Fede, amore, unità: Papa Francesco spiega ai vescovi il loro compito nella festa di San Pietro e Paolo

Poi la conferma nell’amore, che è l’unica arma della “battaglia” del cristiano. Non si tratta di armi umane ma è la battaglia del martirio. E l’arma del cristiano è “il messaggio di Cristo e il dono di tutta la sua vita per Cristo e per gli altri. Ed è proprio l’esporsi in prima persona, il lasciarsi consumare per il Vangelo, il farsi tutto a tutti, senza risparmiarsi, che lo ha reso credibile e ha edificato la Chiesa. Il Vescovo di Roma è chiamato a vivere e confermare in questo amore verso Cristo e verso tutti senza distinzioni, limiti e barriere.” Infine l’unità, che è comunione. “E la vostra presenza oggi, cari Confratelli, è il segno che la comunione della Chiesa non significa uniformità” spiega il Papa rileggendo i testi del Concilio. “Nella Chiesa- ricorda il Papa- la varietà, che è una grande ricchezza, si fonde sempre nell’armonia dell’unità, come un grande mosaico in cui tutte le tessere concorrono a formare l’unico grande disegno di Dio” e dice, dobbiamo andare verso la sinodalità e unirsi nelle differenze. “E questo deve spingere a superare sempre ogni conflitto che ferisce il corpo della Chiesa. Uniti nelle differenze: questa è la strada di Gesù!” Il Pallio è segno della comunione nella Chiesa e con Pietro, il vescovo di Roma, con la Chiesa universale, “è anche un impegno per ciascuno di voi ad essere strumenti di comunione.” Conclude il Papa: “Confessare il Signore lasciandosi istruire da Dio; consumarsi per amore di Cristo e del suo Vangelo; essere servitori dell’unità. Queste, cari Confratelli nell’episcopato, le consegne che i Santi Apostoli Pietro e Paolo affidano a ciascuno di noi, perché siano vissute da ogni cristiano.”

La lana del Palio è quella degli agnelli che vengono presentati al Papa il giorni di Sant’ Agnese il 21 gennaio. Il Pallio è un’insegna liturgica d’onore e di giurisdizione che viene indossata dal Papa e dagli Arcivescovi Metropoliti nelle loro Chiese e in quelle delle loro Province. Il Pallio destinato agli Arcivescovi metropoliti è costituito da una stretta fascia di stoffa, tessuta in lana bianca, decorata da sei croci in seta nera. La liturgia è stata particolarmente solenne, il Papa ha usato la ferula di Benedetto XVI e il Vangelo è stato cantato in latino, come tutto il rito della imposizione del Pallio all’inizio della celebrazione. Al termine della messa il Papa e il Patriarca sono scesi davanti alla nicchia che corrisponde alla tomba di San Pietro.

Particolare la partecipazione del Thomanerchor, il Coro della Thomaskirche di Lipsia – la chiesa di Bach – che ha animato la Liturgia e che costituisce un’ulteriore presenza ecumenica, ha ricordato il Papa. Ieri sera il coro insieme a quello della Cappella Sistina ha tenuto un concerto alla presenza del Cardinale Bertone che ha salutato così l’evento: “Ciò che nel cristianesimo è stato separato per vicende storico-politiche e per diverse comprensioni della Rivelazione ha in fondo mantenuto profonda unità nell’arte e può continuamente trovare anche oggi punti di incontro fecondi nell’intelligente frequentazione delle fonti comuni.”


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