29 settembre, Festa dei Santi Michele, Gabriele e Raffaele Arcangeli

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 29.09.2022 – Vik van Brantegem] – Il Martirologio commemora insieme i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. La Sacra Scrittura rivela le particolari missioni: giorno e notte essi servono Dio e, contemplando il suo volto, lo glorificano incessantemente. La Bibbia li ricorda con specifiche missioni: Michele avversario di Satana, Gabriele annunciatore e Raffaele soccorritore. Prima della riforma del 1969 si ricordava in questo giorno solamente San Michele Arcangelo in memoria della consacrazione del celebre santuario sul monte Gargano a lui dedicato.

Il titolo di “arcangelo” deriva dalla consapevolezza di una corte celeste in cui gli angeli sono presenti secondo gradi e dignità differenti. Gli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele occupano le sfere più elevate delle gerarchie angeliche. Queste hanno il compito di preservare la trascendenza e il mistero di Dio. Nello stesso tempo, rendono presente e percepibile la sua vicinanza salvifica.ù

Michele è l’Arcangelo che difende dal male.

Michele (Chi è come Dio?) è l’arcangelo che insorge contro Satana e i suoi satelliti (Gd 9; Ap 12, 7; cfr Zc 13, 1-2), difensore degli amici di Dio (Dn 10, 13.21), protettore del suo popolo (Dn 12, 1).

Gabriele è l’Arcangelo che ci porti buone notizie.

Gabriele (Forza di Dio) è uno degli spiriti che stanno davanti a Dio (Lc 1, 19), rivela a Daniele i segreti del piano di Dio (Dn 8, 16; 9, 21-22), annunzia a Zaccaria la nascita di Giovanni Battista (Lc 1, 11-20) e a Maria quella di Gesù (Lc 1, 26-38).

Raffaele è l’Arcangelo che ci protegga dal male nel cammino della vita.

Raffaele (Dio ha guarito), anch’egli fra i sette angeli che stanno davanti al trono di Dio (Tb 12, 15; cfr Ap 8, 2), accompagna e custodisce Tobia nelle peripezie del suo viaggio e gli guarisce il padre cieco.

La Chiesa pellegrina sulla terra, specialmente nella Celebrazione Eucaristica, è associata alle schiere degli angeli che nella Gerusalemme celeste cantano la gloria di Dio (cfr Ap 5, 11-14; Conc. Vat. II, Costituzione sulla sacra liturgia, «Sacrosanctum Concilium», 8).

Invochiamo l’intervento potentissimo di San Michele Arcangelo e la sua Milizia Celeste contro il demonio affinché Dio lo ricacci nell’Inferno e liberi il mondo dal Male.

Il 20 febbraio 1878, al termine di un Conclave durato solo 36 ore, il Cardinale Gioacchino Pecci fu eletto Papa e prese il nome di Leone XIII. Ha regnato dal 1810 al 1903. Molte persone, oggi anziane, ricordano che, prima della riforma liturgica a seguito Concilio Vaticano II, il celebrante ed i fedeli si mettevano in ginocchio, alla fine di ogni Santa Messa, per recitare una preghiera alla Madonna ed una al Principe degli Angeli, scritta dal papa Leone XIII, che diceva: «San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia, contro le malvagità e le insidie del demonio sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi! E tu, Principe delle milizie celesti, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime».

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