Quanto riferito da Biden su cosa gli avrebbe detto il Papa sulla Santa Comunione richiede con urgenza chiarimenti da parte della Santa Sede, non prove per sentito dire. Favor veritatis et Salus animarum suprema lex

Non ritengo di dire una fesseria, pensando che anche la maggioranza degli analfabeti funzionali sanno che Papa Francesco ha incontrato il 29 ottobre 2021 in Vaticano il Presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden, accompagnato dalla First lady Jill e la traduttrice delle smorfie, che in passato era anche con Trump. Poi, potrebbe essere pure, che un bel numero di frequentatori dei social si ricorda, che in riferimento alla sua conversazione privata con Papa Francesco, in risposta alla domanda di un giornalista, negando che avevano discusso dell’aborto, secondo i giornalisti Biden ha esternato: «Abbiamo solo parlato del fatto che era felice che io sia un buon cattolico e che dovrei continuare a ricevere la Comunione». E fino ad oggi siamo rimasto con il “sentir dire”…

L’inchino a Biden di Francesco.

Invece, non penso che in tanti sanno che – SE quello che Biden ha riferito ai media, che gli ha detto il Santo Padre, è vero – di cui stavano discutendo rientra nel Canone 916, non nel 915. Vuol dire che Papa Francesco avrebbe giudicato che non solo il Canone 915, ma anche il Canone 916 non va applicato a Biden. Questo sta a significare, che la sua promozione della licenza di aborto radicale non costituisce peccato grave, che richiede il pentimento e l’assoluzione sacramentale.

Riportiamo di seguito una nostra traduzione italiana dall’inglese dell’articolo di Padre Raymond J. de Souza pubblicato ieri, 3 novembre 2021 dal National Catholic Register, che ribadisce l’ovvietà: la questione controversa richiede con urgenza chiarimenti univoci da parte della Santa Sede, non prove per sentito dire, neanche se vengono fornite oralmente dal Presidente degli Stati Uniti d’America.

Invece, interrogato su quanto affermato da Biden, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni ha detto ai giornalisti, secondo la prassi consolidata: «Lo considererei un colloquio privato, limitato a quanto detto nel comunicato pubblico». E questo è quanto abbiamo fino ad oggi di istituzionale, che non conferma e non smentisce.

Secondo quanto esposto da Padre de Souza, la privacy non vale più come foglio di fico per giustificare il silenzio colposo, visto che Biden ha reso pubblico unilateralmente la sua versione di quanto si sarebbero detti, e soprattutto di cosa Papa Franceso gli avrebbe detto, senza essere contraddetto ufficialmente. E ci auguriamo, che quanto riferito da Biden venga smentito, istituzionalmente e categoricamente. Se no resta la speculazione, il detto e non detto, il verosimile e l’inverosimile, il probabile e l’improbabile.

E soprattutto rimane – come di consueto – una grandissima confusione e – quello che è ancora peggio – un gravissimo scandalo per il Popolo di Dio. Il principio salus animarum suprema lex è il fondamento non solo del diritto canonico, ma della vita spirituale di ogni battezzato, che devono avere come regola irrinunciabile del proprio agire, il favore della verità e la salvezza delle anime delle pecore affidate al pastore e per il singolo fedele la salvezza della propria anima.

«Salute animarum, quae in Ecclesia
suprema semper lex esse debet»
«Omnis institutio ecclesiasticarum legum

ad salutem referenda est animarum»

Ambrogio Lorenzetti, particolare di “Allegoria del Buon Governo”, 1338-1339, affresco, Sala della Pace, Palazzo Pubblico, Siena.

«Nell’epoca dei profeti del falso e di chi mette in dubbio ormai tutto di quanto accade nella Chiesa e di quanto viene detto, giova ricordare due dei principi fondamentali sui quali la Chiesa stessa si appoggia e che nel tempo hanno significato il suo radicamento nell’insegnamento del Fondatore: il favore per la Verità e la Salvezza delle anime. Questi due concetti sono stati posti a compimento e sintesi di tutto il sistema legislativo canonico, significando quei valori imprescindibili dai quali nessuna norma potrà mai derogare. Non possiamo prescindere dal comparare il principio del favor veritatis con il fondamento del Diritto canonico, la salus animarum, contenuta nel Can. 1752 C.I.C., l’ultimo del Codex del 1983, che chiosa tutti i canoni prima enunciati, offrendo una chiave di lettura che svolta, in un certo senso, l’interpretazione di tutte le norme, nell’ottica di una antropologia teologica rinnovata e riletta dal Concilio Ecumenico Vaticano II. (…) Soltanto avendo costantemente dinanzi agli occhi la Verità, l’Ordinamento canonico riuscirà ad incarnare la missione a cui è chiamato: la salvezza delle anime» (Cristian Lanni – Vox Canonica, 11 agosto 2021 https://www.voxcanonica.com/2021/08/11/favor-veritatis-e-salus-animarum-la-chiesa-e-il-can-1752/).

«Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa,
mentre raggiungete la meta della vostra fede:
la salvezza delle anime»
(Prima Lettera di San Pietro 1,3)

Il Presidente Biden, Papa Francesco e il diritto canonico
di Padre Raymond J. de Souza
National Catholic Register, 3 novembre 2021


Ciò che il Presidente Joe Biden ha detto che gli ha detto Papa Francesco sul ricevere della Santa Comunione è plausibile e non plausibile allo stesso tempo.

Dopo il suo incontro con Papa Francesco in Vaticano il 29 ottobre, il Presidente Biden ha detto che Papa Francesco gli aveva detto che “era felice che io sia un buon cattolico e che dovrei continuare a ricevere la comunione”.

Data la controversia sul fatto che a Biden debba essere negata la Santa Comunione a causa del suo sostegno a una licenza di aborto estesa e radicale, è stata una notizia importante.

È possibile che Biden non abbia capito cosa ha detto Papa Francesco, o che fosse confuso al riguardo, o che abbia mentito al riguardo, ma sembra giusto prendere la dichiarazione alla lettera. Mentre la Santa Sede non commenta mai ciò che viene detto specificamente in tali incontri, Papa Francesco è più che in grado di far trapelare una correzione ai media amichevoli dei gesuiti se lo desidera. Non c’è stata alcuna fuga del genere in questo caso.

Detto questo, non è plausibile che il Santo Padre abbia effettivamente detto a Biden di essere un buon cattolico. Non è conforme al carattere di Papa Francesco lodare chiunque che sia un buon cattolico. Occasionalmente loderà la fede ordinaria di persone semplici anonime, ma quando si tratta di sacerdoti, professori, dirigenti d’azienda, politici – per non parlare del Presidente degli Stati Uniti – le critiche, a volte, dure, sono la norma. Se Papa Francesco dicesse a Biden che è un buon cattolico, sarebbe una cosa insolita.

È più probabile che Papa Francesco abbia elogiato Biden per andare a Messa ogni domenica, anche quando viaggia, cosa che solo una piccola minoranza di cattolici americani si preoccupa di fare. Oppure potrebbe aver elogiato Biden per essere più religiosamente osservatore rispetto alla maggior parte dei suoi recenti predecessori. Resta la speculazione.
Se è emersa la questione di ricevere la Santa Comunione – ed è possibile che Biden l’abbia chiesto al Santo Padre, vista l’importanza della controversia – è plausibile che il Santo Padre avrebbe detto a Biden di continuare a ricevere la Santa Comunione.

Ricordiamo che nel 2014 Papa Francesco ha chiamato una donna argentina a cui era stato detto dal suo pastore che non avrebbe dovuto ricevere la Santa Comunione perché viveva con un uomo divorziato civilmente che era ancora sposato sacramentalmente con un’altra donna. La coppia ha riferito che Papa Francesco le aveva detto che avrebbe dovuto ricevere la Santa Comunione, recandosi in un’altra parrocchia se il parroco locale avesse insistito nel sostenere la disciplina sacramentale della Chiesa.

Più recentemente, Papa Francesco ha ricevuto il Presidente Alberto Fernández dalla nativa Argentina. È un cattolico che ha detto esplicitamente di non essere d’accordo con l’insegnamento cattolico secondo cui l’aborto è un male grave, una posizione di dissenso teologico, non solo di ordine pubblico. Anche lui si trova in una situazione coniugale irregolare, separato dalla moglie e convive con un’altra donna.

Tuttavia, ad entrambi è stata data la Santa Comunione dal Vescovo Marcelo Sanchez Sorondo, Capo delle Pontificie Accademie, durante la loro visita del 2020. L’occasione è stata una Messa speciale celebrata dal concittadino argentino presso la tomba di San Pietro, il luogo più sacro di Roma.

In entrambi i casi argentini, il divieto di ricevere la Santa Comunione è chiaro, più chiaro del caso di Biden. Tuttavia, il Santo Padre avrebbe approvato l’amministrazione della Santa Comunione.

La riferimento di Biden dei commenti papali ha effettivamente spostato la questione, che è la notizia più grande.

Il Canone 915 del Codice di Diritto Canonico afferma che coloro che “ostinatamente persistono in peccato grave manifesto” non devono essere ammessi alla Santa Comunione. Ciò significa che il Ministro della Santa Comunione dovrebbe rifiutare la Santa Comunione in tali casi.

La controversia – accesa e che prosegue da generazioni – è se il Canone 915 significhi che a figure politiche come Biden o la Presidente della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi debba essere negata la Santa Comunione se si presentano per riceverla. In pratica, questo viene fatto molto raramente negli Stati Uniti e quasi mai nemmeno discusso altrove. Ma la polemica continua.

Diverso è il Canone 916, che afferma che coloro “che sono consapevoli di un peccato grave” manifesto, ostinato o meno, non devono presentarsi per ricevere la Santa Comunione. Questo non è controverso. I bambini della Prima Comunione imparano che chi ha commesso un peccato mortale non dovrebbe presentarsi per ricevere la Santa Comunione senza prima confessarsi.

Il Canone 915 parla della responsabilità dei Ministri. Il Canone 916 affronta la decisione dei singoli cattolici di presentarsi per la Santa Comunione.

La stragrande maggioranza dei vescovi statunitensi, per quanto riguarda i politici pro-aborto, non applica il Canone 915 per negare loro la Santa Comunione. È probabile che una solida maggioranza si aspetterebbe che rispettino il Canone 916 e non si presentino.

Se quello che Biden dice, quanto gli ha detto il Santo Padre fosse vero, quello di cui stavano discutendo rientra nel Canone 916, non 915. Vuol dire che Papa Francesco ha ritenuto che anche il Canone 916 non si applica a Biden. Vale a dire che la sua promozione della licenza di aborto radicale non costituisce un peccato grave, che richiede il pentimento e l’assoluzione sacramentale.

Che Papa Francesco consideri l’aborto un peccato grave e un crimine indicibile è fuori dubbio: lo paragona all’assunzione di un assassino. Ma sembra che Papa Francesco non pensi che il Canone 916 si applichi così ampiamente come si pensa di solito, sia in relazione al divorzio e alle seconde nozze, sia in termini di promozione pubblica dell’aborto.

È una questione che richiede chiarimenti, non prove per sentito dire, anche da parte del Presidente degli Stati Uniti.

«La sapienza non entra in un’anima che compie il male
né abita in un corpo oppresso dal peccato»
(Sapienza 1, 4)

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