#LanterneVerdi riaccendano l’accoglienza

Con un video della ‘Piccola fiammiferaia’ Save the Children, organizzazione che da più di 100 anni è impegnata a garantire i diritti ai bambini, rilancia la drammatica situazione dei minori profughi in Europa, appoggiando l’iniziativa #LanterneVerdi per chiedere agli Stati di dare protezione e rifugio ai migranti al freddo che chiedono aiuto all’Europa. Per rilanciare questo appello, Save the Children ha rieditato la fiaba de ‘La piccola fiammiferaia’, un racconto familiare dal finale amaro già scritto, trasformandolo in un appello urgente a tutti per cambiarne insieme l’epilogo:

“Vogliamo dire insieme da che parte stiamo e opporci all’escalation in atto alle frontiere dell’Unione Europea. Basti pensare a ciò che sta succedendo al confine fra Bielorussia e UE, dove migranti e rifugiati, tra cui diversi minori soli o con le loro famiglie, sono bloccati in campi di fortuna e lottano contro ipotermia e fame.

In queste settimane hanno dovuto affrontare respingimenti crudeli e violenze da parte delle guardie di frontiera, almeno un ragazzo e un bambino, oltre a una donna incinta, hanno perso la vita, mentre i rapporti delle organizzazioni locali suggeriscono che altre morti sarebbero avvenute nella foresta al confine”.

Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, ha sottolineato la necessità della sensibilizzazione con un semplice gesto, che è possibile compiere dalla pagina della ong: “Con la storia simbolica raccontata nel video lanciato oggi vogliamo sensibilizzare e invitare a non restare indifferenti, come insegnato dall’esempio dei cittadini bielorussi e polacchi, che hanno acceso lanterne verdi nelle loro abitazioni per indicare ai migranti la sicurezza di poter ricevere ristoro e aiuto.

Tutti possono infatti accendere una lanterna verde contro l’indifferenza, nel loro luogo di vita o di lavoro, e sui propri canali social in rete, postando il simbolo con l’hashtag #lanterneVerdi…

Con questa iniziativa chiediamo al Governo italiano e all’Unione europea una politica più umana, che accolga le persone vulnerabili, riconoscendo i diritti e la dignità delle persone bloccate ai confini dell’Ue, nel rispetto pieno dei principi morali e degli statuti giuridici dell’Unione”.

A Lesbo papa Francesco aveva chiesto all’Europa maggiore responsabilità verso i migranti, riprendendo le parole dello scrittore premio Nobel, Elie Wiesel: “Soprattutto, se vogliamo ripartire, guardiamo i volti dei bambini. Troviamo il coraggio di vergognarci davanti a loro, che sono innocenti e sono il futuro. Interpellano le nostre coscienze e ci chiedono: ‘Quale mondo volete darci?’

Non scappiamo via frettolosamente dalle crude immagini dei loro piccoli corpi stesi inerti sulle spiagge. Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un freddo cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d’acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte.

Non lasciamo che il mare nostrum si tramuti in un desolante mare mortuum, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro! Non permettiamo che questo ‘mare dei ricordi’ si trasformi nel ‘mare della dimenticanza’. Fratelli e sorelle, vi prego, fermiamo questo naufragio di civiltà!”

Anche nel messaggio ai partecipanti alla VII conferenza ‘Rome Med Dialogues’, prima di partire per il viaggio apostolico, papa Francesco aveva sottolineato l’importanza del Mediterraneo per le migrazioni:

“Tra i diversi problemi che si concentrano sul Mediterraneo (e che esigono una lungimirante visione politica) è estremamente urgente quello migratorio, che mi è sempre stato a cuore e che ha motivato il mio primo viaggio apostolico, nell’isola di Lampedusa, nel 2013.

Gli avvenimenti di questi anni confermano sempre più che un intervento efficace può provenire solo da uno sforzo congiunto non limitato ai Paesi frontalieri, ma condiviso anche dai rispettivi Continenti di appartenenza. Nessuno deve essere lasciato solo nella gestione di questo enorme problema”.

Un appello sottolineato anche nel video messaggio per il 70º anniversario dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) papa Francesco aveva proposto la necessità di trovare strade rispettose della vita:

“C’è un bisogno urgente di trovare vie dignitose per uscire dalle situazioni irregolari. La disperazione e la speranza prevalgono sempre sulle politiche restrittive. Quante più vie legali esisteranno, meno probabile sarà che i migranti si vedano trascinati nelle reti criminali dei trafficanti di persone o nello sfruttamento e negli abusi durante il contrabbando”.

(Foto: Save the Children)