Papa Francesco chiede impegno per eliminare il lavoro minorile

Nessuno può sentirsi con la coscienza a posto fino a quando non si sarà fatto di tutto per sradicare il lavoro minorile, il primo dei diritti umani calpestati dei bambini; quindi occorre ‘risvegliare le coscienze’, come ha chiesto il card. Peter Turkson, prefetto del dicastero per la Promozione dello sviluppo umano integrale, definendo ‘uno scandalo che la vita opulenta di una parte del mondo sia ottenuta togliendo dignità alla parte più fragile del globo, cioè i bambini’.

Aprendo la conferenza internazionale ‘Eradicating child labour, building a better future’ ( Sradicare il lavoro minorile, costruire un futuro migliore), promosso dalla Commissione vaticana Covid-19 del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale insieme con la missione permanente della Santa Sede presso la Fao, il porporato ha invitato a chiedersi ‘quanti prodotti che usiamo o mangiamo sono ottenuti sfruttando dei bambini’ e a fare in modo che si operi insieme perché ‘nessun bambino possa perdere tutte le esperienze dell’infanzia’.

Maximo Torero, capo economista della Fao, ha legato la questione del lavoro dei bambini direttamente con la povertà: “una delle strade da seguire è creare opportunità di lavoro per i genitori e intensificare gli sforzi per far andare a scuola i figli”.

Michaelle De Cock, rappresentante dell’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo), ha sottolineato che di quei 160.000.000 minori sfruttati “79.000.000 fa lavori pericolosi. Dal 2000 si è assistito a una diminuzione del fenomeno da 245.000.000 a 151.000.000 nel 2020, mentre negli ultimi due anni si è saliti di 9.000.000. Se gli Stati si impegneranno le nostre stime indicano una riduzione del fenomeno a 145.000.000”.

Per mons. Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, sradicare il lavoro minorile porterebbe un futuro migliore per i bambini “innanzitutto perché le loro potenzialità germoglierebbero al momento giusto e anche la società ci guadagnerebbe perché i giovani sono i governanti del futuro”.

Tra le soluzioni proposte per uscire da questa situazione, ha suggerito Cornelius Williams, direttore associato per la protezione dei bambini dell’Unicef, c’è quella di “una protezione sociale universale dei bambini, la promozione della loro istruzione, la responsabilizzazione delle aziende, la promozione di un quadro giuridico nazionale e internazionale che promuova la lotta al lavoro minorile perché l’impegno dei governi e delle istituzioni sovranazionali vada oltre la retorica”.

In mattinata i partecipanti alla conferenza internazionale erano stati ricevuti da papa Francesco che tale piaga “è di particolare importanza per il presente e per il futuro della nostra umanità. Il modo in cui ci relazioniamo ai bambini, la misura in cui rispettiamo la loro innata dignità umana e i loro diritti fondamentali, esprimono quale tipo di adulti siamo e vogliamo essere e quale tipo di società vogliamo costruire”.

E’ una situazione che non può sussistere nell’economia odierna: “Lascia allibiti e turbati il fatto che nelle economie contemporanee, le cui attività produttive si avvalgono delle innovazioni tecnologiche, tanto che si parla di ‘quarta rivoluzione industriale’, persista in ogni parte del globo l’impiego dei bambini in attività lavorative. Questo pone a rischio la loro salute, il loro benessere psico-fisico e li priva del diritto all’istruzione e a vivere l’infanzia con gioia e serenità. La pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione”.

Il papa ha sottolineato che il lavoro minorile è una lesione alla libertà: “Il lavoro minorile è tutt’altra cosa! E’ sfruttamento dei bambini nei processi produttivi dell’economia globalizzata a vantaggio di profitti e di guadagni altrui.

E’ negazione del diritto dei bambini alla salute, all’istruzione, a una crescita armoniosa, che comprenda anche la possibilità di giocare e sognare. Questo è tragico. Un bambino che non può sognare, che non può giocare, non può crescere. E’ derubare del futuro i bambini e dunque l’umanità stessa. E’ lesione della dignità umana”.

L’appello del papa è un invito a debellare il lavoro minorile, iniziando dall’impegno dei Paesi occidentali per sradicare la povertà: “Se vogliamo sradicare la piaga del lavoro minorile, dobbiamo lavorare insieme per debellare la povertà, per correggere le storture del sistema economico vigente, che accentra la ricchezza nelle mani di pochi.

Dobbiamo incoraggiare gli Stati e gli attori del mondo imprenditoriale a creare opportunità di lavoro dignitoso con salari equi, che consentano di soddisfare le necessità delle famiglie senza che i figli siano costretti a lavorare. Dobbiamo unire i nostri sforzi per favorire in ogni Paese un’istruzione di qualità, gratuita per tutti, così come un sistema sanitario che sia accessibile a tutti indistintamente.

Tutti gli attori sociali sono chiamati in causa per contrastare il lavoro minorile e le cause che lo determinano. La partecipazione a questa Conferenza di rappresentanti delle organizzazioni internazionali, della società civile, dell’imprenditoria e della Chiesa è un segno di grande speranza”.

(Foto: Santa Sede)