Per l’Immacolata, Papa Francesco “in privato” a Piazza di Spagna… “a sorpresa”, secondo i pennivendoli

Comunicazione ai giornalisti del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni di oggi, 8 dicembre 2021, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria: “Questa mattina, nella Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, poco prima delle 6.15, Papa Francesco si è recato in Piazza di Spagna per un atto di venerazione a Maria Immacolata, anche quest’anno in forma privata. Mentre attorno era notte, il Papa ha deposto un cesto di rose bianche alla base della colonna sulla cui sommità si trova la statua della Madonna e si è fermato in preghiera, chiedendoLe il miracolo della cura, per i tanti malati; della guarigione, per i popoli che soffrono duramente per le guerre e la crisi climatica; e della conversione, perché sciolga il cuore di pietra di chi innalza muri per allontanare da sé il dolore degli altri. Alle 6.20 Papa Francesco ha lasciato Piazza di Spagna. Dopo aver lasciato Piazza di Spagna, Papa Francesco si è recato a Santa Maria Maggiore dove ha continuato la preghiera davanti all’icona di Maria Salus Populi Romani. Poco dopo le 7.00 ha fatto ritorno in Vaticano”.

Di soppiatto all’alba, ci è andato, come l’anno scorso, per una brevissima preghiera a Piazza di Spagna, dopo aver indotto con i suoi comunicatori istituzionali a far pensare il contrario.

Comunicazione ai giornalisti del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, 30 novembre 2021: “Il prossimo 8 dicembre il Santo Padre Francesco compirà un atto di devozione privato, affidando alla Madonna la città di Roma, i suoi abitanti e i tanti malati in ogni parte del mondo. La scelta di non recarsi nel pomeriggio in Piazza di Spagna per il tradizionale Atto di venerazione dell’Immacolata è dovuta alla perdurante situazione di emergenza sanitaria e al fine di evitare ogni rischio di contagio provocato da assembramenti”.

La preghiera di Papa Francesco ai piedi della statua dell’Immacolata Concezione in Piazza di Spagna a Roma, alle ore 06.15 dell’8 dicembre 2021.

La “stranezza” – che è la vera notizia nel caso (a parte della non sorpresa per i titoloni sugli organi di stampa della “sorpresa” (rarissimamente ho visto un vaticanista “sorpreso” anche se scriveva il contrario) per il tocca e fuga in Piazza di Spagna all’alba – sta nel fatto che l’Uomo che Veste di Bianco vuole “evitare ogni rischio di contagio provocato da assembramenti”, mentre non teme il “contagio provocato da assembramenti” durante i suoi Viaggi Apostolici (per esempio recentemente a Cipro) e neanche a Piazza San Pietro per l’Angelus Domini o per le celebrazioni del tempo di Natale [Il Papa rinuncia nuovamente all’omaggio pubblico per la Solennità dell’Immacolata. Invece, in Vaticano non evita gli assembramenti. Seminando la contraddizione nella speranza che attecchisca – 28 novembre 2021].

Angelus Domini, 8 dicembre 2021 alle ore 12.00 in Piazza San Pietro, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.
Angelus Domini, 8 dicembre 2021 alle ore 12.00 in Piazza San Pietro, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.
Santa Messa, 3 dicembre 2021 alle ore 10.00 nel GSP Stadium a Nicosia, Viaggio Apostolico a Cipro e in Grecia (2-6 dicembre 2021).

France’, a che gioco stai giocando in territorio italiano? Ci vado, non ci vado, poi ci vado di nascosto, ma lo faccio sapere ai media che ci vado da solo, così il consenso è più popolare.
France’, la voi sape’ na cosa? Il popolo nun è fesso.
France’, sta giostra’ deve fini’ de gira’ a vuoto, solo per il tuo piacere e per la tua volontà di sentire su di te il clamore mediatico di ogni tua sceneggiata.
Ma nostro Signore non ha detto de prega’ in silenzio e de nun fasse vede’ e senti’ da nessuno?
France’, i cattolici l’hanno capito il trucco e si sentono presi per i fondelli.

Che motivo c’è di andare a piazza di Spagna se l’omaggio all’Immacolata Concezione si può fare anche in Vaticano oppure a Santa Maria Maggiore (senza doppione)?
Sceso dall’aereo papale di ritorno dalla Grecia, ha fatto l’ennesima sceneggiata, con la quale ha tentato di far impazzire bravi e colti giornalisti di livello  internazionale, che per fortuna e per bravura, non cadono nei trabocchetti di bassa lega di un Uomo che Veste di Bianco.
Prosegue la semina della contraddizione, che vedrà forse i suoi frutti attecchire e germogliare nel caos creato dall’Uomo che Veste di Bianco

France’, se non è l’abito che fa il monaco, non sarà mai una veste bianca a fare un Papa. Soprattutto non farà mai Papa che un Papa proprio non po’ esse mai. La storia ci darà torto o ci darà ragione. Sarà la storia di quelli che hanno scritto un milione di libri insieme a quelli che non sanno nemmeno parlare. Sarà la storia che dà i brividi, perché nessuno la può cambiare.
Perché la storia, France’, non ha nascondigli e non la puoi raggirare. La storia siamo noi, siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo. La storia siamo noi. Siamo noi queste onde nel mare, questo chiasso che rompe il silenzio e l’omertà di un Pontificato, molto duri da raccontare.
Non siamo tutti uguali, France’, soprattutto tu non sei uguale a noi e noi siamo orgogliosi di non essere uguali a te.
La storia entra dentro le stanze e le brucia. La storia da’ torto o da’ ragione. La storia siamo noi che scriviamo lettere, siamo noi che abbiamo tutto da vincere, ma che non abbiamo paura di perdere tutto, se necessario. La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi il popolo che non passa più la mano.
France’, il popolo di Dio siamo noi. E noi abbiamo capito. Abbiamo capito e adesso diciamo basta! Basta a tutto questo scempio!

Parte del testo – in colloquio con lo Staff del Blog dell’Editore – è liberamente ispirato al brano di Francesco De Gregori La storia.

Buona Solennità dell’Immacolata – la più grande tra le feste mariane – a tutti nostri attenti lettori.

Postscriptum

L’Avvento è tempo fecondo per crescere nella speranza, per imparare il vangelo dell’umiltà e dell’attesa. Non è tempo per sciocchezze e furbate. È il paradosso cristiano: il Bambino davanti a cui ci commuoviamo è il nostro Maestro. La debolezza della sua umanità è la nostra forza.

«Ridestati, uomo: per te Dio si è fatto uomo. Svegliati, o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà (Ef 5,14). Per te, ripeto, Dio si è fatto uomo. Saresti morto per sempre se Lui non fosse nato nel tempo. Mai saresti stato liberato dalla carne del peccato, se Lui non avesse assunto una carne simile a quella del peccato. Ti saresti trovato sempre in uno stato di miseria, se Lui non ti avesse usato misericordia. Non saresti ritornato a vivere, se Lui non avesse condiviso la tua morte. Saresti venuto meno, se Lui non fosse venuto in tuo aiuto. Ti saresti perduto, se Lui non fosse arrivato» (Sant’ Agostino, Sermone 185, 1).

«Dio si è fatto uomo perché noi uomini diventassimo dèi, cioè partecipi della vita divina» (Sant’Atanasio, De Incarnatione, 54).

«Il dono più grande è che siamo figli di Dio e che Egli generi in noi suo Figlio», perché «il più nobile desiderio di Dio è generare. Egli non è soddisfatto prima di aver generato in noi suo Figlio. Nello stesso modo, l’anima non è mai soddisfatta, se in essa non nasce il Figlio di Dio. È allora che scaturisce la grazia», afferma Meister Eckhart.

Quando sono debole: è allora che sono forte!

Postilla

1. Quando si dice “a sorpresa” si deve capire anche il significato della parola sorpresa: evento o intervento inatteso, che coglie impreparati, suscitando meraviglia o stupore per lo più gradevole; reazione di meraviglia o di stupore per il verificarsi di un fatto del tutto imprevisto o inaspettato. Se usata male, la parola cambia significato e vuol dire segreto di Pulcinella svelato; bugia sgamata. Intelligenti pauca…

2. «Come direbbe il grande Brignano: “Dove vai tu in privato e a sorpresa che manco sei di zona? Dove vai girando?”» (Valentina Villano).

Foto di copertina: la preghiera di Papa Francesco ai piedi della statua dell’Immacolata Concezione in Piazza di Spagna a Roma, alle ore 06.15 dell’8 dicembre 2021.

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