Domenica XXXII: Grazie, Dio grande e misericordioso!

La ‘Giornata del ringraziamento’, che oggi si celebra in tutto il mondo, ci sollecita a riconoscere il creato e le sue ricchezze come dono dell’Altissimo, espressione  vera dell’amore di Dio verso l’uomo creato a sua immagine, da qui il canto ‘Laudato sii, o mio Signore’! E’ doveroso essere riconoscenti al Signore per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo; da qui il rispetto dell’ambiente naturale, risorsa preziosa affidata alla nostra responsabilità.

La Giornata del ringraziamento in Italia si celebra la seconda domenica di novembre, come azione di grazia a Dio al termine della stagione dei raccolti. La crisi economica in atto, come è stato rilevato in questi giorni anche dalla riunione del G20, tenutasi a Roma, va presa in tutta serietà. Questa crisi è un sintomo acuto che si è aggiunto ad altri ben più gravi e già ben conosciuti, quali il perdurare dello squilibrio tra ricchezza e povertà, lo scandalo della fame e della sete, l’emergenza ecologica e l’annoso problema della disoccupazione.

Da qui la necessità di educare al consumo più saggio e responsabile, promuovere la responsabilità personale, in ordine alla dimensione sociale, fondata sull’accoglienza, la solidarietà, la condivisione perché a nessuno manchi il pane, il lavoro, l’acqua e tutte le altre risorse primarie , veri beni universali dati da Dio per il bene di tutti.

Giornata di ringraziamento, oggi, per i frutti della terra: gli agricoltori in verità meriterebbero il comune apprezzamento per il servizio che rendono con il loro lavoro alla famiglia umana. La custodia del creato deve costituire un vero impegno di tutti perché la terra è di Dio, anche se posta nelle mani dell’uomo perché la governi (Gen. 1, 28).

Oggi è necessario effettuare  una vera svolta culturale di conversione dallo sfruttamento indiscriminato  delle risorse all’amministrazione responsabile dei beni che il creato ci offre. Nel Vangelo Gesù ci esorta: ‘guardatevi dagli scribi!’; gli scribi e i farisei erano gente che amavano apparire osservanti della legge; gente che si preoccupavano di apparire perfetti davanti agli uomini, ma dentro, diceva Gesù, sono lupi rapaci.

In essi c’era spesso un tenore di vita sfacciato: amano i primi posti nella sinagoga, ricevere saluti da tutti, essere additati come persone perbene, mentre in realtà la loro vita è colma di ipocrisia: divorano il sangue della gente povera, sono vere sanguisughe del popolo modesto e semplice, dei poveri e pensano solo al proprio portafogli.

Gesù critica aspramente questo agire da ipocriti perché religione pura è preoccuparsi di quello che dice Dio, che legge nel cuore, e non della valutazione della gente, che guarda solo l’esteriorità. Pertanto dirà Gesù: non sappia la tua destra quello che fa la sinistra; se preghi, chiudi la porta perché solo Dio ascolti i palpiti del tuo cuore; con questo Gesù non intende proibire la preghiera pubblica o liturgica ma mira alla purezza di intenzione e alla bontà del cuore. Questo è vero bene! 

Il bene infatti è grande quando è manifestazione di Dio, diventa meschino quando è solo manifestazione dell’io. Se compi il bene, come impulso di pietà e di amore, dimostri nobiltà d’animo; se fai il bene per farti ammirare, per mera utilità vieni solo a volere mascherare per altruismo e generosità ciò che è solo egoismo e grettezza d’animo.

Per passare dalla teoria alla pratica, Gesù, seduto di fronte al tesoro del tempio, dove la gente, entrando, gettava monete, vide ricchi signori che gettavano grosse monete per attirare l’attenzione dei presenti e, viceversa, una vedova, povera, che gettò solo pochi spiccioli, frutto di risparmio e di sacrificio; Gesù loda questa dicendo: nella sua povertà è stata la più generosa davanti a Dio.

Dio legge nel cuore, non sta a pesare l’offerta; e Gesù invita ad imitare la vedova perché l’offerta deve essere solo espressione di amore e di sacrifici offerti a Dio. Non fare nulla per essere visto o ammirato perché l’ammirazione devi aspettarla solo dal Signore che premia la bontà del cuore e la nobiltà di sentimenti. Ringrazia invece Dio per quello che sei, per quello che hai ricevuto dalla bontà divina;  ama Dio e il prossimo e sarai felice.

Oggi è la Giornata di Ringraziamento: la Vergine Maria, madre di Cristo Gesù e madre nostra, ci accolga sotto il suo manto e ci guidi nel nostro cammino di vita e di testimonianza cristiana.

89.31.72.207