Dio esiste solo se lo lasciamo entrare

Quante volte ci capita di sentir dire “Dio non esiste, io non lo vedo e non lo sento”? A me parecchie, anche se l’ateismo puro, quello di chi afferma con assoluta certezza “Non c’è alcuna divinità” è meno diffuso di quanto immaginiamo.

Anche solo il dubbio che “Qualcosa di grande” ci preceda e ci attenda è vivo nella maggior parte delle persone, anche in quelle che non “seguono” una pratica religiosa o non hanno ben chiaro in Chi/cosa riporre la propria fede. Eppure, ultimamente, sto capendo che anche la convinzione di chi dice “Dio non esiste” non è così sbagliata come ad un credente possa sembrare: Dio, in effetti, non esiste per noi, finché non lo incontriamo.

Grazie ai miei libri sto conoscendo realtà ecclesiali bellissime in tutta Italia. Luoghi in cui Dio è vivo, opera, crea comunità. Luoghi in cui, al di là dei limiti e delle differenze, si cerca di seguire il Maestro, Gesù. Lascio il mio cuore in ognuna di queste parrocchie, associazioni, movimenti. Eppure, prima di arrivare in quei posti, per me, quei posti, non esistevano.

Non erano parte della mia esperienza, non vivevano nella mia memoria e nella mia vita. Oggi, non sentirei nostalgia di essi e il desiderio di tornarci. Potremmo fare questo discorso per qualunque incontro significativo della nostra vita: nemmeno mio marito “esisteva per me”, fino all’agosto del 2011, quando i nostri sguardi si incrociarono per la prima volta.

La beata Sandra Sabattini, cui ho ispirato il mio ultimo romanzo (“Amando scoprirai la tua strada”, Mimep Docete, 2021) diceva: “Quando non scelgo secondo Cristo, Lui per me non esiste”.

Sebbene Gesù ci ama e ci aspetta, non impone la sua presenza e aspetta che i nostri occhi si rivolgano a Lui. Che scegliamo di aprire il cuore. Che gli permettiamo di esistere nella nostra vita.

“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, dice Gesù (Mt 5-8). Non dice che tutti vedono Dio. Dio non si fa vedere da tutti. C’è una condizione: la purezza del cuore. Dobbiamo mettere da parte il cinismo, l’egoismo, la diffidenza, l’accidia, il disfattismo e dire: “Va bene, Signore, se ci sei, se mi ami, vieni nella mia vita”. Occorre predisporsi a questo incontro – se non è ancora avvenuto.

Per mia esperienza (ma non sono la sola ad averlo vissuto) posso dire che Gesù ha sete del nostro amore (Gv 4, 7-42), ci attende e ci desidera in modo personale (Lc 15, 1-7) più di quanto noi non desideriamo lui. E da quando ho scelto di fidarmi di Lui, lo vedo in tantissimi luoghi, in tantissime vite. Lo vedo in casa mia, prima di tutto. E lui trova sempre il modo di confermarmelo, di dirmi: “Sì, qui ci sono io. Qui regno io”.

Vorrei raccontare un esempio, una storia recente, che mi ha mostrato come Gesù sia veramente in mezzo a noi e agisce. Quando ho scritto il mio libro ispirato a Sandra Sabattini, ho deciso che una delle protagoniste sarebbe stata una suora. Si pensa spesso che questa vocazione sia “strana”, da vecchie, superata, inutile ecc. Io, invece, ho conosciuto suore meravigliose e soprattutto felici come pochi altri in questo mondo: mi sembrava bello far conoscere la loro vita ad un mondo che le guarda con diffidenza.

Così, ho intervistato una suora vera per il mio romanzo, giovane, di 32 anni. Si trattava di una ragazza che, in realtà, doveva ancora fare la professione e quindi prendere i voti in modo definitivo ma già aveva scelto la strada del convento e vestiva da suora (stava facendo il noviziato). Ultimato il libro, mi ero riproposta di farle avere una copia, una volta uscito: era un modo per ringraziarla.

Per tanti motivi, però, mi è completamente passato di mente. Ieri mi arriva un messaggio: ‘Un colpo al cuore! È in questo libro che si parla di me?! Me lo hanno regalato per la mia professione!’ La professione è per la suora il giorno in cui promette fedeltà a Gesù, che è il suo sposo.

Potremmo paragonarlo al giorno del matrimonio per un marito e una moglie. E proprio in quel giorno lei ha ricevuto in regalo, senza saperlo, un libro in cui si parlava non di una suora in generale, ma di lei e del suo primo incontro con lo Sposo…

Di come fosse maturata l’idea di donarsi completamente a Lui! “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio”, dice Gesù. Sì, beati davvero, quando riusciamo a vedere la sua mano e non il ‘caso’ di fronte a queste meraviglie!

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