Fratel Biagio: ‘Soccorriamo e aiutiamo tutti, ma soprattutto i più poveri’

Oggi si celebra la quinta giornata mondiale dei poveri e nel messaggio ‘I poveri li avete sempre con voi’ papa Francesco ha scritto: “Sembra farsi strada la concezione secondo la quale i poveri non solo sono responsabili della loro condizione, ma costituiscono un peso intollerabile per un sistema economico che pone al centro l’interesse di alcune categorie privilegiate”.

Partendo da questo messaggio il fondatore della missione ‘Speranza e Carità’, fratel Biagio Conte, in digiuno a pane ed acqua da 130 giorni, chiede di aiutare i poveri e garantire un futuro ai giovani: “Aiutiamo e miglioriamo insieme questo sofferente Pianeta Terra, soccorrendo e aiutando ogni uomo e ogni donna di ogni popolo, soprattutto i più poveri, gli abbandonati della nostra città, i senza tetto, i tanti emarginati delle periferie e delle baraccopoli.

E cerchiamo di garantire un vero futuro per i nostri giovani, evitando così di realizzare nuovi disagi e nuove povertà. Altro nostro dovere ed impegno sarà anche proteggere l’ambiente e la natura”.

Il fondatore della missione siciliana chiede l’eliminazione delle diseguaglianze:  “L’essere umano, in questi millenni, possiamo ben dire che ha fatto grandi progressi migliorando il modo di vivere, grazie alle tecnologie e ai mezzi di informazione.

Ma stranamente non si sforza e non si impegna ad aiutare i più deboli, i più poveri di questo pianeta terra. Anzi domina e attua sempre più un forte divario, causando una profonda spaccatura e una disuguaglianza nella nostra società fra ricchi e poveri, provocando in modo ingiusto maggiore povertà”.

Inoltre chiede di terminare lo sfruttamento dei Paesi poveri: “Adesso basta sfruttare i paesi più poveri causando nuove fragilità (profughi, immigrati e senza tetto), ma diamo loro i giusti strumenti affinchè possano vivere una vita dignitosa, assicurando loro un tetto, da mangiare e garantendo anche le cure mediche; così potremo garantire un futuro più dignitoso ai loro figli.

Mettiamo fine all’ingiusta morte di tanti bambini che ancora oggi periscono per fame. Adesso basta fare i propri interessi, affari, commerci e vendere strumenti di guerra, ma impegniamoci come dice il profeta Isaia a convertire le armi in strumenti di lavoro, beneficiando così i paesi poveri”.

E’ un invito ad aiutare il povero: “Questa è la giusta risposta aiutiamo il nostro simile, i più poveri; il povero ha bisogno del ricco ma anche il ricco ha bisogno dell’aiuto e della manodopera del povero. E’chiaro che dobbiamo continuare a vivere migliorando sempre più questa vita terrena, mantenendo tutti insieme l’uguaglianza e aiutando anche i poveri ad integrarsi nella nostra società”.

Anche il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) aderisce alla giornata, che è un’occasione per ricordare la centralità dei temi della povertà e della disuguaglianza, acuiti dalla pandemia di Covid:

“La lettera del Papa per la Quinta Giornata mondiale dei poveri trova gli associati del CNCA coinvolti a valorizzare quanto di grandioso i poveri della terra hanno da insegnare e da dare ai mondi che li rifiutano… Il CNCA sta promuovendo diversi momenti di confronto e di approfondimento sui fenomeni della povertà e dell’esclusione.

In primo luogo, abbiamo promosso una mappatura sui nuovi servizi attivati nella rete della Federazione durante la pandemia per nuovi o vecchi beneficiari. In secondo luogo, stiamo realizzando, in collaborazione con il Forum ‘Disuguaglianze Diversità’, una ricerca su come è cambiata la questione della disuguaglianza nell’epoca del Covid, individuando i determinanti sociali che hanno causato questo cambiamento”.

E per quel che riguarda specificatamente la ‘missione 5’ del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), relativa ad inclusione e coesione sociale, il CNCA, insieme ad altre associazioni, avanzerà specifiche proposte:

“Anche grazie a queste azioni il CNCA intende dotarsi di sguardi e strumenti nuovi per capire quali innovazioni di pensiero e di pratiche sono necessari dinanzi alla crisi sanitaria, sociale, economica e ambientale.

Continuiamo, insieme, a mantenere alta la sfida che lanciamo ai governi e alle istituzioni mondiali e locali per realizzare un’esistenza più umana libera di mettere in comune le capacità proprie di ogni persona”.

Intanto salgono a 5.600.000 gli italiani in condizioni di povertà assoluta che non possono permettersi pasti adeguati a causa del peggioramento delle condizioni economiche aggravato dalla pandemia Covid, secondo un’analisi della Coldiretti su dati Istat:

“Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie che sono state fermate dalla limitazioni rese necessarie dalla diffusione dei contagi per Covid.

Persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche. Con la crisi un numero crescente di persone è stato costretto a far ricorso alle mense dei poveri e molto più frequentemente ai pacchi alimentari, anche per le limitazioni rese necessarie dalla pandemia.

Per arginare questa situazione quasi 1 italiano su 3 (30%) ha partecipato a iniziative di solidarietà, facendo beneficienza e donazioni per aiutare le famiglie più bisognose piegate dal peso della crisi causata dall’emergenza sanitaria”.

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