Il lessico di Papa Francesco: la libertà responsabile

”Gesù vuole noi cristiani liberi come Lui, con quella libertà che viene da questo dialogo con il Padre, da questo dialogo con Dio. Gesù non vuole né cristiani egoisti, che seguono il proprio io, non parlano con Dio; né cristiani deboli, cristiani, che non hanno volontà, cristiani «telecomandati», incapaci di creatività, che cercano sempre di collegarsi con la volontà di un altro e non sono liberi. Gesù ci vuole liberi e questa libertà dove si fa? Si fa nel dialogo con Dio nella propria coscienza. Se un cristiano non sa parlare con Dio, non sa sentire Dio nella propria coscienza, non è libero”.

Papa Francesco nell’ultimo Angelus di giugno è tornato a battere sul tasto della libertà, ribadendo quanto aveva avuto modo di affermare lo scorso 11 aprile a Santa Marta: non c’è contraddizione tra l’obbedienza al dettame di Dio e la libertà dell’uomo. Infatti, spiegava allora il Papa, ”obbedire a Dio è ascoltare Dio, avere il cuore aperto per andare sulla strada che Dio ci indica. L’obbedienza a Dio è ascoltare Dio. E questo ci fa liberi”. Essere liberi non vuol dire quindi – il monito di Francesco – essere irresponsabili. Parlando al termine del Rosario recitato a maggio nella Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergoglio spiegava che la libertà ”non è certo fare tutto ciò che si vuole, lasciarsi dominare dalle passioni, passare da un’esperienza all’altra senza discernimento, seguire le mode del tempo; libertà non significa, per così dire, buttare tutto ciò che non piace dalla finestra. La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte buone nella vita!”. Libertà dunque fa rima con responsabilità, con capacità di scelta.

Quella libertà responsabile esercitata nel ”dialogo con Dio” anche da Joseph Ratzinger nel momento della rinuncia al pontificato. ”Il Papa Benedetto XVI – ha osservato Francesco – ci ha dato questo grande esempio quando il Signore gli ha fatto capire, nella preghiera, quale era il passo che doveva compiere. Ha seguito, con grande senso di discernimento e coraggio, la sua coscienza, cioè la volontà di Dio che parlava al suo cuore. E questo esempio del nostro Padre fa tanto bene a tutti noi, come un esempio da seguire”.

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