Lo stile di Papa Francesco

“Sono visibile alla gente e faccio vita normale”. Bergoglio lo scrive ad un amico sacerdote svelando un po’ di se stesso. Forse la lettera non era destinata alla pubblicazione, come non lo erano le telefonate agli amici argentini, all’edicolante o al calzolaio. Come non lo sono le omelie che ogni mattina il Papa offre ai pochi che riescono ad essere ammessi alla celebrazione eucaristica delle 7.00 nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Pubblico e privato di Papa Francesco devono ancora trovare un equilibrio sia mediatico che personale. Quando ha incontrato qualche giorno fa i vescovi della Puglia in visita ad Limina il Papa si è lasciato andare a qualche confidenza con il pastore di Molfetta che ne è stato “coinquilino” come scrive nel giornale diocesano, per qualche giorno: “È rimasto lì dove alloggiava durante il conclave, in una piccola suite di due stanze e servizi. Si può dire che abbia scelto di fare vita comune: lì mangia, lì dorme, lì studia, lì prega, lì incontra la gente di passaggio, lì conversa fraternamente con i gruppi che ogni mattina si recano alla messa presieduta da lui. Intorno alle ore 10, in mattinata, si reca nel palazzo apostolico per accogliere le visite di rappresentanza e per le pratiche di governo della Chiesa universale. Rientra per il pranzo intorno alle 13-13.30, un breve riposo e poi di nuovo a lavoro. Alle 19, nella cappella della Casa sosta in preghiera fino alle 20, ora della cena. Entro le 21 ritorna in camera. Dicono i bene informati che va a letto presto, intorno alle 22.30, e si alza prestissimo la mattina, alle quattro e mezza.”

La giornata del Papa così viene svelata non da un suo collaboratore, ma da un suo ospite. “Quando vedevo che i voti in conclave salivano non ho perso la pace. Pertanto, dormo bene qui”, racconta il vescovo Luigi Martella. Poi la confidenza- notizia: “Benedetto XVI sta terminando di scrivere l’ enciclica sulla fede che sarà firmata da Papa Francesco. In seguito,  intenderà egli stesso approntare la sua prima enciclica sui poveri: Beati pauperes! La povertà – ha precisato – intesa non in senso ideologico e politico, ma in senso evangelico.” Una “indiscrezione” che ha richiesto una smentita ufficiale e la spiegazione di come si scriva un’enciclica. “Smentisco assolutamente- ha detto il direttore delal Sala Stampa della Santa Sede padre Federico Lombardi- che il Papa emerito Benedetto XVI stia lavorando al completamento del progetto di Enciclica sulla fede che aveva avviato. Confermo che il progetto è stato ripreso dal Santo Padre Francesco. Ma attualmente è difficile prevedere quando l’Enciclica possa essere pronta per la pubblicazione”.

Pubblico e privato si intrecciano ancora una volta. “Sono visibile alla gente e faccio vita normale: Messa pubblica al mattino, mangio nella mensa con tutti, ecc. Tutto ciò mi fa molto bene e mi evita di restare isolato.” La messa del mattino “pubblica” scrive il Papa, che però non vuole sia trasmessa in diretta né per radio né in tv. E nemmeno le omelie che scaldano cuore di tanti fedeli, con quelle frasi spicciole di sapienza evangelica quotidiana che conquistano le pagine dei giornali di tutto il mondo, che girano su twitter, nemmeno quei testi il Papa vuole che siano “pubblicate”. Ancora una volta la notizia ce la da Padre Lombardi:”Quanto alle omelie, non sono pronunciate sulla base di un testo scritto, ma spontaneamente, in lingua italiana, lingua che il Papa possiede molto bene, ma non è la sua lingua materna. Una pubblicazione “integrale” comporterebbe quindi necessariamente una trascrizione e una ristesura del testo in vari punti, dato che la forma scritta è differente da quella orale, che in questo caso è la forma originaria scelta intenzionalmente dal Santo Padre. Insomma, occorrerebbe una revisione del Santo Padre stesso, ma il risultato sarebbe chiaramente “un’altra cosa”, che non è quella che il Santo Padre intende fare ogni mattina.”

Insomma ci si deve accontentare delle sintesi della Radio vaticana e dell’ Osservatore romano. La chiave per capire cosa sia pubblico e cosa sia privato nelle parole di un Pontefice, cosa sia da considerare un insegnamento per tutti e cosa sia invece solo “personale” e privato arriva ancora da Padre Lombardi:”Bisogna insistere sul fatto che, nell’insieme dell’attività del Papa, va conservata con cura la differenza fra le diverse situazioni e celebrazioni, come pure il diverso livello di impegno dei suoi pronunciamenti. Così, in occasione delle celebrazioni o attività pubbliche del Papa, trasmesse in diretta televisiva e radiofonica, le omelie o i discorsi vengono trascritti e pubblicati integralmente. In occasione di celebrazioni più familiari e private occorre rispettare il carattere specifico della situazione, della spontaneità e della familiarità delle espressioni del Santo Padre.” Torniamo allora alla lettera “privata” del Papa resa “pubblica” da un giornale e dal destinatario stesso della lettera. “Cerco-dice il Papa- di conservare lo stesso modo di essere e di agire che avevo a Buenos Aires poiché se alla mia età cambiasse è certo che farei il ridicolo.” Il vero “stile” di Papa Francesco si sta ancora definendo.

 

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