XV Domenica: Chiesa cristiana = Chiesa missionaria

La Liturgia ci propone oggi la Chiesa missionaria: ‘In quel tempo Gesù chiamò i dodici’ e cominciò a mandarli a due a due nei paesi vicini; ordina loro di non prendere nulla per il viaggio se non un bastone per appoggiarsi: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; solo un bastone, i sandali e una tunica. E’ la prima esperienza della chiesa missionaria, caratteristica essenziale della Chiesa istituita da Cristo Gesù.

La Chiesa esiste, diceva Paolo VI, per evangelizzare, vale a dire per predicare ed insegnare, essere il canale del dono della grazia di Dio, riconciliare i peccatori con Dio, perpetuare il sacrificio di Cristo Gesù nella celebrazione della Messa, memoriale della sua morte e gloriosa risurrezione.

Pellegrini greci un giorno, si legge nel vangelo, andarono dagli apostoli e li pregarono di potere vedere e parlare con Gesù; anche gli uomini del nostro tempo, magari talvolta inconsapevolmente, chiedono ai cristiani veri non solo di parlare con Gesù ma di far vedere loro Gesù. Questa è la missione propria della Chiesa  alla quale Gesù affidò il compito di andare in tutto il mondo e predicare il vangelo: non preoccupatevi di quello che dovete mangiare o bere o come vestirvi.

Ogni cristiano è chiamato ad essere  un missionario, un apostolo; è chiamato a diffondere la Parola di Cristo perché Lui è la Verità, che rende liberi, la Via sicura che assicura la meta per avere la Vita eterna. L’azione missionaria non è un tentativo di imporre agli altri le proprie convinzioni o scelte di vita in contrasto con lo spirito del mondo, lo spirito moderno che vanta la conquista della libertà di pensiero o di possedere uno spirito individualista e strettamente personale. 

Si tratta invece di annunciare il messaggio di Cristo che invita alla conversione, il messaggio che ci rivela la verità di Dio e fa conoscere le verità fondamentali, deposito della rivelazione: cioè che Dio vuole la salvezza di tutti, Gesù Cristo (vero uomo e vero Dio) è il solo mediatore che ha dato la sua vita in riscatto per tutti; perciò non c’è salvezza senza Cristo ed è necessario rivolgerci a Lui per essere salvati. 

La verità del Vangelo non è legata ad una particolare cultura o nazione; è la verità di Cristo che illumina ogni uomo senza distinzione di cultura o di razza. La conversione è sempre opera dello Spirito Santo; l’apostolo, il cristiano , l’evangelizzatore è solo uno strumento nelle mani di Dio; chi opera la conversione è sempre Dio.

Compito del cristiano è seminare, spargere il  buon seme della Parola di Dio; da questo seme si sviluppano le chiese particolari, le varie comunità cristiane che vengono aggregate alla Chiesa di Cristo mediante il Battesimo e ricevono nutrimento dalla Parola di Dio e dal Pane dell’Eucaristia.

Scopo e fine dell’attività missionaria rimane sempre quello di promuovere la dignità della persona umana, dell’uomo che diventa uomo nuovo e, inserito con il Battesimo in Cristo, invoca Dio ‘Padre nostro che sei nei cieli’.

Da non dimenticare che le vie del Signore sono sempre misteriose, non sempre da noi comprensibili per cui non deve mai venire meno in noi la generosità e la fiducia nella grazia del Signore, che conosce i tempi e i momenti in cui il seme evangelico, gettato a pieni mani, porterà i suoi frutti.

Gesù inviando gli apostoli a due a due fa loro sperimentare la missione di evangelizzatori, carisma che si esercita grazie allo Spirito Santo, attività apostolica che deve  esercitarsi  con carità fraterna e vera comunione; nuoce infatti all’annuncio del Vangelo il triste  spettacolo del disaccordo, della rivalità e dell’invidia.

Questa azione missionaria poggia su due pilastri: la preghiera e il sacrificio perché il missionario deve essere un uomo di fede e vivere l’amore verso Dio e i fratelli. Alla preghiera è unito sempre il sacrificio, dono misterioso quanto importante perché mira a completare ‘quanto manca ai patimenti di Cristo in favore del suo corpo mistico ,che è la Chiesa’ (Col. 1. 24). Da qui sacerdoti e laici morti coraggiosamente nelle trincee per il Vangelo o i sacrifici che i singoli della comunità offrono a Dio nell’esercizio del proprio dovere.

Un valido contributo alla missione della Chiesa è affidato ai giovani, ai professionisti, alle famiglie cristiane, ai sacerdoti e religiose che vivono la propria vocazione come servizio alla promozione umana e religiosa del popolo e si adoperano così alla cooperazione missionaria. Un’attenzione particolare va alla famiglia, ambiente privilegiato per l’annuncio del Vangelo.

La famiglia è soggetto di missione, luogo di evangelizzazione perché i coniugi cristiani sono chiamati ogni giorno a testimoniare con la parola e l’esempio della vita ai figli e alla società l’unione indissolubile ed amorosa  che li contraddistingue, grazie al sacramento del matrimonio, simbolo dell’Amore di Cristo con la Chiesa.

Tutti siamo chiamati in sintesi a mettere a fuoco i talenti e i carismi ricevuti da Dio attraverso l’opera dello Spirito, che non viene mai meno. Lo Spirito Santo che ha conferito nel Battesimo il dono della Fede, l’alimenta sempre con la grazia divina. Questo, amici carissimi, è il Regno di Dio sulla terra: Cristo risorto in mezzo agli uomini che non abbandona mai la sua Chiesa.

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