Il lessico di Papa Francesco: Non abbiate paura!

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L’invito a non avere paura è ormai una costante nella predicazione e nel magistero dei Papi. E Francesco, in scia con i predecessori, è in perfetta linea di continuità. Ormai sono passati oltre cento giorni dalla sera piovosa di quel 13 marzo e possiamo dire di conoscerlo. Almeno sufficientemente. Il Papa – ad un occhio un po’ disattento, forse anche acritico – può apparire ripetitivo. Non abbiate paura, la misericordia di Dio, la Chiesa non è una ONG… Ma questo suo ‘martellare’  su determinati concetti – in un periodo di tempo così ristretto – non è una noiosa e vuota ripetizione. Tutt’altro! E’ un voler spronare i fedeli, una forma di ‘catechesi attiva’.

Soprattutto i più giovani, alle prese con un mondo in continua trasformazione soggetto – se non soggiogato – alla dittatura del relativismo.  In attesa della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, Papa Francesco ha iniziato a scuotere i giovani ricordando loro – come fecero il Beato Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – di non aver paura.

Le parole del Pontefice nel corso dell’Angelus di domenica scorsa sono risuonate forti e inequivocabili. Tutt’altro che ripetitive. ‘A voi giovani dico: Non abbiate paura di andare controcorrente, quando ci vogliono rubare la speranza, quando ci propongono questi valori che sono avariati, valori come il pasto andato a male e quando un pasto è andato a male, ci fa male; questi valori ci fanno male. Dobbiamo andare controcorrente! E voi giovani, siate i primi: Andate controcorrente e abbiate questa fierezza di andare proprio controcorrente. Avanti, siate coraggiosi e andate controcorrente! E siate fieri di farlo!’.

L’implicito appello a non aver paura era risuonato anche il giorno della Domenica delle Palme. Ai ragazzi convenuti in piazza San Pietro Papa Francesco ha chiesto di annunciare al mondo – spesso sordo, freddo e riluttante – che ‘è buono seguire Gesù; è buono andare con Gesù; è buono il messaggio di Gesù; è buono uscire da se stessi, alle periferie del mondo e dell’esistenza per portare Gesù!’. Ribadire questi concetti non è, dunque, un vuoto ripetersi. E’, invece, una forma di evangelizzazione, un appello a portare e annunciare Cristo e il Vangelo sempre e comunque. Soprattutto nell’Anno della Fede.

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