Papa Francesco: san Giuseppe protagonista nella storia della Salvezza

Oggi papa Francesco ha accolto nella basilica di san Pietro i fedeli, perché ha accolto i volontari della Famiglia Vicenziana, che hanno reso omaggio al papa e hanno festeggiato la Madonna della Medaglia miracolosa nelle diocesi italiane in questo periodo di pandemia, ringraziandoli per la loro missione:

“In questi mesi di pandemia, la vostra missione ha portato speranza, facendo sperimentare a molti la misericordia di Dio. Penso, in particolare alle persone sole, agli ammalati negli ospedali, a quanti vivono nelle carceri, nei centri di accoglienza e nelle periferie esistenziali.

Grazie, perché avete testimoniato lo stile della ‘Chiesa in uscita’ che raggiunge tutti, a partire dagli esclusi e dagli emarginati. Continuate su questa strada e apritevi sempre più all’azione dello Spirito Santo, che infonde la forza per annunciare con audacia la novità del Vangelo”.

Inoltre ha salutato l’Associazione Italiana Vittime della violenza: “Cari fratelli e sorelle, vi ringrazio per l’opera di assistenza e di supporto a coloro che hanno subito maltrattamenti e vivono in situazione di angoscia e di disagio. E’ brutta la violenza, è brutta; è  molto brutto l’atteggiamento violento.

Con la vostra importante attività, voi contribuite a costruire una società più giusta e solidale. Il vostro esempio susciti in tutti un rinnovato impegno, affinché le vittime della violenza vengano protette e le loro sofferenze prese in considerazione e ascoltate”.

Poi si è recato all’aula Paolo VI per la catechesi invitando i fedeli a meditare su San Giuseppe nella storia della salvezza, come è descritto nei Vangeli: “Gli Evangelisti Matteo e Luca, narrando l’infanzia di Gesù, danno spazio al ruolo di Giuseppe. Entrambi compongono una ‘genealogia’, per evidenziare la storicità di Gesù. Matteo, rivolgendosi soprattutto ai giudeo-cristiani, parte da Abramo per arrivare a Giuseppe, definito ‘lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù detto il Cristo’.

Luca, invece, risale fino ad Adamo, iniziando direttamente da Gesù, che ‘era figlio di Giuseppe’, ma precisa: ‘come si riteneva’ tale. Dunque, ambedue gli Evangelisti presentano Giuseppe non come padre biologico, ma comunque come padre di Gesù a pieno titolo.

Tramite lui, Gesù realizza il compimento della storia dell’alleanza e della salvezza intercorsa tra Dio e l’uomo. Per Matteo questa storia ha inizio con Abramo, per Luca con l’origine stessa dell’umanità, cioè con Adamo”.

San Giuseppe è il tassello fondamentale nella storia della Salvezza, pur nel nascondimento: “Così, tutti possono trovare in san Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, della presenza discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà. Egli ci ricorda che tutti coloro che stanno apparentemente nascosti o in ‘seconda linea’ hanno un protagonismo senza pari nella storia della salvezza.

Il mondo ha bisogno di questi uomini e di queste donne: uomini e donne in seconda linea, ma che sostengono lo sviluppo della nostra vita, di ognuno di noi, e che con la preghiera, con l’esempio, con l’insegnamento ci sostengono sulla strada della vita”.

Quindi san Giuseppe è custode: “Giuseppe, con la sua vita, sembra volerci dire che siamo chiamati sempre a sentirci custodi dei nostri fratelli, custodi di chi ci è messo accanto, di chi il Signore ci affida attraverso tante circostanze della vita”.

Ed è un’icona per le persone che vivono in questo tempo ‘liquido’: “Questa società liquida, gassosa trova nella storia di Giuseppe un’indicazione ben precisa sull’importanza dei legami umani.

Infatti, il Vangelo ci racconta la genealogia di Gesù, oltre che per una ragione teologica, per ricordare a ognuno di noi che la nostra vita è fatta di legami che ci precedono e ci accompagnano.

Il Figlio di Dio, per venire al mondo, ha scelto la via dei legami, la via della storia: non è sceso nel mondo magicamente, no. Ha fatto la strada storica che facciamo tutti noi”.

Al termine ha recitato una preghiera a san Giuseppe, chiedendo aiuto e protezione per chi fa fatica a trovare legami: “San Giuseppe, tu che hai custodito il legame con Maria e con Gesù, aiutaci ad avere cura delle relazioni nella nostra vita. Nessuno sperimenti quel senso di abbandono che viene dalla solitudine.

Ognuno si riconcili con la propria storia, con chi lo ha preceduto, e riconosca anche negli errori commessi un modo attraverso cui la Provvidenza si è fatta strada, e il male non ha avuto l’ultima parola. Mostrati amico per chi fa più fatica, e come hai sorretto Maria e Gesù nei momenti difficili, così sostieni anche noi nel nostro cammino”.

(Foto: Santa Sede)

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