 400mila persone”.

“Parole durissime che fanno sensazione specie se si considera che in questi giorni si sta discutendo sull’opportunità di invitare o meno in tv i sostenitori delle posizioni no vax e no pass. Ma qui non si è in tv, bensì nel tempio della democrazia. E al Senato – seppur collegato in videoconferenza – Agamben non si preoccupa di usare parole diplomatiche”, commenta Iltempo.it le parole pronunciate dal filosofo.

Il destino del filosofo Giorgio Agamben ormai è segnato, come altrettanto infausto è quello del suo collega Massimo Cacciari, che da oracolo della sinistra è stato abbassato a ultimo dei reietti, all’improvviso rinnegato e dichiarato un cretino e un mascalzone, solo perché ha osato mettere in discussione la “stretta autoritaria”, così l’ha definita, del Green Pass da parte del governo. Il dem Andrea Romano domenica 5 dicembre 2021 a Controcorrente su Rete 4 ha sparato a zero su Cacciari (che non era ospite della trasmissione), alla vigilia dell’introduzione dell’infame lasciapassare verde rafforzato, che permetterà ai non vaccinati ma tamponati di lavorare e poco altro. Romano dice che “c’è chi non si vaccina perché l’ha detto Cacciari”. “Ma che dice – replica Maria Giovanna Maglie infuriata -. Io posso non vaccinarmi perché lo decido io… Agamben fino all’altro ieri era il più grande filosofo italiano e oggi… Baricco, Ricolfi…”, tutti miti della sinistra che andavano bene solo fino a “quando hanno posto dei dubbi sul vaccino, forse nemmeno sul quello ma sui metodi illiberali con cui questo Paese ha affrontato il virus”, affonda Maglie.

Foto di copertina da Radioradio.it.

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