Senza la legge, che cosa è lo Stato se non una banda di briganti? Come riconosciamo che cosa è giusto? Benedetto XVI cita Sant’Agostino davanti al Bundestag

Come ha scritto Sant’Agostino, senza diritto lo Stato è solo una ‘”grossa banda di briganti”. L’ha ricordato dieci anni fa Papa Benedetto XVI nel suo discorso del 22 settembre 2011 nel Reichstag di Berlin, di fronte al Bundestag, il Parlamento federale tedesco, in occasione del suo Viaggio Apostolico in Germania (22-25 settembre 2011) [QUI]. In questo suo storico discorso al Bundestag, Papa Benedetto XVI va alla radice del diritto, affrontando “la questione decisiva davanti alla quale l’uomo politico e la politica si trovano anche oggi”.

Un discorso – per la prima volta di un Papa in quel luogo – che aveva suscitato anche delle contestazioni – con il boicottaggio di un centinaio di parlamentari dei partiti di sinistra – ma che ha offerto a Sua Santità Papa Benedetto XVI l’occasione di riflettere sui fondamenti del diritto e della politica. Ha ricordato, che per un politico “il successo può essere anche una seduzione e così può aprire la strada alla contraffazione del diritto, alla distruzione della giustizia”. Nel suo discorso, per affermare che quale “criterio ultimo e motivazione per il suo lavoro”, un politico non può avere “il successo e tanto meno il profitto materiale”, Papa Benedetto XVI ha citato il monito di Sant’Agostino: “Togli il diritto, e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?”. “La politica – ha scandito – deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace”. “Naturalmente – ha ammesso – un politico cercherà il successo che di per sé gli apre la possibilità dell’azione politica effettiva”. “Ma il successo è subordinato al criterio della giustizia, alla volontà di attuare il diritto e all’intelligenza del diritto”, ha insistito citando ancora Sant’Agostino.

“Noi tedeschi – ha rilevato Papa Benedetto XVI in riferimento al nazismo – sappiamo per nostra esperienza che queste parole non sono un vuoto spauracchio. Noi abbiamo sperimentato il separarsi del potere dal diritto, il porsi del potere contro il diritto, il suo calpestare il diritto, così che lo Stato era diventato lo strumento per la distruzione del diritto, era diventato una banda di briganti molto ben organizzata, che poteva minacciare il mondo intero e spingerlo sull’orlo del precipizio”. Per Papa Benedetto XVI, “servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico”. E “in un momento storico in cui l’uomo ha acquistato un potere finora inimmaginabile, questo compito diventa particolarmente urgente”, perché “l’uomo è in grado di distruggere il mondo”.

Il monito di Sant’Agostino

«Se non è rispettata la giustizia, che cosa sono gli Stati se non delle grandi bande di ladri? Perché anche le bande dei briganti che cosa sono se non dei piccoli Stati? È pur sempre un gruppo di individui che è retto dal comando di un capo, è vincolato da un patto sociale e il bottino si divide secondo la legge della convenzione. Se la banda malvagia aumenta con l’aggiungersi di uomini perversi tanto che possiede territori, stabilisce residenze, occupa città, sottomette popoli, assume più apertamente il nome di Stato che gli è accordato ormai nella realtà dei fatti non dalla diminuzione dell’ambizione di possedere ma da una maggiore sicurezza nell’impunità. Con finezza e verità a un tempo rispose in questo senso ad Alessandro il Grande un pirata catturato. Il re gli chiese che idea gli era venuta in testa per infestare il mare. E quegli con franca spavalderia: “La stessa che a te per infestare il mondo intero; ma io sono considerato un pirata perché lo faccio con un piccolo naviglio, tu un condottiero perché lo fai con una grande flotta”» (Sant’Agostino, De civitate Dei IV, 4, 1).

Foto di Sean Gallup/ Getty Images.

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