Si apre il mese missionario: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Solo la fede in Gesù salva…

Oggi, con la memoria liturgica di Santa Teresa di Gesù Bambino (di Lisieux), Vergine e dottore della Chiesa (Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897), proclamata da Papa Pio XI Patrona delle missioni al pari di San Francesco Saverio, si apre il mese di ottobre, mese missionario, che vedrà domenica 24 ottobre 2021 la celebrazione della 90ª Giornata Missionaria Mondiale. Il tema scelto da Papa Francesco nel messaggio diramato nella solennità dell’Epifania è tratto dagli Atti degli Apostoli: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20) [QUI].

Si apre il mese missionario.

Scrive il Santo Padre: “Come gli Apostoli e i primi cristiani, anche noi diciamo con tutte le nostre forze: «Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Tutto ciò che abbiamo ricevuto, tutto ciò che il Signore ci ha via via elargito, ce lo ha donato perché lo mettiamo in gioco e lo doniamo gratuitamente agli altri. Come gli Apostoli che hanno visto, ascoltato e toccato la salvezza di Gesù (cfr 1 Gv 1,1-4), così noi oggi possiamo toccare la carne sofferente e gloriosa di Cristo nella storia di ogni giorno e trovare il coraggio di condividere con tutti un destino di speranza, quella nota indubitabile che nasce dal saperci accompagnati dal Signore”.

È la testimonianza il filo conduttore del messaggio il cui tema è tratto da quello che Papa Francesco definisce “libro che i discepoli missionari tengono sempre a portata di mano”. “Celebrare ogni anno il Mese missionario e la Giornata Missionaria Mondiale significa fare memoria del fatto che la nostra fede è sempre missionaria. Non possiamo tacere quello che abbiamo udito, visto e vissuto nell’incontro con il Signore”, rimarca l’Arcivescovo Giampietro Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie (POM). La testimonianza si accompagna alla memoria perché nella Giornata Missionaria Mondiale che si celebra ogni anno, nella penultima domenica di ottobre, sottolinea il Papa: “Ricordiamo con gratitudine tutte le persone che, con la loro testimonianza di vita, ci aiutano a rinnovare il nostro impegno battesimale di essere apostoli generosi e gioiosi del Vangelo. Ricordiamo specialmente quanti sono stati capaci di mettersi in cammino, lasciare terra e famiglia affinché il Vangelo possa raggiungere senza indugi e senza paure gli angoli di popoli e città dove tante vite si trovano assetate di benedizione”.

Nessuno è escluso dalla misericordia di Dio ed i missionari, che condividono la loro vita con i fedeli a loro affidati, lo ricordano anche nel messaggio video [QUI] nato dalla collaborazione tra alcune direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie nel mondo. Il video dà voce a migliaia di donne e uomini in missione nel mondo: “Siamo ancora qui e non possiamo non parlare di quello che abbiamo visto e sentito”.

Nel mondo fervono intanto le iniziative di formazione, preghiera, animazione per preparare e celebrare la Giornata Missionaria Mondiale, nonostante il perdurare della pandemia che in alcuni paesi colpisce ancora duramente.

Nelle Americhe il coordinamento continentale delle Pontificie Opere Missionarie ha prodotto materiale formativo, schemi di preghiera di animazione liturgica, temi di riflessione frutto del lavoro comune delle Direzioni Nazionali delle POM del continente.

In Africa, la Chiesa dell’Uganda fa ricorso sempre più attivamente ai nuovi media, che durante il lockdown hanno tenuta unita la comunità cristiana, sia in termini di animazione missionaria e di preghiera. In Tanzania sono state scelte alcune persone influenti e alcuni leader laici per trasmettere il messaggio della Giornata Missionaria in Radio e TV.

Passando all’Europa, in Svizzera il Mese missionario è occasione per avvicinarsi particolarmente alla Chiesa in Vietnam, mentre in Spagna la Giornata Missionaria Mondiale è conosciuta con l’acronimo Domund e ricorda ai fedeli che “siamo tutti missionari” [QUI]https://domund.es.

In Asia, dove la situazione pandemica è ancora molto complessa, le POM in Vietnam sono impegnate ad aiutare concretamente la popolazione colpita dal virus si stanno preparando materiali di animazione, programmando diverse iniziative di preghiera on-line.

Nel continente oceanico, in Australia la Giornata verrà vissuta con una particolare attenzione e sensibilità verso l’opera pastorale e missionaria delle Suore del Buon Pastore in Thailandia, a sostegno dei bambini provenienti da ambienti vulnerabili e svantaggiati.

Accanto a tutte le attività dedicate al Mese missionario, sul sito web delle POM [QUI], a partire dal 1° ottobre sarà pubblicato ogni giorno un approfondimento dedicato alla fondatrice della Pontificia Opera della Propagazione della Fede, la Venerabile Pauline Jaricot, dal titolo: “Conoscere meglio Pauline Marie Jaricot e meditare sulla missione della Chiesa”.

Segretariati Internazionali delle Pontificie Opere Missionarie
Per contatti e comunicazioni:
Dott.ssa Elena Grazini
Agenzia Fides
Email
Cellulare: 338 190 2436

Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di ottobre 2021.

Ottobre 2021: Discepoli missionari

Papa Francesco: ogni battezzato è chiamato all’evangelizzazione: “Gesù chiede a tutti noi, e anche a te, di essere discepoli missionari” e “la missione non è proselitismo”: si basa su un incontro tra persone, “sulla testimonianza di uomini e donne che dicono: ‘Io conosco Gesù, mi piacerebbe che lo conoscessi anche tu'” (Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di ottobre 2021).

«Gesù chiede a tutti noi, e anche a te, di essere discepoli missionari. Sei pronto?
Basta essere disponibili alla sua chiamata e vivere uniti al Signore nelle cose più quotidiane: il lavoro, gli incontri, le occupazioni di ogni giorno, le vicende di ogni giorno, lasciandoci guidare sempre dallo Spirito Santo.
Se ti muove Cristo, se fai le cose perché Cristo ti guida, gli altri se ne rendono conto facilmente.
E la tua testimonianza di vita suscita ammirazione, e l’ammirazione fa sì che altri si chiedano: “Com’è possibile che sia così?”, o “Da dove vengono a questa persona l’amore con cui tratta tutti, l’amabilità, il buonumore?”.
Ricordiamo che la missione non è proselitismo, ma si basa su un incontro tra persone, sulla testimonianza di uomini e donne che dicono: “Io conosco Gesù, mi piacerebbe che lo conoscessi anche tu”.
Fratelli e sorelle, preghiamo perché ogni battezzato sia coinvolto nell’evangelizzazione e sia disponibile alla missione, attraverso la sua testimonianza di vita. E perché questa testimonianza di vita abbia il sapore del Vangelo».

Proselitismo e evangelizzazione

Il proselitismo è l’opera di chi cerca di convertire o coinvolgere altre persone a una certa religione o altra dottrina. Il termine deriva dal greco pros (verso) erchomai (venire). Molti cristiani considerano il proselitismo un obbligo morale in quanto in uno degli ultimi passi del Vangelo secondo Matteo è riportata l’esortazione di Gesù affinché i suoi discepoli fanno altri discepoli, insegnando loro i suoi insegnamenti e li battezzino.

L’attività del proselitismo cristiano è anche detta evangelizzazione, mentre Papa Francesco, dialogando con Eugenio Scalfari, ha sottolineato il carattere negativo del proselitismo, affermando che è “una solenne sciocchezza”. In una omelia ha detto, citando anche le parole del suo predecessore il Papa emerito Benedetto XVI, che la Chiesa “non cresce per proselitismo” bensì “per attrazione” e “per testimonianza”.

Quindi, nel contesto del cristianesimo i termini evangelizzazione e proselitismo sono usati con diverse implicazioni. Mentre evangelizzazione si riferisce a una libera testimonianza delle verità rivelate da Gesù, proselitismo indica un atteggiamento con lo scopo di imporre il cristianesimo in modo unilaterale.

In sostanza, il giudizio sul proselitismo coinvolge un conflitto fra due diritti: il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni (il diritto morale a fare evangelizzazione discende dalla libertà di parola) e il diritto a non ricevere insegnamenti non richiesti (il proselitismo è un’ingiustificata interferenza, scorretto e condannabile).

Tutte le persone hanno il diritto (ma in molti Paesi non possono goderlo, per esempio nei Paesi musulmani) di aderire a una religione e di cambiare religione (libertà di religione); hanno inoltre il diritto di professare il loro culto pubblicamente, associandosi in gruppo (libertà di culto e associazione); hanno il diritto di esporre ad altri le proprie convinzioni allo scopo di convincerli o influenzarli (libertà di parola). Sulla base di questi punti, si ricava non solo la legittimità dell’evangelizzazione, ma anche l’illegittimità del proselitismo come un’azione che tenta di raggiungere la conversione altrui attraverso minacce, discriminazione e altri mezzi coercitivi.

Solo la fede in Gesù salva…

«Credere non è sapere. Satana sa perfettamente chi è Gesù, ma non crede e fa di tutto per non farci credere nel Figlio dell’uomo. Si serve di molte armi. Una di questa, molto subdola, è proprio il sapere. Perché il molto “sapere” ci rende orgogliosi, ci allontana dagli altri, ci gonfia, ci dà certezze. Per i miracoli non serve la scienza, né la tecnica, né la sapienza umana. Serve la fede. Per servire Gesù, prima di tutto, bisogna avere fede. Il nostro sapere non salverà nessuno: solo la fede in Gesù salva» (Salvatore Martinez).

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