Oggi 6 dicembre memoria liturgica di San Nicola di Mira. In neerlandese Sinterklaas, l’origine di “Babbo Natale” italiano, tramite il “Santa Claus” americano

San Nicola di Mira, noto anche come San Nicola di Bari, San Nicolao, San Nicolò (nome che porta mio carissimo amico siciliano e grande giornalista vaticanista Nicolò Marinaro, a cui dedico questo articolo) e Άγιος Νικόλαος in greco, era Vescovo di Mira in Licia nell’odierna Turchia, nato a Patara il 15 marzo 270 e morto a Mira il 6 dicembre 343. Il Martirologio Romano recita che è celebre per la sua santità e la sua intercessione presso il trono della grazia divina.

San Nicola è venerato dalla Chiesa Cattolica Romana, dalle Chiese Ortodosse e da diverse altre confessioni cristiane. Viene considerato un santo miroblita (cioè un santo il cui corpo, prima o dopo la morte, emana una fragranza, o lascia colare olio profumato, come nel caso del santo libanese, San Charbel Makhlouf). La sua figura ha dato origine alla tradizione italiana di Babbo Natale, attraverso il neerlandese Sinterklaas diventato Santa Claus in America).

La carità è il “miracolo” più grande che nasce dalla fede: prendersi cura degli ultimi, del prossimo in genere, oggi è il messaggio più profetico e rivoluzionario che ci lascia San Nicola. Divenne Vescovo di Mira in un tempo di persecuzione e dovette affrontare anche la prigionia. Si salvò dal martirio grazie alla libertà di culto concessa dall’Editto di Costantino nel 313. Difensore dell’ortodossia, forse partecipò al Concilio di Nicea nel 325. La tradizione gli attribuisce un’attenzione particolare nei confronti dei bisognosi, come le due giovani ragazze che poterono sposarsi solo grazie al dono da parte del vescovo di una dote.

San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo. Egli è certamente una delle figure più grandi nel campo dell’agiografia. Tra il X e il XIII secolo non è facile trovare santi che possano reggere il confronto con lui quanto a universalità e vivacità di culto. Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.

Una leggenda narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne. Per questi episodi San Nicola è ritenuto un santo protettore specialmente dei bambini. Egli è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio, dei ragazzi e delle ragazze, degli scolari. San Nicola è anche patrono di farmacisti, mercanti e commercianti, profumieri, bottai, arcieri, naviganti, marinai, pescatori, avvocati, prostitute, nonché di prigionieri e vittime di errori giudiziari, ed alcuni gli attribuiscono anche il patronato sui ministranti.

Le reliquie di San Nicola sono conservate a Bari e a Venezia, dopo essere rimaste fino al 1087 nella Cattedrale di Mira. Poi, quando la Città di Mira venne assediata dai musulmani, le Città di Venezia e Bari entrarono in competizione per impossessarsi delle reliquie del Santo e portarle in Occidente. Sessantadue marinai di Bari organizzarono una spedizione marittima, riuscirono a sottrarre le ossa di San Nicola, arrivando con queste nella loro città il 9 maggio del 1087. Qui furono affidate temporaneamente a un monastero benedettino e successivamente traslate nella cripta di una nuova chiesa dedicata al santo, la Basilica di San Nicola che Il 1° ottobre 1089 non era ancora ultimata, quando fu Papa Urbano II a presiedere la solenne cerimonia. Da quel momento San Nicola fu conosciuto anche come San Nicola di Bari. In realtà, i marinai baresi avevano tralasciato, volutamente o per errore, le ossa più piccole, che furono prese in una successiva spedizione da marinai veneziani e sono oggi custodite nella chiesa di San Nicolò al Lido.

Sinterklaas en Zwarte Piet.

Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas viene festeggiato nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, data in cui porta i doni ai bambini, che la sera preparano le loro scarpette con una letterina, una carota per suo asino e dello zucchero per suo aiutante Zwarte Piet (Pietro Nero). Inoltre, quando erano andati a letto, i genitori aggiungevano anche una bottiglia di birra per il Sint, che ogni famiglia ha cura di bere prima del risveglio dei bambini, casomai ci fosse bisogno di una scusa per stappare una birra, da nostri parti. Il culto di San Nicola fu portato a Nuova Amsterdam (l’odierno New York) dai coloni olandesi (è infatti il protettore della Città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas, dando successivamente origine al mito nordamericano di Santa Claus, che in Italia è quindi diventato Babbo Natale.

Sinterklaas con suo asino e Zwarte Piet, in arrivo nel porto di Antwerpen con la nave a vapore da Madrid, non portavano soltanto le arance e i mandarini dalla Spagna (“appeltjes van oranje”, ovvero, piccole mele arancioni), ma anche gli “speculaas”, che sono dei gustosissimi biscotti speziati (con zucchero di canna scuro e cannella, zenzero, noce moscata, cardamomo, chiodi di garofano in polvere) che vengono preparati durante le feste natalizie nei Paesi Bassi e in Belgio. Secondo la tradizione sono realizzati tra il 5 e il 6 dicembre per la Notte di Sinterklaas, ovvero la festa di San Nicola o la notte dei doni per i bambini.

Gli “speculaas” devono la loro origine ad un pasticciere di Hasselt, che nel XIV secolo era parte delle Diciassette province dei Paesi Bassi dei Duchi di Borgogna e oggi è il capoluogo della regione belga del Limburg. Il nome “speculaas” potrebbe derivare dal latino “speculum” (specchio) in riferimento al fatto che il disegno, spesso molto elaborato, dello stampo in legno in cui i biscotti prendono forma è riprodotto in maniera speculare sul bassorilievo che decora ogni biscotto. Mi ricordo bene la vasta collezione che possedeva mio padre, che era un maestro pasticciere.

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